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Emma Thompson in una delle sue migliori interpretazioni, in questa brillante commedia su Netflix

Late Night - E poi c'è Katherine con Emma Thompson e Mindy Kaling è una commedia intelligente che sfida gli stereotipi.

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In superficie, Late Night - E poi c'è Katherine di Nisha Ganatra sembra seguire la formula collaudata della commedia americana: personaggi con difetti che si scontrano, crescono insieme e ne escono trasformati. Tutti più ricchi, tutti più saggi. Ma dietro questa struttura familiare si nasconde qualcosa di molto più affilato e vitale. Scritto da Mindy Kaling, che ne è anche co-protagonista, Late Night non è semplicemente esilarante: è un manifesto su cosa significhi avere coraggio nella commedia contemporanea, e su come le donne intelligenti e riflessive possano trovare le battute migliori proprio perché hanno tutto da perdere.

La storia ruota attorno a Katherine Newbury, interpretata da una monumentale Emma Thompson. Newbury è una leggenda del late night show televisivo, una comica acclamata che ha costruito la sua carriera su standard di eccellenza implacabili. Ma Tonight with Katherine Newbury è ormai stanco, prevedibile. La nuova responsabile della rete, interpretata da Amy Ryan, ha deciso: Katherine va sostituita con qualcuno di più giovane, più al passo coi tempi. In un tentativo superficiale di salvare la situazione, Newbury ordina al suo staff di scrittura, rigorosamente bianco e maschile, di aggiungere una voce femminile.

Entra in scena Molly Patel, il personaggio di Kaling. Molly non viene dal mondo dello spettacolo: fino a ieri faceva controllo qualità in un'azienda chimica. Ma attraverso una combinazione di fortuna, determinazione e pura faccia tosta, riesce a ottenere un colloquio e poi il lavoro. Katherine inizialmente la tratta con il disprezzo che riserva a tutto il suo staff, ma Molly non si fa intimidire. È lei a sfidare Newbury a riscoprire la propria voce comica autentica, quella che l'aveva resa grande.

Ciò che colpisce immediatamente di Late Night è quanto siano forti Katherine e Molly, ma in modi che sfuggono agli stereotipi. Troppo spesso, quando si parla di "personaggio femminile forte", si intende un modello di perfezione morale che affronta ogni avversità senza una piega. Qui no. Katherine può essere casualmente crudele con chi le sta intorno. Molly può risultare troppo sincera, troppo aperta, al punto da farsi male da sola. Ma sono proprio questi difetti a renderle interessanti, a generare quella scintilla elettrica che tiene lo spettatore incollato allo schermo. Con Thompson e Kaling davanti alla macchina da presa, Late Night raggiunge vette notevoli.

Thompson, in particolare, offre una performance che meriterebbe seria considerazione. Il modo in cui bilancia piccoli sguardi e gesti con un timing impeccabile sulle battute è semplicemente sbalorditivo. Non è un segreto che Thompson sia un'attrice straordinaria, ma il suo lavoro come Katherine Newbury è tra i suoi migliori in assoluto. Ma c'è un livello ulteriore in Late Night, ed è quello che lo rende davvero imperdibile. Il film ha qualcosa di preciso da dire sullo stato attuale della commedia. Ci sono comici, principalmente bianchi e maschi, che si lamentano del cosiddetto "politically correct", sostenendo che impedisca loro di raccontare le battute che vorrebbero raccontare.

Late Night risponde con un gancio dritto: questa posizione è solo pigrizia da parte di chi non ha più nulla per cui combattere. In uno scenario cinematografico sempre più polarizzato tra blockbuster svuotati di contenuto e cinema d'autore che parla solo a sé stesso, Late Night trova un equilibrio raro. È accessibile, divertente, commerciale nel senso migliore del termine. Ma è anche intelligente, coraggioso, disposto a dire cose che molti preferirebbero non sentire. E lo fa senza mai smettere di essere, prima di tutto, una commedia brillante.

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