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Dal flop nei comedy club al successo BBC: su Netflix, la vera storia di un comico italiano a Londra

Tutta colpa della Brexit con Francesco De Carlo: 4 puntate tra comicità e reportage sulla vita degli italiani a Londra.

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Dal 15 ottobre 2026, Netflix ha arricchito il suo catalogo con un titolo che racconta l'Italia fuori dall'Italia. Tutta colpa della Brexit non è una serie TV tradizionale né un documentario classico: è un diario autobiografico in quattro puntate che mescola comicità, reportage e analisi sociale. Il protagonista è Francesco De Carlo, comico stand-up che ha trasformato la sua esperienza londinese in un racconto capace di leggere un momento storico attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto sulla propria pelle. Francesco De Carlo ha vissuto a Londra da ottobre 2016 a dicembre 2017, proprio mentre il Regno Unito attraversava uno dei periodi più turbolenti della sua storia recente. Il referendum del giugno 2016 aveva sancito l'uscita dall'Unione Europea, ma le conseguenze concrete per chi viveva, lavorava e costruiva il proprio futuro nel paese erano ancora tutte da definire.

In questo scenario di incertezza, De Carlo ha provato a farsi strada nei comedy club londinesi, affrontando non solo le difficoltà linguistiche e culturali, ma anche la prospettiva di un ritorno forzato in Italia. Far ridere un pubblico inglese quando l'inglese lo hai studiato solo sui banchi di scuola non è un'impresa da poco. Le prime esibizioni di De Carlo nei club di Londra sono state dure: pochi spettatori, silenzi imbarazzanti, la sensazione di non essere capito. Eppure, con determinazione e talento, il comico è riuscito a sfondare, arrivando a partecipare al prestigioso Fringe Festival di Edimburgo e successivamente a uno show in prima serata sulla BBC, uno degli approdi più ambiti per chi fa stand-up comedy nel Regno Unito.

Il programma si articola in quattro episodi che seguono il percorso personale e professionale di De Carlo, intrecciandolo con interviste agli italiani che vivono nel Regno Unito e con una retrospettiva sugli eventi politici legati alla Brexit. Non si tratta di una lezione di geopolitica, ma di uno sguardo dal basso, umano, che mostra le conseguenze quotidiane di decisioni prese ai piani alti. Francesco De Carlo non è un nome sconosciuto nel panorama della comicità italiana. È uno dei volti più noti della scena stand-up, con un curriculum che include esibizioni in oltre 20 paesi e partecipazioni a festival internazionali di rilievo come quelli di Edimburgo, Johannesburg e Montreal. Nel 2025 ha condotto su TV8 il programma In & Out — Niente di serio, mentre nel 2026 è apparso al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, uno dei talk show più seguiti negli Stati Uniti.

La sua esperienza britannica è diventata anche un libro, La mia Brexit, pubblicato da Bompiani, ulteriore testimonianza di quanto quel periodo abbia segnato la sua vita e la sua carriera. Tutta colpa della Brexit rappresenta un formato ibrido difficile da catalogare. Non è fiction perché racconta fatti reali, non è un documentario puro perché il filtro comico è costante, non è un reportage giornalistico perché il protagonista è parte integrante della storia. È un racconto soggettivo che diventa collettivo, perché le difficoltà di De Carlo sono le stesse di migliaia di italiani emigrati per lavoro, studio o scelta di vita.

Per chi cerca un contenuto diverso dalle solite serie TV, Tutta colpa della Brexit offre uno sguardo originale e accessibile. Con quattro puntate brevi, il programma si presta a una visione in un'unica serata, ideale per chi vuole approfondire un tema senza impegnarsi in maratone da decine di episodi. Il taglio autobiografico rende tutto più umano e meno didascalico, mentre le interviste agli italiani nel Regno Unito aggiungono prospettive diverse e testimoniano la varietà di esperienze vissute.

Tutta colpa della Brexit è un titolo che parla a chi è partito e a chi è rimasto, a chi conosce la sensazione di essere straniero e a chi vuole capire cosa significhi costruire una vita altrove. È un racconto sull'identità, sulla resilienza, sulla capacità di ridere anche quando tutto sembra andare storto. E forse è proprio questa la lezione più importante: che si può attraversare un momento storico complicato senza perdere il senso dell'umorismo, anzi, usandolo come strumento per capire meglio se stessi e il mondo che cambia intorno.

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