FILM

Glen Powell da professore a finto sicario, in questo film su RaiPlay basato su un caso reale

La vera storia di Gary Johnson, il professore che fingeva di essere un sicario per la polizia. Scopri i fatti dietro il film con Glen Powell.

Condividi

Gary Johnson non è il nome di un personaggio inventato per intrattenere il pubblico. È esistito davvero. Ha vissuto a New Orleans, insegnava psicologia e filosofia, e nel tempo libero collaborava con la polizia locale in un modo che sembra uscito da una sceneggiatura hollywoodiana: si fingeva un sicario per incastrare persone disposte a pagare per commissionare un omicidio. Questa è la premessa di Hit Man - Killer per caso, il film diretto da Richard Linklater che mescola commedia, romance e crime in una storia che affonda le radici nella realtà più bizzarra. Il film, uscito nel 2024 e presentato in anteprima fuori concorso al Festival di Venezia 2023 (e ora disponibile su RaiPlay), si basa su un articolo del 2001 pubblicato sulla rivista Texas Monthly.

A firmarlo fu il giornalista Skip Hollandsworth, che già aveva collaborato con Linklater per la sceneggiatura di Bernie. La vicenda di Gary Johnson è talmente particolare da sembrare impossibile, eppure è accaduta: un professore universitario tranquillo, amante dei gatti, che si trasforma in un camaleonte sotto copertura, capace di interpretare decine di personae diverse per fare confessare potenziali mandanti di omicidi. A interpretare questo protagonista straordinario c'è Glen Powell, alla quarta collaborazione con Linklater dopo Fast Food Nation, Tutti vogliono qualcosa e Apollo 10 e mezzo. Ma questa volta Powell non si limita a recitare: ha co-scritto la sceneggiatura insieme al regista, contribuendo a plasmare un personaggio complesso, diviso tra la sua esistenza ordinaria e il fascino pericoloso delle identità che assume sul campo.

Il risultato è un mix esplosivo di ironia, tensione erotica e riflessione sull'identità, dove nulla è davvero come sembra. Gary non è un poliziotto, non ha addestramento da agente segreto. È un tecnico informatico che aiuta il dipartimento di polizia nelle operazioni sotto copertura. Quando il detective Jasper, interpretato da Austin Amelio, ha bisogno di qualcuno che finga di essere un killer a pagamento, Gary si ritrova per caso a svolgere quel ruolo. E scopre di essere sorprendentemente bravo. Ogni volta che incontra un nuovo cliente, crea un personaggio diverso: cambia abbigliamento, atteggiamento, accento, persino il modo di muoversi. Uno dei suoi travestimenti si ispira direttamente a Patrick Bateman, l'iconico psicopatico di American Psycho interpretato da Christian Bale.

Un altro richiama l'inquietante Anton Chigurh di Non è un paese per vecchi, con tanto di taglio di capelli e aria minacciosa. Ma la vera svolta arriva quando Gary incontra Madison Figueroa Masters, interpretata da Adria Arjona. Madison è una donna intrappolata in un matrimonio violento e cerca disperatamente una via d'uscita. Quando si rivolge a quello che crede essere un sicario, Gary si ritrova di fronte a una scelta morale: può denunciarla, come prevede il protocollo, oppure può aiutarla in un altro modo.

Richard Linklater porta con Hit Man la sua sensibilità nel descrivere personaggi sfaccettati e moralmente ambigui. La sceneggiatura non giudica, lascia spazio alle zone grigie, permette allo spettatore di empatizzare con scelte che sulla carta sarebbero sbagliate. Il ritmo è serrato, la tensione cresce senza mai diventare opprimente, e la componente comica si intreccia perfettamente con quella drammatica. Una storia vera trasformata in un'opera cinematografica che non smette di sorprendere, divertire e far riflettere. Perché a volte la realtà supera davvero la fantasia, e quando lo fa nel modo giusto, nasce un film come questo.

Continua a leggere su BadTaste