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Reboot di X-Files, finite le riprese. Ma c'è un grosso problema

Le riprese del reboot di X-Files sono finite, ma Hulu frena gli entusiasmi: ecco perché il progetto di Ryan Coogler rischia di rimanere incompleto

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La verità è là fuori, dicevano trent'anni fa. Oggi, molto più prosaicamente, la verità è rimasta bloccata negli uffici dei piani alti di Hulu. Il tanto strombazzato reboot di X-Files, affidato alla regia e alla penna sapiente di Ryan Coogler (Black Panther, Creed), ha ufficialmente chiuso la sua prima sessione di riprese a Vancouver. Ma frenate l'entusiasmo: al momento non esiste una serie, ma soltanto un episodio pilota.

A spifferare tutto è stato l'attore Himesh Patel, intercettato durante il tour promozionale di Enola Holmes 3. Pur sapendo di camminare su un campo minato contrattuale, Patel ha spento i facili entusiasmi confermando che la troupe ha semplicemente impacchettato il pilot e che ora si trova nella scomoda posizione di chi attende il verdetto dei contabili della piattaforma.

Nuovi distintivi, stessa vecchia nebbia

L'aspetto più intelligente dell’operazione orchestrata da Coogler è l'aver evitato il sacrilegio iconografico. Patel e la co-protagonista Danielle Deadwyler non indosseranno i cappotti usati di Fox Mulder e Dana Scully; nessuno a Hollywood, per quanto temerario, ha voglia di costringere due interpreti a vivere nel cono d'ombra monumentale di David Duchovny e Gillian Anderson.

David Duchovny e Gillian Anderson in una scena della serie originale di X Files (20th Century Fox)

I due interpreteranno agenti federali completamente nuovi, freschi di nomina e spediti a gestire quel seminterrato polveroso che l'FBI preferirebbe dimenticare.

La scelta della location è però un tributo alla vecchia serie cult. Si è infatti tornati a girare tra i boschi umidi e le atmosfere livide della Columbia Britannica, esattamente dove tutto ebbe inizio nel 1993. Coogler ha persino arruolato Autumn Durald Arkapaw alla fotografia per garantire una pasta visiva cinematografica e perturbante.

A vigilare sull'ortodossia del progetto c'è papà Chris Carter in veste di produttore esecutivo, mentre lo script definitivo della serie, qualora vedesse mai la luce (e a sperarlo sono in molti di sicuro, anche membri del cast), sarà affidato alla showrunner Jennifer Yale.

A ogni modo, vedere un autore del calibro di Ryan Coogler costretto a superare l'esame del "pilot" nell'era contemporanea fa sorridere e riflettere. Lo streaming, che per anni ha ordinato stagioni complete sulla fiducia per saturare i cataloghi, sembra essere tornato alla prudenza della vecchia televisione generalista. Se nemmeno un brand storico e una firma da miliardi di dollari al botteghino garantiscono il semaforo verde automatico, significa che i rubinetti della Silicon Valley sono ufficialmente serrati...

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