Eric Bana torna come detective in questo thriller in cui la natura diventa un labirinto mortale
Cinque donne in montagna, una scompare. Il thriller australiano con Eric Bana che indaga tra segreti e bugie.
La foresta dello stato di Victoria, in Australia, con i suoi sentieri tortuosi e la vegetazione impenetrabile, diventa il teatro di un mistero che tiene col fiato sospeso. Cinque colleghe partono per un ritiro aziendale tra le montagne. Al ritorno, ne mancano all'appello. Una scomparsa che trasforma una semplice escursione di team building in un caso investigativo complesso, dove ogni testimonianza nasconde zone d'ombra e ogni rapporto professionale rivela crepe profonde. È questa la premessa di Force of Nature: Oltre l'inganno, il thriller australiano disponibile su RaiPlay, sequel del fortunato Chi è senza peccato - The Dry del 2020. Entrambi i film sono diretti da Robert Connolly e tratti dai romanzi della scrittrice Jane Harper, che ha conquistato pubblico e critica con le sue storie capaci di trasformare il paesaggio australiano in un personaggio a tutti gli effetti.
Quali rapporti, apparentemente cordiali in ufficio, si sono incrinati una volta immerse nell'isolamento della natura selvaggia? Il cast si arricchisce di nomi significativi del cinema australiano. Jacqueline McKenzie interpreta Carmen Cooper, partner investigativa di Falk, mentre Anna Torv veste i panni di Alice Russell, una donna dal carattere duro e poco amata dalle colleghe. Nel gruppo delle escursioniste troviamo Deborra-Lee Furness nei panni di Jill Bailey, al suo ritorno sul grande schermo dopo circa quindici anni di assenza, Robin McLeavy come Lauren, legata ad Alice da un passato comune, e le sorelle Sisi Stringer e Lucy Ansell nei ruoli di Beth e Bree. Richard Roxburgh interpreta Daniel Bailey, proprietario dell'azienda finita sotto inchiesta.
Rispetto al primo capitolo, ambientato nell'entroterra arido e polveroso della cittadina di Kiewarra, Force of Nature sposta l'azione in un paesaggio completamente opposto: boschi umidi, montagne impervie, una natura che avvolge e soffoca. Se in The Dry la siccità e il calore torrido amplificavano la tensione, qui è l'umidità della foresta, con i suoi sentieri che si perdono nel nulla, a generare claustrofobia. Il cambiamento di ambientazione non è solo estetico: rispecchia una diversa architettura narrativa, più corale, dove le motivazioni dei personaggi si intrecciano in modo più complesso. Sullo sfondo della ricerca di Alice si muove anche una sottotrama inquietante: un serial killer detenuto il cui possibile nascondiglio si troverebbe proprio in quell'area. Questo elemento aggiunge un ulteriore strato di suspense, trasformando la foresta in un luogo dove il pericolo può annidarsi ovunque, non solo tra le persone ma anche nei segreti che il territorio custodisce.