The Mandalorian and Grogu: Jon Favreau svela gli omaggi a Indiana Jones, Blade Runner (e non solo)
Dal trucco di Iron Man agli omaggi a Indiana Jones, Apocalypse Now e Blade Runner: il commento audio di Jon Favreau rivela i segreti di The Mandalorian and Grogu.
Quando si pensa a Star Wars, difficilmente vengono in mente Indiana Jones, Blade Runner, Apocalypse Now, James Bond o persino Iron Man. Eppure sono proprio questi alcuni dei film che hanno influenzato maggiormente The Mandalorian and Grogu. Grazie al commento audio registrato da Jon Favreau per l'app TheaterEars, il regista ha infatti svelato una lunga serie di retroscena e ispirazioni che si nascondono dietro il nuovo film, rivelando come molte delle sue scene più spettacolari siano nate dall'incontro tra la saga creata da George Lucas e alcuni dei più grandi classici della storia del cinema.
La prima scena del film mostra un signore della guerra imperiale che incontra i suoi alleati sul pianeta ghiacciato di Hoth e nonostante l'incontro si svolga all'interno, il freddo è così intenso che si vede il vapore uscire dalla bocca dei personaggi quando parlano. Questo effetto non è stato creato al computer, ma attraverso un trucco che Favreau aveva già utilizzato sul set di Iron Man. Per riprodurre fedelmente le temperature glaciali del pianeta, il regista ha fatto raffreddare il set durante la notte e la mattina seguente, quando la troupe è tornata per filmare la scena, hanno pompato umidità nell'aria, ottenendo così in modo naturale quel caratteristico effetto del fiato condensato.
La sequenza d'apertura con il signore della guerra imperiale è stata concepita seguendo un preciso modello narrativo, con Favreau che ha rivelato di essersi ispirato agli inizi dei film di James Bond e Indiana Jones, dove ritroviamo i protagonisti già immersi in una missione. È esattamente così che incontriamo Din e Grogu all'inizio del film, un modo per far ripartire immediatamente l'azione senza bisogno di lunghe introduzioni.
Al termine dei titoli, il colonnello Ward, interpretato da Sigourney Weaver, consegna a Din Djarin una nuova Razor Crest, recuperata da una nave imperiale catturata. Questa diventa il mezzo di trasporto principale per il resto del film, dove tutte le inquadrature della Razor Crest sulla base Adelphi non sono state realizzate in CGI, ma utilizzando un modellino in scala creato appositamente per questo film, un richiamo alle tecniche artigianali che hanno reso grande la trilogia originale di Star Wars.
Il colonnello Ward affida poi a Djarin una nuova missione: catturare il misterioso comandante imperiale Coin e per riuscirci, padre e figlio devono prima completare un incarico per i gemelli Hutt, apparsi per la prima volta in The Book of Boba Fett nel 2021. La coppia viaggia fino a Nal Hutta per parlare con i gemelli e ottenere informazioni sulla missione, con l'incontro che avviene nella loro sala del trono, visivamente molto simile all'iconica sala del trono di Jabba in Il ritorno dello Jedi.
Su Shakari, Din Djarin cerca informazioni su Rotta the Hutt e Lord Janu, che si rivelerà essere il comandante Coin. Djarin visita Hugo Durant al suo food truck, entrando persino all'interno per parlargli e le inquadrature di Mando dentro il food truck sono state realizzate interamente in CGI, poiché la troupe non riusciva a ottenere le angolazioni e gli spazi giusti per la scena con riprese tradizionali. Hugo Durant indirizza Din verso il Salt Diner, il locale frequentato abitualmente da Lord Janu. Qui Din viene accolto con ostilità dagli scagnozzi di Janu, e scoppia una rissa.
Favreau ha dichiarato che questa sequenza di combattimento è stata ispirata dalla celebre scena della casa da tè in Hard Boiled di John Woo, un altro classico del cinema d'azione che ha ridefinito il genere negli anni Novanta. Il Salt Diner presenta una caratteristica particolare: dal soffitto pendono gabbie contenenti creature rare provenienti da tutta la galassia. Lord Janu è un collezionista ossessionato dall'acquisire specie uniche da addestrare per i combattimenti nella sua arena, con Favreau che ha rivelato un dettaglio affascinante: il design di queste gabbie è stato affidato agli stagisti della Legacy Effects, dando loro l'opportunità di contribuire creativamente al film.
Favreau ha spiegato che queste barriere laser rosse sono un omaggio diretto alle divisorie simili viste in La minaccia fantasma, durante lo scontro finale tra Maul, Obi-Wan e Qui-Gon. Quello che emerge dal commento del regista è un mosaico di riferimenti, omaggi e tecniche cinematografiche che attraversano decenni di storia del cinema.
In un momento in cui Hollywood punta sempre più su effetti digitali e produzioni costruite attorno agli algoritmi, Favreau sembra aver scelto una strada diversa: guardare al passato per rendere il presente più coinvolgente. E forse è proprio per questo che, al di là delle discussioni sugli incassi e delle inevitabili polemiche tra i fan, The Mandalorian and Grogu (che ha ottenuto risultati modesti al botteghino) continua a ricordare a molti spettatori perché si sono innamorati del cinema e di Star Wars in primo luogo.