Non c'è pietà per nessuno (neanche per il protagonista): il thriller Netflix che sfida le convenzioni del genere
I Came By è il thriller Netflix che uccide il protagonista a metà film. Babak Anvari sfida le convenzioni con Hugh Bonneville nei panni di un serial killer insospettabile.
Nel panorama saturo dei thriller Netflix, dove la qualità oscilla tra perle nascoste e dimenticabili prodotti di serie B, I Came By del 2022 si distingue perché ha il coraggio di tradire ogni aspettativa narrativa che lo spettatore medio porta con sé. Non è questione di effetti speciali o di budget stratosferici. È una scelta strutturale audace, quasi violenta nella sua esecuzione, che ribalta le convenzioni del genere proprio quando pensi di aver capito dove sta andando la storia.
Insieme al suo partner Jay, interpretato da Percelle Ascott, Toby pianifica un'ultima missione. Il bersaglio è Hector Blake, un giudice stimato, celebrato per il suo lavoro filantropico con gli immigrati. Ma Toby non si lascia ingannare dalla facciata: Blake possiede antiquariato in avorio illegale, e questo basta per metterlo nel mirino. Jay però si tira indietro. Sta per diventare padre, vuole ripulirsi, e soprattutto ritiene che possedere avorio non sia una colpa abbastanza grave da rischiare la pelle. Toby va avanti da solo.
Quando Toby si intrufola nella villa di Blake, trova un prigioniero, legato e picchiato, nascosto in cantina. È uno di quegli istanti in cui la tensione esplode: capisci immediatamente che Hector Blake non è un semplice ipocrita benestante. È qualcosa di molto, molto peggio. Toby torna una seconda notte per liberare il prigioniero. E qui arriva il colpo di scena che lascia lo spettatore senza fiato: a meno di metà film, Toby muore. Un colpo secco alla nuca, e il nostro protagonista, quello con cui abbiamo costruito empatia, quello che pensavamo avrebbe guidato la narrazione fino ai titoli di coda, scompare definitivamente.