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Il film con Jude Law che predisse il Covid torna in streaming su Prime Video (e tutti lo guardano)

Il film di Soderbergh del 2011 che predisse il COVID-19, torna virale sullo streaming. Scopri perché milioni di persone lo stanno riguardando ora.

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Quindici anni dopo la sua uscita nelle sale, Contagion sta vivendo una seconda vita sui servizi di streaming. Il thriller diretto da Steven Soderbergh, che nel 2011 raccontava la diffusione globale di un virus letale passato dagli animali all'uomo, è tornato prepotentemente nelle classifiche di Prime Video. I dati di FlixPatrol confermano che il film sta registrando un picco di visualizzazioni negli Stati Uniti e in Germania, sei anni dopo l'inizio della pandemia di COVID-19 che ha paralizzato il mondo per oltre due anni. Contagion non era semplice fantascienza: era una profezia cinematografica che si è materializzata con una precisione inquietante.

Il film esplora ogni sfaccettatura di una pandemia globale, dalle origini del virus alla sua diffusione incontrollata, passando per la paura collettiva, il caos sociale e le teorie del complotto che inevitabilmente emergono in situazioni di crisi. Ogni elemento che abbiamo vissuto sulla nostra pelle tra il 2020 e il 2022 era già lì, cristallizzato in 106 minuti di tensione narrativa. La forza del film risiede anche nel suo cast stellare, un ensemble di attori di primo piano che include Jude Law, Gwyneth Paltrow, Laurence Fishburne, Marion Cotillard, Kate Winslet, Matt Damon, Chin Han, Bryan Cranston ed Elliot Gould. Ognuno interpreta una prospettiva diversa sulla catastrofe: il medico in prima linea, il funzionario governativo, il giornalista complottista, il cittadino comune che cerca disperatamente di proteggere la propria famiglia.

Questa molteplicità di punti di vista trasforma il film in un mosaico complesso che riflette la realtà frammentata di una crisi globale. All'epoca dell'uscita, Contagion ottenne un rispettabile 85 percento su Rotten Tomatoes e incassò oltre 136 milioni di dollari al botteghino mondiale, cifre che confermavano il successo commerciale e critico dell'opera. Matt Goldberg, che recensì il film per Collider nel 2011, riconobbe i suoi numerosi pregi ma segnalò anche alcune debolezze legate a un eccesso di enfasi dove sarebbe bastata la semplicità.

Questo rinnovato interesse per il film solleva domande interessanti sul rapporto tra cinema e realtà. Quando un'opera di finzione anticipa eventi reali con tale precisione (come questo film irlandese), diventa qualcosa di più di semplice intrattenimento: si trasforma in un documento, in uno strumento per elaborare traumi collettivi, in uno specchio che ci permette di guardare da fuori ciò che abbiamo vissuto da dentro. Riguardare Contagion dopo aver attraversato una pandemia reale è un'esperienza completamente diversa rispetto alla visione del 2011. Ogni scena risuona con una familiarità scomoda, ogni dettaglio narrativo trova un corrispettivo nella nostra memoria recente.

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