Venezia 83, Company di Casey Affleck stabilisce un record poco invidiabile: è il film in concorso meno applaudito
Company di Casey Affleck riceve a Venezia 83 una delle standing ovation più brevi del Festival: circa quattro minuti di applausi per il film in concorso.
Il passaggio di Company a Venezia 83 si è concluso con un primato di cui Casey Affleck avrebbe probabilmente fatto volentieri a meno. Il nuovo film diretto dall'attore e regista americano ha infatti ricevuto quella che, almeno finora, risulta essere la standing ovation più breve della Mostra tra i film presentati in concorso. Un'accoglienza decisamente più fredda rispetto alle interminabili ovazioni diventate ormai quasi una tradizione al Lido.
C'è inoltre una spiegazione almeno parziale per la brusca conclusione dell'ovazione. Secondo Deadline, Affleck e il cast hanno iniziato a lasciare la Sala Grande mentre il pubblico stava ancora applaudendo, provocando inevitabilmente lo spegnimento della standing ovation. Non è quindi possibile interpretare semplicemente la durata degli applausi come un indice matematico del gradimento del film, anche se il confronto con gli altri titoli dell'edizione resta piuttosto evidente.
Basti pensare che altri film presentati a Venezia 83 hanno ottenuto accoglienze decisamente più lunghe. Primetime è arrivato intorno agli otto minuti, mentre all'estremo opposto della classifica si trova Bunker, accolto da un'ovazione di oltre quindici minuti. Company si è quindi fermato molto prima, facendo registrare, almeno fino a questo momento, il dato più basso tra i titoli della competizione ufficiale. Va comunque sottolineato un dettaglio importante: Venezia 83 non è ancora terminata e la Mostra si concluderà il 12 settembre.
Per Casey Affleck si trattava di un ritorno importante alla regia. Company è il suo terzo lungometraggio dietro la macchina da presa, dopo I'm Still Here e Light of My Life, ed è stato scritto dallo stesso Affleck insieme a Ron Hansen, autore del romanzo da cui era stato tratto L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Nel cast compaiono, oltre a Nolte, Ben Mendelsohn, Adelaide Clemens, Scoot McNairy, Emily Alyn Lind e Caylee Cowan, insieme ai figli del regista, Indiana e Atticus Affleck.
Il film costruisce una sorta di racconto dentro il racconto. Tutto comincia in una notte d'inverno del 1975, quando una misteriosa donna di nome Evelyn si presenta senza invito a una festa. Da lì prende vita la storia di Tom, un anziano solitario che nel 1953 salva un'attrice rimasta bloccata durante una bufera di neve in Colorado. Quest'ultima racconta a sua volta una vicenda ancora più lontana nel tempo, quella di una coppia di contadini che accoglie un giovane vagabondo mentre una serie di brutali omicidi semina il terrore lungo la frontiera.
The Guardian ha apprezzato soprattutto l'atmosfera da racconto gotico attorno al fuoco, pur sottolineando alcune digressioni e una struttura non sempre perfettamente a fuoco. Altre recensioni si sono dimostrate decisamente più severe, evidenziando la freddezza emotiva del film e la difficoltà nel dare sufficiente profondità alle numerose storie che mette in scena. Anche in Italia le reazioni non sono state particolarmente uniformi. C'è chi ha sottolineato soprattutto la natura dilatata del racconto e un mistero che impiega molto tempo prima di rivelare la propria direzione e chi, invece, ha riconosciuto a Company almeno il fascino della sua costruzione narrativa e delle atmosfere gotiche.
Dietro Company c'è inoltre un elemento particolarmente personale. Affleck ha rivelato durante la presentazione veneziana di aver dedicato il film ai suoi genitori, entrambi scomparsi recentemente, spiegando quanto gli dispiaccia che non abbiano potuto vedere il lavoro terminato. L'esperienza ha assunto un significato ancora più familiare grazie alla presenza nel cast dei suoi due figli, Indiana e Atticus, che il regista ha diretto per la prima volta. Sarebbe naturalmente eccessivo trasformare tre o quattro minuti di applausi in una bocciatura automatica.