Dopo l'Oscar, Anne Hathaway ha recitato in un film sci-fi che ha esaltato la critica e che ora è su Netflix
Anne Hathaway rilancia Colossal su Netflix: il film del 2016 con l'82% su Rotten Tomatoes che mescola kaiju, dipendenza e thriller psicologico in un'opera unica.
di Alba Rossi
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Anne Hathaway ha deciso di rompere il silenzio su uno dei capitoli più sottovalutati della sua carriera. Con un post ironico ma sentito sul suo profilo Instagram, l'attrice premio Oscar ha annunciato l'arrivo su Netflix di Colossal, il suo film sci-fi horror del 2016 che, nonostante l'acclamazione della critica, è passato praticamente inosservato al botteghino. "Quando è arrivato nei cinema nel 2017, ha frantumato i record del botteghino ed è diventato la speranza luminosa di tutti gli indie a basso budget", scrive con sarcasmo l'attrice, prima di confessare la verità: "Scherzo, non l'ha visto nessuno".
Ma Colossal non è un film qualunque. La svolta arriva quando Gloria scopre che le sue scorribande notturne in un parco giochi della cittadina si manifestano dall'altra parte del mondo sotto forma di un kaiju gigantesco che semina il terrore a Seoul, in Corea del Sud. Ogni suo movimento sulla giostra corrisponde a una devastazione urbana a migliaia di chilometri di distanza. È una premessa folle, quasi ridicola sulla carta, eppure funziona proprio perché il film non la tratta mai come un espediente grottesco fine a se stesso.
La performance di Hathaway è spietata nella sua onestà. L'attrice, nota per la sua versatilità nel passare dalla commedia romantica de Il diavolo veste Prada alla fantascienza cerebrale di Interstellar, qui si immerge completamente nella rappresentazione scomoda e cruda della dipendenza. Non cerca la simpatia dello spettatore, ma la comprensione. Gloria è imperfetta, autodistruttiva, a volte egoista, eppure riconoscibile. Sudeikis, dal canto suo, offre una delle interpretazioni più disturbanti della sua carriera, sovvertendo completamente la sua immagine da bravo ragazzo di Ted Lasso.
Hathaway ha raccontato di aver scoperto il progetto in un momento di transizione artistica, definendosi "in una sorta di terra di nessuno creativa". Dopo che Jonathan Demme le mostrò A Field in England di Ben Wheatley, l'attrice iniziò a cercare sceneggiature con quella stessa audacia narrativa e quella capacità di spiazzare. Colossal rispondeva perfettamente a quei criteri: un film inclassificabile, personale, rischioso.
Questa confessione trasforma completamente la lettura del film. Colossal diventa un'opera di autoanalisi mascherata da blockbuster di mostri, un esorcismo personale travestito da intrattenimento pop. E forse è proprio questa onestà emotiva, questa volontà di mostrare il lato oscuro della psiche umana senza filtri consolatori, che ha spaventato il pubblico mainstream nel 2017.
Il film aveva debuttato con grande successo al Toronto International Film Festival, dove critica e addetti ai lavori lo avevano accolto come una delle sorprese dell'anno. Con un punteggio dell'82% su Rotten Tomatoes, Colossal sembrava destinato a diventare quel raro esempio di film di genere intelligente capace di conquistare sia i cinefili che il pubblico generalista. Non è andata così. L'uscita nelle sale si è rivelata un disastro commerciale, con incassi che non hanno nemmeno lontanamente ripagato l'investimento produttivo.
In secondo luogo, c'è la questione del tono. Colossal richiede allo spettatore di accettare simultaneamente registri narrativi opposti, di credere alla serietà di una storia su alcolismo e violenza domestica anche quando viene raccontata attraverso la metafora di un kaiju telecomandato. Non tutti sono disposti a fare quel salto di fiducia, a sospendere il cinismo e ad abbracciare la logica emotiva invece che quella razionale.
Ora, quasi un decennio dopo, Netflix offre a Colossal una seconda possibilità. La piattaforma è diventata il rifugio perfetto per film di questo tipo: opere che sfuggono alle categorie tradizionali, che non hanno trovato il loro pubblico in sala ma che possono costruirsi un culto attraverso il passaparola digitale. Anne Hathaway sembra crederci davvero, chiudendo il suo post Instagram con un invito: "Spero che gli diate una possibilità. Rimanete strani".
Fonte /
ScreenRant.com