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Venezia 83, Company di Casey Affleck stabilisce un record poco invidiabile: è il film in concorso meno applaudito

Company di Casey Affleck riceve a Venezia 83 una delle standing ovation più brevi del Festival: circa quattro minuti di applausi per il film in concorso.

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Il passaggio di Company a Venezia 83 si è concluso con un primato di cui Casey Affleck avrebbe probabilmente fatto volentieri a meno. Il nuovo film diretto dall'attore e regista americano ha infatti ricevuto quella che, almeno finora, risulta essere la standing ovation più breve della Mostra tra i film presentati in concorso. Un'accoglienza decisamente più fredda rispetto alle interminabili ovazioni diventate ormai quasi una tradizione al Lido.

Sul numero esatto di minuti, però, le ricostruzioni non coincidono. Alcune fonti italiane presenti a Venezia hanno cronometrato appena tre minuti di applausi, indicando esplicitamente Company come il film in concorso meno applaudito dell'edizione. Le testate internazionali hanno registrato qualcosa in più: Variety parla di circa quattro minuti, mentre Deadline è arrivata a quattro minuti e mezzo. La differenza può dipendere semplicemente dal momento scelto per far partire e terminare il cronometro, ma il dato sostanziale non cambia: l'accoglienza è stata insolitamente breve per gli standard veneziani.

C'è inoltre una spiegazione almeno parziale per la brusca conclusione dell'ovazione. Secondo Deadline, Affleck e il cast hanno iniziato a lasciare la Sala Grande mentre il pubblico stava ancora applaudendo, provocando inevitabilmente lo spegnimento della standing ovation. Non è quindi possibile interpretare semplicemente la durata degli applausi come un indice matematico del gradimento del film, anche se il confronto con gli altri titoli dell'edizione resta piuttosto evidente.

Company, fonte: Image Nation Studios

Basti pensare che altri film presentati a Venezia 83 hanno ottenuto accoglienze decisamente più lunghe. Primetime è arrivato intorno agli otto minuti, mentre all'estremo opposto della classifica si trova Bunker, accolto da un'ovazione di oltre quindici minuti. Company si è quindi fermato molto prima, facendo registrare, almeno fino a questo momento, il dato più basso tra i titoli della competizione ufficiale. Va comunque sottolineato un dettaglio importante: Venezia 83 non è ancora terminata e la Mostra si concluderà il 12 settembre.

Quello di Company è dunque il primato negativo dell'edizione al momento della pubblicazione e potrebbe teoricamente essere superato dai film in concorso che devono ancora essere presentati. La serata non è stata comunque priva di momenti calorosi. Nick Nolte, tornato sul red carpet veneziano a 85 anni, ha ricevuto un'accoglienza particolarmente entusiasta quando è stato presentato prima della proiezione. Tra il pubblico c'era inoltre Ben Affleck, arrivato al Lido per sostenere il fratello e fotografato mentre applaudiva e riprendeva con il telefono quanto stava accadendo in sala.

Per Casey Affleck si trattava di un ritorno importante alla regia. Company è il suo terzo lungometraggio dietro la macchina da presa, dopo I'm Still Here e Light of My Life, ed è stato scritto dallo stesso Affleck insieme a Ron Hansen, autore del romanzo da cui era stato tratto L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Nel cast compaiono, oltre a Nolte, Ben Mendelsohn, Adelaide Clemens, Scoot McNairy, Emily Alyn Lind e Caylee Cowan, insieme ai figli del regista, Indiana e Atticus Affleck.

Il film costruisce una sorta di racconto dentro il racconto. Tutto comincia in una notte d'inverno del 1975, quando una misteriosa donna di nome Evelyn si presenta senza invito a una festa. Da lì prende vita la storia di Tom, un anziano solitario che nel 1953 salva un'attrice rimasta bloccata durante una bufera di neve in Colorado. Quest'ultima racconta a sua volta una vicenda ancora più lontana nel tempo, quella di una coppia di contadini che accoglie un giovane vagabondo mentre una serie di brutali omicidi semina il terrore lungo la frontiera.

Sono storie che finiscono progressivamente per intrecciarsi e attraverso le quali Affleck prova a ragionare su lutto, vendetta, perdono e compassione. Il regista ha spiegato a Venezia di essersi reso conto soltanto una volta terminato il film che Company rappresentava per lui la conclusione di una sorta di trilogia involontaria. Se i suoi precedenti lavori ruotavano attorno al rifiuto dell'amore e alla capacità di amare un'altra persona, questa volta la domanda al centro del progetto è differente: come fare pace con l'esistenza che ci è stata data?Una costruzione ambiziosa che, almeno stando alle prime recensioni arrivate dal Lido, ha diviso la critica.

The Guardian ha apprezzato soprattutto l'atmosfera da racconto gotico attorno al fuoco, pur sottolineando alcune digressioni e una struttura non sempre perfettamente a fuoco. Altre recensioni si sono dimostrate decisamente più severe, evidenziando la freddezza emotiva del film e la difficoltà nel dare sufficiente profondità alle numerose storie che mette in scena. Anche in Italia le reazioni non sono state particolarmente uniformi. C'è chi ha sottolineato soprattutto la natura dilatata del racconto e un mistero che impiega molto tempo prima di rivelare la propria direzione e chi, invece, ha riconosciuto a Company almeno il fascino della sua costruzione narrativa e delle atmosfere gotiche.

Ben Mendelsoh in Company, fonte: Image Nation Studios

Dietro Company c'è inoltre un elemento particolarmente personale. Affleck ha rivelato durante la presentazione veneziana di aver dedicato il film ai suoi genitori, entrambi scomparsi recentemente, spiegando quanto gli dispiaccia che non abbiano potuto vedere il lavoro terminato. L'esperienza ha assunto un significato ancora più familiare grazie alla presenza nel cast dei suoi due figli, Indiana e Atticus, che il regista ha diretto per la prima volta. Sarebbe naturalmente eccessivo trasformare tre o quattro minuti di applausi in una bocciatura automatica.

Le standing ovation dei festival non sono uno strumento scientifico per misurare la qualità di un film e, in questo caso, l'uscita anticipata del cast dalla sala ha probabilmente contribuito ad accorciarne ulteriormente la durata. Ma in un Festival nel quale gli applausi vengono ormai cronometrati quasi quanto le proiezioni, il dato resta curioso: Company (qui trovate la nostra recensione) è, almeno per ora, il film in concorso meno applaudito di Venezia 83. E mentre altri titoli hanno tenuto in piedi la Sala Grande per dieci o quindici minuti, Casey Affleck e il suo cast erano già sulla strada verso l'uscita quando l'ovazione per il loro film si è spenta.

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