Guardiani della Galassia e le serie di Star Wars devono molto a questa serie dimenticata degli anni '90
Scopri, su Prime Video, il cult sci-fi che ha rivoluzionato la fantascienza televisiva. Scopri come ha influenzato Marvel e le serie moderne.
C'è una serie fantascientifica di cinque stagioni su Prime Video che vanta un punteggio quasi perfetto su Rotten Tomatoes, eppure molti appassionati del genere non l'hanno mai vista. Peggio ancora: non sanno che probabilmente stanno guardando le sue figlie, nipoti e pronipoti ogni volta che si siedono davanti a una produzione sci-fi moderna. Parliamo di Farscape, il cult prodotto da The Jim Henson Company e Hallmark Entertainment che debuttò sul canale Sci-Fi nel 1999 e che, silenziosamente ma inesorabilmente, ha riscritto le regole della fantascienza televisiva.
John Crichton, un astronauta americano dei nostri giorni interpretato da Ben Browder, vola dentro un wormhole durante un esperimento di routine e viene sputato nel lontano futuro. Lì incontra l'equipaggio di Moya, una nave biomeccanica vivente, e si ritrova in fuga da un'autorità corrotta che controlla l'intera galassia. Ma è il modo in cui questa storia viene raccontata a fare la differenza.
La serie si distanziò esplicitamente da Star Trek, abbracciando un'estetica e un tono molto più selvaggi, quasi circensi. E non parliamo solo della celebre maestria nei pupazzi della Jim Henson Company. John Crichton era un personaggio nella tradizione di Buffy l'ammazzavampiri: sparava battute a raffica, faceva riferimenti alla cultura pop terrestre che nessuno a bordo di Moya poteva capire, era vulnerabile, ironico, profondamente umano. La serie iniziò come un procedurale, ma si trasformò rapidamente in uno show ricco di trame intrecciate e una mitologia densa che richiedeva la visione in ordine cronologico per essere apprezzata appieno.
Prima di Farscape, le serie fantascientifiche tendevano a includere episodi autoconclusivi, i classici "mostri della settimana", anche quando sviluppavano archi narrativi più ampi. Farscape ruppe questo schema, costruendo trame che si dipanano lungo intere stagioni, dove ogni episodio conta, dove le conseguenze delle azioni dei personaggi si accumulano e ritornano come boomerang narrativi. Questa serializzazione profonda è oggi la norma, ma allora era rivoluzionaria.
La combinazione di umorismo e dramma in un contesto sci-fi non era del tutto nuova, certo, ma mai era stata portata avanti con tale coerenza da diventare uno dei pilastri identitari di una serie. Oggi esistono interi franchise basati su questo mix esplosivo di fantascienza cerebrale, comicità slapstick e dramma epico. Il Marvel Cinematic Universe, in particolare con la trilogia dei Guardiani della Galassia, sembra debitore di quella tradizione: un gruppo di disadattati che viaggia nello spazio, scene grottesche e toccanti che si alternano, una disponibilità a essere weird quanto i fumetti che li hanno ispirati.
Farscape non temeva di essere strana, visivamente audace, emotivamente intensa. Usava creature realizzate con la tecnica dei pupazzi animatronici in un'epoca in cui la CGI stava diventando dominante, e questa scelta le conferiva un'identità visiva unica, tattile, memorabile. Le relazioni tra i personaggi erano complesse, a volte tossiche, sempre autentiche. Non c'erano eroi perfetti o risposte facili.
Guardare Farscape oggi, disponibile su Prime Video con tutte le sue cinque stagioni, significa fare un viaggio alle origini di buona parte della fantascienza moderna. Significa riconoscere idee, battute, strutture narrative che sono diventate patrimonio comune del genere. Significa anche godersi una serie che, pur avendo più di vent'anni, mantiene un'energia e una freschezza che molte produzioni recenti le invidiano.