FILM

Il chirurgo del terrore truffato: la vendetta più sadica di Jigsaw è in tendenza su Prime Video

John Kramer vittima di una truffa medica in Messico orchestra la sua vendetta più personale. Tobin Bell torna nel ruolo iconico di Jigsaw.

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Chi l'avrebbe mai detto. John Kramer, il leggendario Jigsaw, l'architetto di enigmi mortali che per anni ha terrorizzato gli schermi con le sue trappole filosofiche e sadiche, si ritrova dall'altra parte della barricata. Vittima, non carnefice. Truffato, non giustiziere. Saw X, diretto da Kevin Greutert e disponibile su Prime Video, ribalta il paradigma della saga horror più iconicamente crudele degli ultimi vent'anni, portando sullo schermo una storia di vendetta personale che affonda le radici nella vulnerabilità umana più profonda: la disperazione di un malato terminale. Il decimo capitolo della fortunata serie iniziata nel 2004 con Saw - L'enigmista si colloca cronologicamente tra il primo e il secondo film, un dettaglio narrativo tutt'altro che marginale. È il 2004, e John Kramer sta lottando contro un cancro terminale che gli lascia, secondo i medici, pochi mesi di vita.

Quando sente parlare di una procedura sperimentale miracolosa praticata in un ospedale messicano, decide di partire, aggrappandosi a quella che sembra l'ultima speranza. Ma al risveglio dall'operazione, la verità è devastante: il tumore non è mai stato rimosso. L'intera procedura è una colossale truffa orchestrata da medici senza scrupoli che lucrano sulla disperazione dei malati. Per chi conosce il personaggio, la reazione è prevedibile. Anzi, inevitabile. John Kramer non è tipo da subire passivamente un'ingiustizia, specialmente quando questa tocca i temi della morale, della vita e della morte che ossessionano la sua visione del mondo. Decide così di impiegare il tempo che gli rimane per vendicarsi, e lo fa nell'unico modo che conosce: costruendo una serie di trappole letali, enigmi al limite del sadismo filosofico, giochi mortali dove le vittime sono costrette a confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni. I medici che lo hanno ingannato diventano le pedine del suo scacchiere più personale e spietato.

Saw X è il primo film della saga a non presentare una sottotrama poliziesca, concentrandosi invece interamente sulla figura di Jigsaw e sul suo rapporto con le vittime. È anche il primo ambientato quasi interamente in Messico, un cambio di scenografia che dona al film una patina esotica e claustrofobica al tempo stesso. Le location messicane, lontane dall'asfalto urbano e industriale dei capitoli precedenti, creano un senso di isolamento totale: nessuna possibilità di fuga, nessun aiuto esterno, solo le regole del gioco. La regia è affidata nuovamente a Kevin Greutert, veterano della saga che aveva già diretto Saw VI nel 2009 e Saw 3D - Il capitolo finale nel 2010, oltre a essere stato montatore di diversi capitoli precedenti. La sua conoscenza del franchise è enciclopedica, e si vede. Greutert sa esattamente come dosare la tensione, quando mostrare e quando suggerire, come costruire le trappole perché siano non solo visivamente impattanti ma anche narrativamente significative.

Durante il montaggio, il montatore Steve Forner ha persino ricevuto la visita della polizia di Los Angeles dopo che i vicini avevano segnalato urla provenienti dal suo ufficio: un aneddoto che testimonia quanto i materiali sonori fossero realistici e disturbanti. Tobin Bell torna nei panni di John Kramer con una presenza scenica ipnotica. Dopo anni di apparizioni frammentarie nei flashback dei vari sequel, Saw X gli restituisce finalmente il ruolo centrale che merita, permettendogli di esplorare le sfumature del personaggio: non più solo il filosofo del dolore, ma anche l'uomo fragile, malato, tradito. Accanto a lui, Shawnee Smith riprende il ruolo di Amanda Young, l'apprendista devota che nei film precedenti aveva già dimostrato di essere tanto sadica quanto il suo mentore. Il cast si completa con Synnøve Macody Lund nei panni di Cecilia Pederson, la mente della truffa medica, Steven Brand come Parker Sears e Michael Beach come Henry Kessler.

La sceneggiatura firmata da Josh Stolberg e Peter Goldfinger – già responsabili di Jigsaw e Spiral – gioca abilmente con la cronologia della saga, inserendo riferimenti e connessioni che i fan più accaniti apprezzeranno. È anche il primo film dai tempi di Saw VI a utilizzare un numero romano nel titolo, un ritorno alle origini che non è solo estetico ma simbolico: Saw X vuole essere il capitolo definitivo sulla genesi morale di Jigsaw, il momento in cui la sua filosofia passa dal teorico al personale. Per i fan della saga, questo capitolo rappresenta un ritorno alle origini narrative, un approfondimento del personaggio centrale che era mancato negli ultimi film. Per i neofiti, è probabilmente il punto di ingresso meno indicato: senza conoscere almeno i primi due film, molti riferimenti e dinamiche risulterebbero oscuri. Ma per chi cerca due ore di tensione crescente, invenzioni macabre e una riflessione distorta su morale e giustizia, Saw X offre esattamente quello che promette: uno sguardo intimo e spietato nella mente del chirurgo del terrore, nel momento in cui la sua filosofia diventa dolorosamente personale.

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