Il film che trasformò Jim Carrey in una star da milioni è su Prime Video (ed è in tendenza)
Chuck Russell consacrò Jim Carrey come star di Hollywood. La storia del film cult, dal debutto di Cameron Diaz agli effetti speciali rivoluzionari.
Nel 1994, quando Chuck Russell portò sul grande schermo The Mask - Da zero a mito, disponibile su Prime Video, nessuno avrebbe immaginato che un tipo con la faccia verde e una dentatura da squalo potesse diventare un fenomeno culturale. Eppure accadde, e Jim Carrey si ritrovò catapultato nell'olimpo delle star hollywoodiane grazie a un personaggio che oscillava tra il cartoon impazzito e il gangster da fumetto noir. Tratto liberamente dall'omonimo personaggio creato nel 1989 da John Arcudi e Doug Mahnke, il film racconta la storia di Stanley Ipkiss, un impiegato di banca talmente insignificante da far tenerezza. Vive a Edge City, città immaginaria dalla architettura che strizza l'occhio a New York, vessato dal capo, tormentato dalla padrona di casa, con solo due vere compagnie: il collega Charlie e l'adorato cagnolino Milo. La sua vita è una sequenza di umiliazioni quotidiane, finché una sera, dopo l'ennesima giornata disastrosa, trova nel fiume una maschera antica che raffigura Loki, il dio norvegese dell'astuzia e dell'inganno.
La trama si complica quando Tina si rivela essere la donna di Dorian Tyrell, gangster spietato che ha bisogno di liquidità per scalare il sottobosco criminale locale. La ragazza stava in realtà filmando l'interno della banca per favorire una rapina, ma l'incontro con Stanley, o meglio con il suo alter ego mascherato, cambierà le carte in tavola. The Mask attirerà su di sé non solo l'antipatia del boss, ma anche le attenzioni della polizia, innescando una spirale di inseguimenti, sparatorie e gag che devono tutto al linguaggio del cartoon. Chuck Russell, accreditato nei titoli di testa con il suo vero nome Charles Russell, costruisce un film che fa dell'ibridazione il suo punto di forza. Commedia, crimine, fantasy: The Mask non sceglie un genere, li mescola tutti con la spregiudicatezza di chi sa di poter contare su un protagonista capace di tenere insieme i pezzi. E Carrey lo fa, eccome. I suoi movimenti erano così flessibili, così naturalmente vicini all'animazione, che i tecnici degli effetti speciali decisero di non migliorarli digitalmente.
Perché modificare qualcosa che funziona già alla perfezione? La dentatura gigantesca di Mask, per esempio, era stata concepita solo per le scene prive di dialogo. Ma Jim Carrey imparò presto a parlare con quei dentoni esagerati, rendendo le scene ancora più divertenti e surreali. La celebre scena in cui The Mask tira fuori dalla tasca un preservativo usato e dice "ops, ho sbagliato tasca" fu una pura improvvisazione dell'attore, testimonianza di una libertà creativa che permea tutto il film. Il successo fu tale da generare, l'anno successivo, una serie televisiva animata e un videogioco con lo stesso nome. Nel 2005 arrivò anche un sequel, The Mask 2, che però non riuscì minimamente a replicare la magia dell'originale, ottenendo risultati disastrosi sia di pubblico che di critica. Perché certi fenomeni, evidentemente, non si possono clonare.