George Lucas voleva fare "I Simpson di Star Wars": dopo 13 anni arriva la prima uscita ufficiale
Star Wars Detours, il progetto animato comico creato da George Lucas e mai distribuito, riemerge con una selezione di episodi.ecco dove vederla e quando farlo.
Cosa succederebbe se Star Wars incontrasse I Simpson? Questa domanda, che potrebbe sembrare l'inizio di una conversazione da bar tra fan accaniti, era in realtà il punto di partenza di un progetto reale voluto da George Lucas in persona. Un progetto che si è materializzato in 39 episodi di una serie animata chiamata Star Wars Detours, rimasta nell'ombra per oltre tredici anni. Ora, finalmente, una selezione di questi episodi sta per vedere la luce in modo ufficiale.
L'annuncio è arrivato durante il San Diego Comic-Con da Seth Green, attore e produttore noto per il suo lavoro su Robot Chicken. Green, che nella serie presta la voce a Obi-Wan Kenobi, ha rivelato che alcuni episodi di Star Wars Detours saranno esposti al pubblico presso il Lucas Museum of Narrative Art, che aprirà le porte il 22 settembre. Non si tratta di un rilascio su Disney+, come molti fan avrebbero sperato, ma di una fruizione museale che conferisce a questo materiale un valore quasi archeologico.Star Wars Detours rappresenta un esperimento unico nell'universo lucasiano, dato che a differenza di serie come The Clone Wars, Rebels o The Bad Batch, che hanno ampliato e approfondito la mitologia galattica con toni epici e drammatici, Detours adotta un approccio completamente diverso: la parodia. Ogni episodio, della durata di circa trenta minuti ma suddiviso in sketch da sei minuti ciascuno, esplora le vite di civili comuni e personaggi familiari nel periodo compreso tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza.
Cosa faceva un normale cittadino di Coruscant mentre l'Impero consolidava il suo potere? Come passavano il tempo i personaggi iconici nei momenti di pausa dalle loro epiche avventure? Detours prova a rispondere con leggerezza e ironia. La produzione della serie, curata da Lucasfilm Animation e scritta da Brendan Hay sotto la regia di Todd Grimes, vanta un cast vocale di tutto rispetto. Oltre a Seth Green nei panni di Obi-Wan, tornano voci storiche come Anthony Daniels per C-3PO, Billy Dee Williams per Lando Calrissian e Ahmed Best per Jar Jar Binks.
Tra i nuovi arrivi spiccano Seth MacFarlane, creatore de I Griffin, come Imperatore Palpatine, e Catherine Taber nei panni della Principessa Leia. Un ensemble che prometteva di portare freschezza comica a un universo solitamente preso molto sul serio dai suoi appassionati. Ma se 39 episodi erano stati completati, perché nessuno li ha mai visti? La risposta risiede in una data spartiacque per l'intera galassia di Star Wars: il 2012, anno dell'acquisizione di Lucasfilm da parte della Disney.L'operazione da quattro miliardi di dollari non si limitò a trasferire proprietà intellettuale: ridefinì le priorità creative del franchise. Disney aveva piani ambiziosi per Star Wars, piani che includevano una nuova trilogia cinematografica e, successivamente, una massiccia espansione televisiva su Disney+. In questo nuovo contesto strategico, una serie comica che parodiava il materiale originale sembrava fuori posto, quasi in contraddizione con l'approccio reverenziale che la nuova proprietà intendeva adottare.
Così Detours finì in un limbo e gli episodi rimasero tecnicamente completati ma mai distribuiti, diventando nel tempo una sorta di leggenda urbana tra i fan più informati. Nel corso degli anni sono trapelati alcuni frammenti online, clip che hanno alimentato la curiosità senza mai soddisfarla completamente. Ora, la decisione di includere una selezione curata di episodi nell'esposizione permanente del Lucas Museum rappresenta una forma di riabilitazione per questo materiale orfano.
Il commento di Seth Green al Comic-Con fornisce un dettaglio importante: non tutti i 39 episodi saranno disponibili al museo, ma solo "una curation", una selezione curata. Questo lascia aperte diverse domande. Quali criteri guideranno la scelta? Saranno gli episodi considerati più rappresentativi dello spirito della serie, o quelli tecnicamente migliori, o magari quelli meno "rischiosi" dal punto di vista dell'immagine del brand? E soprattutto, c'è una possibilità che il resto del materiale veda mai la luce in altra forma?
L'apertura del Lucas Museum of Narrative Art si configura come un evento culturale di rilievo. Situato a Los Angeles, il museo raccoglie e celebra l'eredità narrativa di George Lucas attraverso cinema, illustrazione e arte digitale. Includere Star Wars Detours in questa collezione significa riconoscere dignità artistica e storica a un progetto che il mercato aveva rifiutato. È un modo per Lucas di dire: questo fa parte della mia visione, anche se non ha trovato spazio nel piano commerciale di chi è venuto dopo.
L'uscita di Detours, seppur limitata, arriva in un momento denso per l'universo di Star Wars. Il franchise continua a espandersi su più fronti: Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi debutterà su Disney+ il 5 agosto, mentre la seconda stagione di Ahsoka è attesa per l'inizio del prossimo anno. Sul fronte cinematografico, dopo il lancio di The Mandalorian and Grogu nella scorsa primavera, è in arrivo Star Wars: Starfighter il 28 maggio del prossimo anno. In questo ecosistema prolifico, Detours rappresenta un pezzo mancante del puzzle, un ricordo di un'epoca in cui Lucas sperimentava ancora liberamente con la sua creazione, senza i vincoli delle aspettative di un conglomerato dell'intrattenimento.