Emanuela Fanelli arriva a Venezia 83 invecchiata di oltre 20 anni, ma dietro il suo nuovo aspetto c’è un motivo
Emanuela Fanelli sorprende Venezia 83 mostrandosi invecchiata di oltre 20 anni: dietro la trasformazione c’è un elaborato trucco prostetico.
Emanuela Fanelli è tornata alla Mostra del Cinema di Venezia, ma questa volta è riuscita a sorprendere tutti ancora prima di arrivare sul red carpet. L'attrice, che soltanto un anno fa aveva condotto la cerimonia inaugurale e quella di chiusura del Festival, è sbarcata al Lido con un aspetto decisamente diverso da quello a cui siamo abituati: capelli biondi, occhiali, rughe evidenti sul volto e oltre vent'anni in più. Nessun improvviso cambiamento, con Fanelli che ha semplicemente deciso di arrivare a Venezia 83 direttamente dal 2049.
“Pensavate di aver visto tutto?”, ha scherzato l'attrice al suo arrivo, continuando a interpretare la Emanuela Fanelli del futuro anche davanti ai fotografi. E quando qualcuno le ha fatto notare quanto fosse cambiata, ha continuato a giocare con il salto temporale fingendo che fossero davvero trascorsi 23 anni dalla sua precedente visita al Festival. Dietro l'effetto sorprendentemente realistico c'è un lavoro molto più complesso di quanto possa sembrare osservando semplicemente le fotografie. La prosthetic designer Lucia Patullo ha spiegato a Vogue Italia che praticamente tutto il volto di Fanelli è stato ricoperto di protesi.
L'invecchiamento è stato realizzato attraverso cinque elementi differenti applicati sulle due guance, sulla fronte, nella zona sopra il labbro e sul collo fino alle clavicole. Una volta posizionate, le protesi sono state colorate utilizzando pigmenti ad alcool, per poi completare il lavoro con il normale beauty make-up. Anche le mani sono state modificate con un prodotto chiamato Old Age, capace di aggrinzire temporaneamente la pelle e simulare così i segni del tempo.
Fanelli ha fatto esattamente il contrario: invece di nascondere rughe e segni del tempo, se li è fatti aggiungere. Una provocazione che inevitabilmente gioca anche con l'ossessione dello star system per la giovinezza, particolarmente evidente quando riguarda le attrici. Ed è perfettamente coerente con lo spirito di Peccato. La serie è costruita come un finto documentario in sei episodi nel quale realtà e invenzione vengono continuamente mescolate. Nel 2049 la Fanelli protagonista del racconto vive isolata in un piccolo paese della Valle d'Aosta, lontana dai riflettori e quasi dimenticata dal pubblico dopo che un misterioso scandalo ha distrutto la sua carriera.
A ricostruirne la parabola intervengono una quantità impressionante di personaggi reali dello spettacolo italiano, naturalmente interpretando versioni più o meno assurde di loro stessi. Ci sono Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Geppi Cucciari, Paola Cortellesi, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì, Fabio Fazio, Giovanni Floris e molti altri. E Fanelli non è neppure l'unica a essere stata spedita artificialmente nel futuro. Lucia Patullo ha infatti curato l'invecchiamento prostetico di diversi protagonisti della serie, compresi alcuni dei volti famosi che partecipano al racconto. Tra questi c'è persino il Gabibbo, perché evidentemente il 2049 di Peccato non risparmia davvero nessuno.
E la sua è stata soltanto una delle apparizioni che hanno attirato l’attenzione durante l’ottava giornata della Mostra. Sul red carpet di Venezia 83 hanno infatti sfilato anche Pamela Anderson, arrivata al Lido per Place to Be, e Alba Rohrwacher insieme a Vincent Lindon per Un Bon Petit Soldat, oltre a Vanessa Scalera, Lino Musella e Giuliano Sangiorgi per Il fuoco che ti porti dentro. Una giornata ricca di star e grandi nomi, nella quale Fanelli è riuscita comunque a trovare un modo tutto suo per non passare inosservata.