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Il creatore dell'Euphoria originale torna su Netflix con una serie che raccoglie l'eredità di Adolescence

La nuova serie Netflix dopo Adolescence. Drama in 8 episodi sull'adolescenza dal creatore di Euphoria. Scopri trama e successo.

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Netflix non lascia nulla al caso, soprattutto quando si tratta di cavalcare l'onda di un successo globale. La scelta di rilasciare Bad Boy proprio in questo momento non sembra affatto casuale. La piattaforma ha assistito al trionfo clamoroso di Adolescence, serie britannica che ha letteralmente polverizzato i record di visualizzazione diventando uno dei cinque show più visti nella storia del servizio streaming. Ora arriva Bad Boy, drama israeliano in otto episodi che condivide con Adolescence temi, atmosfere e quella capacità di scavare nel lato oscuro dell'adolescenza con una crudezza che non concede sconti.

La somiglianza non è solo tematica. Entrambe le serie si aprono con una scena che stabilisce immediatamente il tono: un giovane nei guai, un sistema che non perdona, adulti che cercano di capire dove sia andato tutto storto. Adolescence ha raccontato l'omicidio di una ragazza adolescente e il giovane accusato del crimine, raggiungendo un punteggio quasi perfetto del 99 percento su Rotten Tomatoes e accumulando 114 milioni di visualizzazioni in appena 24 giorni. Ha superato colossi come la terza stagione di Stranger Things e la seconda di Bridgerton, un risultato che ha sorpreso anche gli analisti più ottimisti.

Bad Boy arriva con credenziali di tutto rispetto e un pedigree che fa drizzare le antenne agli appassionati di serialità internazionale. La serie è creata da Ron Leshem, nome che ai più potrebbe non dire granché ma che nel mondo della televisione di qualità rappresenta una garanzia. Leshem è l'autore della Euphoria originale, quella israeliana che ha ispirato Sam Levinson a realizzare il remake HBO diventato fenomeno culturale globale. La storia segue Dean Sheyman, interpretato da Guy Manster, un tredicenne che finisce in un centro di detenzione minorile. La narrazione non è lineare: salta avanti e indietro nel tempo, mostrandoci Dean adulto diventato un comico di successo che trasforma i traumi del passato in materiale per i suoi spettacoli.

È una struttura narrativa ambiziosa che permette di esplorare come le esperienze devastanti dell'adolescenza plasmino l'identità adulta, in un gioco di specchi tra passato e presente che rivela gradualmente cosa sia davvero accaduto. I flashback non risparmiano nulla allo spettatore. Mostrano le difficoltà che hanno portato Dean alla detenzione, un percorso fatto di abusi di sostanze, problemi familiari, violenza e quella sensazione di essere intrappolati in un sistema che sembra progettato per schiacciarti piuttosto che salvarti. La serie affronta temi intensi e disturbanti: l'abuso di droghe, il suicidio, la brutalità delle istituzioni correzionali, la perdita dell'innocenza.

Non è intrattenimento leggero, è un ritratto senza filtri di giovani costretti a crescere troppo in fretta, molto più in fretta di quanto chiunque dovrebbe mai fare. Netflix sta chiaramente puntando su Bad Boy per replicare il successo di Adolescence, che avrà una seconda stagione, e la strategia sembra funzionare. Le recensioni sono positive, il passaparola sta crescendo, e la piattaforma ha dimostrato di saper trasformare serie internazionali in fenomeni globali quando individua il prodotto giusto. La formula è collaudata: drama adolescenziale intenso, temi universali nonostante il contesto specifico, qualità cinematografica, e quella capacità di far parlare di sé che è oro puro nell'era dei social media.

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