Dal lago della Lorena a Venezia 2024: su RaiPlay, la storia di tre ragazzi che non dimenticherai
Il film francese premiato a Venezia 2024. Dramma adolescenziale ambientato negli anni '90 diretto dai fratelli Boukherma.
Ci sono momenti nella vita che non si dimenticano. Estati che bruciano nella memoria come un tatuaggio indelebile. E i figli dopo di loro, il film diretto dai gemelli francesi Ludovic e Zoran Boukherma, disponibile su RaiPlay, racconta proprio questo: quel confine sfumato e doloroso tra l'infanzia che finisce e l'età adulta che inizia a prendere forma, con tutta la sua violenza e la sua bellezza. Presentato in concorso al Festival di Venezia 2024, dove ha conquistato il Premio Marcello Mastroianni per il miglior attore esordiente consegnato al giovane Paul Kircher, il film è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Nicolas Mathieu, vincitore del prestigioso Prix Goncourt 2018. Un'opera che i due registi, già autori di Teddy e L'Année du requin, hanno saputo trasformare in un affresco potente e senza compromessi sulla provincia francese degli anni Novanta.
Tutto inizia nell'agosto del 1992, durante un pomeriggio di caldo soffocante. Li accomunano la noia, il desiderio di fuga e l'urgenza disperata di dare un senso a una vita senza prospettive. Tra primi amori, corse spericolate in moto, bravate estive e piccoli gesti di ribellione, i tre ragazzi imparano a conoscersi. C'è il furto di una canoa per raggiungere l'altra riva del lago, ci sono le prime sigarette, i primi baci rubati, la scoperta del corpo e del desiderio. Ma è il furto della motocicletta del padre di Anthony da parte di Hacine a innescare una serie di conseguenze che segneranno profondamente il loro passaggio all'età adulta. Quel gesto apparentemente banale diventa il punto di non ritorno, lo spartiacque tra un prima e un dopo. Nel corso di quattro estati i loro destini si intrecciano in un continuo alternarsi di litigi e riconciliazioni, di avvicinamenti e allontanamenti, mentre crescono insieme in un luogo in cui la globalizzazione è già arrivata portando con sé promesse mancate e disillusione.
I fratelli Boukherma, qui alla loro terza opera dopo aver esplorato il genere fantastico e l'horror, dimostrano una maturità stilistica notevole. Il loro sguardo è privo di compromessi, capace di catturare la realtà che li circonda con uno stile registico di ampio respiro che guarda al grande cinema europeo senza mai perdere di vista l'elemento umano. Il punto di vista aderisce costantemente allo sguardo del giovane protagonista Anthony, permettendo allo spettatore di vivere dall'interno quella tempesta emotiva che è l'adolescenza. Non tutti i capitoli in cui la storia è organizzata hanno lo stesso impatto emotivo, e alcune soluzioni registiche possono risultare forzate. Ma è proprio questa scelta di non cercare il consenso a ogni costo, di non levigare gli spigoli del racconto, a rendere il film autentico e necessario.