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Dal flop al top: questo thriller di Bruce Willis del 1993 è oggi il film più visto al mondo su Netflix

Striking Distance - Impatto imminente con Bruce Willis batte Mission Impossible su Netflix. Come un flop del 1993 è diventato il film più visto al mondo sulla piattaforma streaming.

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Nel panorama infinito delle piattaforme streaming, dove ogni settimana decine di nuovi titoli competono per l'attenzione degli spettatori, un fenomeno inaspettato sta dominando le classifiche mondiali di Netflix. Non è l'ultimo blockbuster con Tom Cruise che sfida la morte appeso a un aereo. Non è nemmeno l'ultima produzione originale con budget stellare. È Striking Distance - Impatto imminente, un thriller poliziesco del 1993 con Bruce Willis che all'epoca del suo debutto cinematografico fu accolto con recensioni disastrose e incassi deludenti. La storia di questo film è quella di un clamoroso flop commerciale trasformato, oltre trent'anni dopo, in un successo streaming globale. Striking Distance costò 30 milioni di dollari, una cifra considerevole per i primi anni Novanta, ma riuscì a raccogliere appena 24 milioni al botteghino mondiale.

Un fallimento sonoro che contribuì a cementare la reputazione di Willis come attore dalle scelte altalenanti, capace di alternare capolavori indiscussi a progetti dimenticabili. Le critiche furono spietate. Su Rotten Tomatoes il film ottenne un misero 20 per cento di gradimento dalla critica specializzata e un 35 per cento dal pubblico, posizionandosi tra i titoli meno apprezzati dell'intera filmografia dell'attore. Eppure, il 2026 ha riscritto la narrazione di questo thriller dimenticato: Striking Distance è diventato il film più visto al mondo su Netflix, superando persino Mission: Impossible - The Final Reckoning con Tom Cruise e Anaconda con Jack Black.

Striking Distance racconta la storia di Tom Hardy, detective della polizia fluviale di Pittsburgh interpretato da Willis, che si trova a dare la caccia a un serial killer che prende di mira donne poliziotto. La trama intreccia elementi del thriller procedurale con dinamiche action che richiamano Die Hard, il film che consacrò Willis come icona del genere d'azione cinque anni prima. Il paragone con Se7en, il capolavoro di David Fincher uscito due anni dopo nel 1995, non è casuale: entrambi i film esplorano la psicologia oscura dei serial killer attraverso indagini ossessive che consumano i protagonisti. La differenza fondamentale sta nell'esecuzione. Dove Se7en costruisce un'atmosfera claustrofobica e filosoficamente disturbante, Striking Distance opta per un approccio più convenzionale, mescolando inseguimenti in barca, sparatorie e colpi di scena prevedibili.

Questa natura ibrida, che all'epoca fu percepita come confusa e derivativa, oggi potrebbe rappresentare il suo punto di forza. Gli spettatori moderni consumano contenuti con aspettative diverse rispetto al pubblico cinematografico degli anni Novanta. La visione domestica su piattaforma streaming abbassa la soglia di rischio: non si spendono quindici euro per un biglietto del cinema, non si investe un'uscita serale. Si clicca su un titolo mentre si scorrono infinite opzioni, attratti magari dalla presenza di Bruce Willis, da una copertina intrigante o dalla promessa di un thriller seriale senza pretese intellettuali.

Striking Distance beneficia anche del fenomeno della nostalgia cinematografica che domina la cultura pop contemporanea. Bruce Willis rappresenta un'epoca precisa del cinema d'azione (che si è conclusa con questo film, l'ultimo prima del ritiro), quella dei protagonisti muscolosi ma vulnerabili, delle battute sarcastiche pronunciati mentre si ricarica un'arma, delle storyline tutto sommato semplici ma efficaci. Per una generazione cresciuta con Die Hard, Pulp Fiction e Il sesto senso, riscoprire un titolo minore della filmografia di Willis ha il sapore dell'archeologia pop, della ricerca del tesoro nascosto nel catalogo di un attore iconico.

La carriera di Bruce Willis, purtroppo, ha preso una piega drammatica negli ultimi anni. Nel 2022 la famiglia dell'attore ha annunciato il suo ritiro dalle scene a causa dell'afasia, una condizione neurologica che compromette la capacità di comunicare. Nel 2023 la diagnosi è stata aggiornata in demenza frontotemporale, una malattia degenerativa progressiva. Questi eventi hanno gettato una luce malinconica sulla sua filmografia, trasformando anche titoli minori come Striking Distance in testimonianze di un talento che ha definito un'epoca del cinema d'azione.

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