Due Spicci: Zerocalcare è al Circo Massimo, come le rockstar (ma non diteglielo)
Zerocalcare presenta Due Spicci al Circo Massimo davanti a 10mila fan: anteprima, retro gaming, Coez e Giancane. La nuova serie Netflix arriva il 27 maggio.
Siamo stati a Due Spicci, l'evento organizzato da Netflix con Zerocalcare per celebrare la nuova serie di animazione creata, scritta e diretta dal fumettista, uscita su Netflix il 27 maggio. C'erano 10mila fan.
Al Circo Massimo, a Roma, hanno suonato Bruce Springsteen, i Rolling Stones, David Gilmour, Vasco Rossi. Per capirci, al Circo Massimo ci arrivi quando sei diventato una rockstar. Non ditelo mai a Michele Rech, in arte Zerocalcare, perché è l'ultima cosa che vorrebbe sentirsi dire. Anche domenica sera, davanti a 10mila persone – che erano lì anche per Coez e Giancane, certo – ha continuato ad essere incredulo del successo che ha raggiunto e ha continuato a schernirsi e a mantenere il suo solito understatement. Tanto che Michele Foschini, il Direttore e Fondatore di Bao Publishing, a un certo punto della serata, lo ha detto a tutto il pubblico. "L'unico che non crede ancora di essere riuscito a fare qualcosa che ha un prima e un dopo è lui" ha dichiarato riferendosi a Zerocalcare. "Se stasera vi piace l'anteprima, che è la sola cosa di cui ci importa a questo punto, fate un sacco di rumore perché ho bisogno di dirgli: te lo avevo detto".Un lavoro di tre anni
"Te lo avevo detto" lo diciamo da sempre. C'è chi può dire di seguirlo dai suoi primi fumetti autoprodotti, chi dal primo successo letterario, La profezia dell'Armadillo. In tanti lo abbiamo scoperto durante il Covid, con i disegni animati di Rebibbia Quarantine. Per tanti, tantissimi, Zerocalcare è un punto di riferimento, uno in grado di cogliere ogni volta lo zeitgeist, il senso dei tempi che stiamo vivendo. Questi sono tempi un po' bui, un po' cupi. E ancora una volta, Calcare li coglie con una serie che, pur toccando stavolta il privato e non il pubblico, è decisamente amara e crepuscolare. Si ride? Si piange? È stata questa la domanda che è stata fatta a Zerocalcare prima della proiezione degli episodi. "Non lo so, mi viene solo da mettere le mani avanti" ha detto lui nel suo solito basso profilo. "Vedete le prime puntate, quelle che servono a spiegare le cose. Poi è meglio". Ma quanto ci è voluto per realizzare la serie? "Ci abbiamo messo un botto" risponde l'artista. "Quantificare un botto? Direi quasi tre anni, considerando la scrittura, l'animazione, il doppiaggio. È stato lungo come processo. Sono otto puntate. Non so se lo rifarei, perché non so se voglio fare ancora queste cose, ma lavorarci è stato figo, e le persone con cui ho lavorato sono molto brave". Tu sei orgoglioso di te? "No. Non lo so" risponde, sempre timido, Michele Rech. "Le persone che hanno lavorato alla serie sono centinaia. Lo so che oggi c'è scritto Zerocalcare, ma vorrei che si sapesse che senza tutte queste persone non sarebbe stato possibile".
La visione solitaria diventa collettiva
Vedere i primi tre episodi insieme a migliaia di persone è un'esperienza molto particolare. Si tratta di vivere una visione collettiva di un rito – la serie – che di solito prevede la visione solitaria. È un cambio di paradigma. È una strategia ben precisa da parte di Netflix. Rendere qualcosa di immateriale, digitale, qualcosa di materiale, fisico, esperienziale. La serie che vediamo su uno schermo prende vita e scende tra le persone. È qualcosa che non è solo promozione, ma diventa evento, diventa essa stessa contenuto. Vedere Due Spicci in maniera collettiva serve anche a capire cosa funziona di più, cosa ama vedere il pubblico, dove si ride e come. Senza alcuno spoiler, i momenti che sono stati accolti da un boato sono stati due. L'entrata in scena di Schiocco, un cagnolino che sarà il nuovo idolo della serie. E la comparsa, dopo un'attesa dosata ad arte, di un personaggio cult delle storie di Zerocalcare: Secco.
Retro gaming, Coez, Giancane
L'evento al Circo Massimo è andato in scena dalle 5 del pomeriggio fino a mezzanotte. L'atmosfera era quella dei grandi concerti rock. Durante l'evento, il pubblico ha giocato su centinaia di postazioni arcade in una grande partita collettiva, immergendosi al tempo stesso in altre attività ludiche, come enormi tavoli da calcetto in cui giocare in tanti, e photo opportunity tematizzate. I fan hanno fatto squadra e si sono cimentati nel retro gaming nel corso della giornata, tra titoli classici degli anni Ottanta e Novanta e un videogioco realizzato appositamente per l'occasione con i personaggi e le ambientazioni della Roma di Zerocalcare, fino ad accumulare, checkpoint dopo checkpoint, 1 miliardo di punti per sbloccare l'obiettivo finale: la proiezione in anteprima dei primi tre episodi della nuova serie Netflix. A chiudere l'evento ci sono stati i due concerti di Coez e Giancane, con un'ospitata a sorpresa di Rancore. I due artisti hanno portato i loro brani presenti nella colonna sonora di Due Spicci: Ci vuole una laurea, il nuovo singolo di Coez, e Non ti riconosco più di Giancane, sigla della serie.
Zerocalcare riesce a tirare fuori il cuore delle persone e delle storie
Strappare lungo i bordi, Questo mondo non mi renderà cattivo e ora Due Spicci. Zerocalcare è arrivato alla terza serie con Netflix. "Quasi sette anni fa abbiamo bussato a questa enorme porta con la N rossa" ha ricordato Michele Foschini. "E non credevo che ci avrebbero risposto e aperto la porta. E lo hanno fatto. Poco dopo è arrivata Ilaria Castiglioni di Netflix e ha detto: credo che ci possiamo lavorare. E ci ha detto: trovate qualcuno che lo fa. Siamo andati da Giorgio Scorza di Movimenti Production, che ha detto: credo di poterlo fare come vuole Michele. Era un 'periodo ipotetico del terzo tipo, ovvero dell'irrealtà'. Poi è arrivata Tinny Andreatta di Netflix, il nostro tipo ideale di persona matta e ha detto: ho il sospetto che ce la faranno. In un mondo in cui nessuno riusciva a finire i progetti perché il mondo era fermo noi riuscivamo a finire questo progetto. Nessuno se lo aspettava. È andata abbastanza bene". "Hanno lavorato più di 400 persone a questa serie" ha aggiunto Giorgio Scorza. "Si sono superati, lo hanno fatto con il cuore. Michele riesce a tirare fuori sia il cuore delle storie che delle persone. Strappare lungo i bordi è stato un progetto unico, irrazionale. Essere qui ancora dopo tre serie è qualcosa di eccezionale".