"Fatevene una ragione": George Lucas asfalta le storiche critiche a Jar Jar Binks
George Lucas torna a difendere Jar Jar Binks: "Prima ce l'avevate con C-3PO, poi con gli Ewok". Il retroscena sulle critiche ai prequel
Sono passati oltre vent'anni da quando Jar Jar Binks ha fatto irruzione sugli schermi con la sua lingua a scatto e il suo eloquio improbabile, diventando all'istante il capro espiatorio ufficiale della trilogia prequel di Star Wars.
George Lucas, però, non sembra affatto intenzionato a fare ammenda. Anzi. In una recente e ampia intervista rilasciata alla rivista A Rabbit's Foot, dedicata a cinema, tecnologia e al progetto del Lucas Museum of Narrative Art, il regista ha rispolverato l'argomento con freddezza.I fan possono anche avere qualcosa da dire, spiega Lucas, ma guai a lasciare che dettino la rotta creativa di un film. Ripercorrendo le polemiche seguite all'uscita de La Minaccia Fantasma, il regista ha imitato con ironia i toni indignati di chi, all'epoca poco più che adolescente, si sentiva tradito da un progetto ritenuto troppo infantile per i propri gusti ormai cresciuti. Una scena che, raccontata oggi, suona quasi come un rito di passaggio collettivo del fandom.
Jar Jar non è stato il primo (né sarà l'ultimo)
Ma il vero colpo di scena arriva quando Lucas allarga lo sguardo. Molto prima che Jar Jar diventasse bersaglio di meme e recensioni al vetriolo, gli stessi identici argomenti erano già stati usati contro C-3PO, accusato di essere di troppo, e contro gli Ewok, ritenuti eccessivamente edulcorati e commercialmente calcolati per accontentare un pubblico più giovane.
Il pattern, insomma, si ripete con una regolarità quasi comica: ogni nuova generazione di fan cresciuta con la saga sembra destinata, prima o poi, a puntare il dito contro l'elemento più "per bambini" del capitolo successivo.
Non è un dettaglio da poco che l'attore Ian McDiarmid, storico interprete di Palpatine, abbia recentemente confermato come lo stesso Lucas sapesse fin dall'inizio che gli spettatori adulti sarebbero stati più esigenti, mentre i più giovani avrebbero accolto i prequel con maggiore naturalezza. Una previsione che il tempo, va detto, ha sostanzialmente confermato: chi è cresciuto con Darth Maul e le corse dei podracer difende oggi quella trilogia con la stessa intensità con cui i fan della prima ora difendevano Luke Skywalker.
Quando gli è stato chiesto perché i suoi film successivi non abbiano mai conquistato allo stesso modo il pubblico adulto, Lucas ha liquidato la questione. Star Wars, fin dalla sua concezione, non è mai stato pensato esclusivamente per un pubblico cresciuto insieme alla saga. Frase che suona quasi profetica se applicata al destino della trilogia sequel, anch'essa bersaglio di critiche feroci da parte dei fan storici e oggi, non a caso, rivalutata da chi vi si è affacciato da più giovane.
Il cerchio, insomma, sembra destinato a chiudersi sempre nello stesso punto: ogni nuova generazione avrà il proprio Jar Jar Binks da difendere. E chissà che, tra vent'anni, non tocchi proprio a loro spiegare ai propri figli perché quel personaggio tanto discusso, in fondo, non era poi così terribile.