Il bambino rapito per 177 giorni: quando vedremo la commovente fiction sul piccolo Farouk, la storia vera e l'orecchio tagliato
La storia del rapimento di Farouk Kassam, 7 anni, durato 177 giorni nel 1992. La serie Rai con Marco Bocci che racconta il sequestro che sconvolse l'Italia.
La notte del 15 gennaio 1992 la famiglia Kassam stava vivendo la propria quotidianità nella villa di Porto Cervo, in Costa Smeralda. Fateh, albergatore di origini belga e pakistana, Marion, la moglie francese, e i loro due bambini, Farouk e la piccola Nour, non potevano immaginare che quelle ore avrebbero segnato per sempre le loro esistenze. Un gruppo di banditi fece irruzione nell'abitazione e rapì Farouk, appena sette anni, sotto gli occhi impotenti dei genitori e della sorellina. Iniziò così un incubo durato 177 giorni che tenne l'Italia con il fiato sospeso.
A interpretare i genitori di Farouk ci sono Marco Bocci e Antonia Desplat, mentre il piccolo Filippo Papa veste i panni del bambino rapito. Il soggetto di serie e le sceneggiature sono firmati da Antonio Manca, Vincenzo Marra e Lea Tafuri, che ricopre anche il ruolo di headwriter. La scrittura prende le mosse dal libro Mio figlio Farouk. Anatomia di un rapimento, scritto da Fateh Kassam con la collaborazione di Marco Corrias all'indomani della liberazione del figlio.
La serie non si limita a ricostruire il sequestro dal punto di vista investigativo, ma restituisce anche il trauma di una famiglia e le reazioni di un'intera comunità. Durante la conferenza stampa alla Festa del Cinema, regista e interpreti hanno raccontato il lavoro necessario per avvicinarsi a una storia tanto delicata, sottolineando il valore della memoria, il rispetto per le persone coinvolte e la responsabilità di trasformare un fatto realmente accaduto in una narrazione televisiva.
Durante i 177 giorni di prigionia, Farouk visse in condizioni disumane, fino all'orrore del taglio dell'orecchio, inviato come prova alla famiglia che l'ostaggio era ancora vivo. Intorno alla vicenda si mossero poliziotti, carabinieri, giornalisti, mediatori e personaggi legati al mondo del banditismo sardo. Nelle trattative si inserì, carico di misteri e ambiguità, anche il più noto bandito sardo dell'epoca: Graziano Mesina.
Il bambino fu liberato l'11 luglio 1992 nella valle del Cedrino. La versione ufficiale parlò di liberazione senza pagamento di riscatto, ma Mesina, che aveva annunciato la liberazione ore prima al Tg1, fece riferimento a un pagamento. Tre mesi dopo fu arrestato il bandito Matteo Boe, poi condannato a 30 anni di reclusione. Molti punti della vicenda restano oscuri ancora oggi. La serie, raccontano gli autori, ne prende atto e lascia che siano gli spettatori a farsi un'idea.