Una storia di amore e memoria, in questo film italiano, in top 10 su Netflix, che ha commosso anche Mattarella
La storia vera di Mattia Piccoli, 11enne che si prese cura del padre malato di Alzheimer precoce. Il film "Per te" dal 17 ottobre racconta la vicenda che commosse Mattarella.
Ci sono storie che ribaltano l'ordine naturale delle cose, che costringono a crescere prima del tempo, che trasformano un bambino in un custode della memoria altrui quando la sua dovrebbe essere ancora piena di giochi e spensieratezza. La vicenda di Mattia Piccoli è una di queste: a soli undici anni si è trovato a fare da padre a un padre che, giorno dopo giorno, scivolava via nella nebbia dell'Alzheimer precoce.
Per te, il film in top 10 su Netflix diretto da Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Teresa Saponangelo e Javier Francesco Leoni, arriva nelle sale italiane lo scorso 17 ottobre dopo l'anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città. Non è una semplice pellicola drammatica, ma il racconto fedele di una famiglia reale che ha attraversato l'inferno della malattia neurodegenerativa con un coraggio che nel 2021 ha spinto il Presidente Sergio Mattarella a nominare Mattia Alfiere della Repubblica italiana, riconoscendogli "l'amore e la cura" con cui ha seguito quotidianamente il padre Paolo.
La storia di Mattia era già stata raccontata nel libro Un tempo piccolo di Serenella Antoniazzi, pubblicato nel 2020. Ora Alessandro Aronadio, insieme agli sceneggiatori Ivano Fachin e Renato Sannio, l'ha tradotta per lo schermo con una scelta precisa: non voleva incontrare i protagonisti veri prima delle riprese. Il rischio era di rimanere schiacciato dal peso del loro dolore, di perdere quella distanza necessaria a trasformare una tragedia privata in racconto universale. Il regista ha dichiarato: "Non volevo rimanere influenzato dal loro dolore. Fin dall'inizio ho pensato che questa storia tragica dovesse essere filtrata dalla tenerezza e dalla commedia".
Paolo, interpretato da Edoardo Leo, è un quarantenne cui viene diagnosticato l'Alzheimer precoce. Una condanna che nelle statistiche è rara, ma nella vita di chi la riceve è devastante. I ricordi cominciano a sgretolarsi: il primo bacio con Michela, sua moglie, otto degli undici anniversari di matrimonio, persino il nome dell'infermiera che ha fatto nascere Mattia. Quella gelateria che crede appena inaugurata in realtà la frequenta da anni. Ogni giorno si ripete uguale, con Paolo che perde pezzi di sé mentre attorno a lui la famiglia cerca di tenere insieme ciò che resta.
Ma è proprio in questo sfacelo che nasce qualcosa di straordinario. Paolo decide di dedicare il tempo che gli rimane a insegnare a Mattia tutto quello che potrebbe dimenticare: come si guida un'auto, come ci si fa la barba, gesti e competenze che normalmente un padre trasmette al figlio adolescente, non a un bambino di undici anni. È un'inversione dei ruoli che spezza il cuore, ma che dice tutto sull'amore di un genitore consapevole di non esserci domani.
Il momento più delicato arriva quando Paolo deve trovare il coraggio di spiegare a Mattia cosa sta succedendo. Ci riesce a casa del fratello Nicola, dopo aver visto Rocky insieme. Quel giorno padre e figlio si confessano a vicenda di avere paura. Aronadio costruisce il film camminando su un filo teso tra tragedia e ironia sottile, con inserti alla Buster Keaton che alleggeriscono senza sminuire. "Raccontare la vicenda anche con un sorriso è una forma di resistenza contro le tragedie che accadono a tutti", sostiene il regista. Per te diventa così un film sulla cura in un'epoca dominata dal cinismo e dall'individualismo sfrenato, un manifesto di connessione autentica "in un'era dove tutti si sentono iperconnessi ma in realtà non siamo mai stati più soli".
Il titolo, Per te, suona come una dedica: a Paolo, a Mattia, a tutte le famiglie che affrontano l'Alzheimer scoprendo che la malattia di uno diventa il dolore condiviso di tutti. Ma è anche un film sulla memoria, su cosa significhi custodirla quando chi dovrebbe trasmetterla non può più farlo. E su come l'amore possa diventare l'unico appiglio nei momenti peggiori, l'unica certezza quando tutto il resto si dissolve.