Furious: la protagonista Emmy Rossum racconta come si è preparata per il ruolo di Alice Black
Emmy Rossum, protagonista di Furious, parla della nuova serie Hulu su di una vigilante che uccide predatori sessuali e racconta come si è preparata per il ruolo di Alicia Black
Emmy Rossum torna protagonista con Furious, la nuova serie thriller di Hulu che sta già facendo discutere per la sua premessa provocatoria: una serial killer che elimina sistematicamente uomini potenti e predatori sessuali, figure che ricordano inquietantemente Jeffrey Epstein. E l'attrice, che interpreta l'agente FBI Alice Black incaricata di catturarla, non nasconde l'ambiguità morale al centro della storia: "Non vorresti fare il tifo per lei, eppure forse ha ragione".
È una frase che pesa come un macigno e che riassume perfettamente il territorio scivoloso che la serie esplora. Otto episodi, di cui 4 disponibili su Disney +, che non si limitano a raccontare l'ennesima caccia all'assassino, ma scavano nelle ferite aperte di una società che troppo spesso ha lasciato impuniti abusi di potere e violenze. "Sfortunatamente, puoi lanciare una freccetta e colpire un numero qualsiasi di predatori, dal più piccolo al più grande, negli ultimi dieci anni che abbiamo pensato ed esaminato", commenta Rossum con amarezza.L'idea di Furious è nata nella mente dell'attrice dopo aver visto La Vedova Nera, il film del 1987 con Debra Winger nei panni di un'agente federale a caccia di una donna che uccide i suoi mariti per ereditarne i beni. Ma Rossum voleva qualcosa di più profondo, meno pulp e più ancorato alla realtà contemporanea. Ha portato il concept a Hulu, dove Elizabeth Meriwether, creatrice di serie come The Dropout e Dying for Sex, ha accettato di svilupparlo come showrunner.
Alice è un personaggio complesso fino all'estremo. Non si lava per giorni perché le docce le scatenano flashback traumatici legati al suo ex fidanzato violento, interpretato da Jake Lacey. "Puzza", dice Rossum senza mezzi termini. "Penso che inconsciamente stia cercando di tenere le persone lontane da lei". Cerca uomini sulle app di incontri non per romanticismo, ma per combattere fisicamente con loro prima del sesso, un comportamento autodistruttivo che la serie non giudica ma analizza con lucidità clinica.Per preparare scene così cariche emotivamente, Rossum ha lavorato con una psicologa. "L'idea che una persona che è stata vittima di violenza possa invitare la violenza in casa propria e ammettere che la trovi eccitante è estremamente complessa e delicata, e sentivo il bisogno di approfondirla", racconta. "Certamente, nel mio caso, ho dovuto lavorare con uno psicologo per comprendere tutte le emozioni che provavo e la mia paura di quella situazione".
C'è una scena in particolare che ha avuto un peso speciale per l'attrice. Alice visita la madre morente del suo ex violento, e le unghie dell'attrice che interpretava la donna erano dipinte sia sopra che sotto, un dettaglio ispirato dall'unica volta in cui Emmy incontrò sua nonna paterna, poco prima che morisse. Era il suo compleanno quando durante le riprese di Shameless ricevette la chiamata dal padre, una figura quasi assente nella sua vita. Sua nonna, che non aveva mai conosciuto, era in fin di vita in Oklahoma. Rossum prese un aereo il sabato mattina, incontrò la donna, le tenne la mano, parlarono del tempo perduto e del lavoro dell'attrice che la nonna aveva visto in televisione. Poi volò indietro per essere sul set il lunedì. La nonna morì pochi giorni dopo.
"Sono stata molto grata quando mi hanno chiesto se volevo essere inclusa nel necrologio perché non ero mai stata nominata come membro della sua famiglia” ricorda con voce commossa. Quel ricordo, quel tocco di umanità nel mezzo del dolore, è finito in quella scena di Furious. Rossum ha chiesto riprese continue, take dopo take, fino a perdere il confine tra sé stessa e Alice. "C'è stato un certo punto in cui davvero ho perso me stessa, non sapendo più che non ero io. Hanno spento la telecamera e ho dovuto sedermi" ha raccontato Rossum aggiungendo che di seguito la regista Karina Evans e il cast la circondarono e l'abbracciarono.
È questo tipo di intensità che rende Furious più di un thriller procedurale. Il titolo stesso arriva dalla mitologia greca: le Furie, Aletto, Megera e Tisifone, tre dee che volano nel cielo notturno in cerca di vendetta. Nel cast Scoot McNairy e Quincy Tyler Bernstine completano un ensemble che rende giustizia alla complessità della scrittura. Le storyline echeggiano titoli di cronaca fin troppo recenti: Epstein, il traffico sessuale, i potenti che si credono intoccabili. "Penso che ci sia molta rabbia verso il sistema che ha deluso così tante persone e non ha ottenuto la giustizia che meritavano", dice Rossum, e difficile darle torto.