FILM

"Hollywood mi ha dimenticata": la denuncia shock di Samantha Morton dopo il trionfo di Odissea

Samantha Morton rivela di non lavorare da un anno dopo Odissea di Nolan. A 49 anni, l'attrice denuncia l'ageismo nel cinema verso le donne.

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Nel mondo dello spettacolo, dove il successo sembra garantire continuità, la storia di Samantha Morton racconta una verità scomoda che molti preferirebbero ignorare. L'attrice britannica, reduce dal trionfo critico in Odissea di Christopher Nolan, ha rivelato durante il podcast Happy Sad Confused di non aver lavorato per un intero anno dalla fine delle riprese del film nel 2025. La ragione, secondo le sue parole, è brutalmente semplice: ha 49 anni.

"Non lavoro da un anno da quando ho fatto Odissea, e ho agenti e un manager davvero eccellenti, ma alla fine della giornata ho 49 anni. Credo di essere una brava attrice, ma ci sono altre brave attrici là fuori. Capite cosa intendo? La politica dell'industria è cambiata massicciamente". - Samantha Morton

La carriera di Samantha Morton attraversa oltre tre decenni di cinema, dal 1991 a oggi. Due nomination agli Oscar per Accordi e disaccordi e In America - Il sogno che non c'era, ruoli in blockbuster come Minority Report di Steven Spielberg, presenza in franchise televisivi di successo come The Walking Dead. Un curriculum che sulla carta dovrebbe garantire continuità lavorativa, eppure la realtà racconta una storia diversa.

Proprio il ruolo di Circe in Odissea aveva rappresentato per Morton un momento di rinnovata speranza. Quando Nolan l'ha chiamata per offrirle la parte della strega dell'Odissea, accanto a Matt Damon, l'attrice ha iniziato a piangere. "Mi ha dato speranza e fiducia, suppongo, che se continui a farlo, se continui a produrre buon lavoro, e le persone giuste lo vedono, allora forse puoi continuare a lavorare", ha spiegato Morton.

La sua interpretazione di Circe ha ricevuto alcune delle migliori recensioni della sua carriera, con Variety che l'ha classificata come la migliore performance tra l'intero cast corale del film di Nolan. "Quando ho ricevuto la chiamata da Chris Nolan, ho iniziato a piangere. Poi abbiamo avuto una chiacchierata conoscitiva e ho letto la sceneggiatura. Ma non sapevo se sarebbe andata oltre. Quindi quando ha chiamato e ha detto 'Ti piacerebbe farlo?', sono rimasta sbalordita. Avrebbe potuto avere chiunque sul pianeta, e ha scelto me... Man mano che invecchi come attrice, ruoli come questo sono semplicemente pochissimi e rari".

Eppure, nonostante il riconoscimento critico e la collaborazione con uno dei registi più prestigiosi del cinema contemporaneo, Morton si ritrova senza offerte di lavoro. Una situazione che solleva interrogativi sul modo in cui l'industria cinematografica tratta le attrici che superano una certa soglia d'età, mentre i loro colleghi maschi continuano a interpretare ruoli da protagonista ben oltre i cinquant'anni.

La testimonianza di Samantha Morton diventa così qualcosa di più di una semplice confessione personale. Rappresenta la voce di innumerevoli attrici che affrontano lo stesso destino in silenzio, temendo che parlare apertamente possa compromettere ulteriormente le loro già ridotte opportunità lavorative. La sua franchezza, in questo senso, è un atto di coraggio che mette sotto i riflettori una delle contraddizioni più evidenti dell'industria dell'intrattenimento contemporanea.

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