Il Paradiso per davvero, ecco perché la commovente storia vera che ha sconvolto l'Italia ha conquistato la vetta su Netflix

Il paradiso per davvero racconta la storia vera di Colton Burpo, il bambino che dopo un'operazione descrisse il paradiso con dettagli impossibili. Film, fede e mistero.

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Ci sono storie che sfidano la logica, che mettono in discussione i confini tra vita e morte, tra scienza e fede. Il paradiso per davvero è una di queste. Non parliamo di una favola hollywoodiana confezionata a tavolino, ma di un racconto che affonda le radici in eventi realmente accaduti, documentati e dibattuti. Un film del 2014 diretto da Randall Wallace che ha saputo trasformare un'esperienza straordinaria in un dramma visivo capace di commuovere e interrogare milioni di spettatori. E ora torna su Netflix e lo fa strappando una lacrima a milioni di spettatori, al punto che il film ha scalato la lista della top 10 delle pellicole più viste sulle piattaforma. Cerchiamo di scoprirne i motivi.

Al centro della vicenda c'è Colton Burpo, un bambino di appena quattro anni che, dopo essere sopravvissuto a un intervento chirurgico d'urgenza per una peritonite acuta, inizia a raccontare dettagli incredibili di un viaggio che nessun genitore si aspetterebbe di sentire. Non parla di sogni confusi o di allucinazioni febbrili. Colton descrive il paradiso con una precisione disarmante, con quella innocenza infantile che rende le sue parole al tempo stesso incredibili e impossibili da ignorare.

Il film si basa sul bestseller scritto da Todd Burpo, il padre di Colton e pastore protestante nella piccola cittadina di Imperial, Nebraska. Todd, interpretato sullo schermo da Greg Kinnear con quella sensibilità trattenuta che lo caratterizza, si trova ad affrontare un dilemma lacerante: credere alle parole di suo figlio significa mettere in gioco la sua credibilità, la sua fede e il rapporto con l'intera comunità. Non credere significa voltare le spalle a qualcosa che potrebbe essere un dono, una testimonianza autentica dell'aldilà.

Una scena di Il Paradiso per davvero, fonte: Netflix



Quello che rende il racconto di Colton così potente, e che il film riesce a trasmettere con delicatezza, sono i dettagli. Il bambino parla di aver incontrato parenti morti prima della sua nascita, persone di cui non aveva mai visto fotografie né sentito parlare. Descrive il bisnonno Pop con caratteristiche fisiche precise, riconoscendolo poi in una foto d'epoca mai mostrata prima. Racconta di aver visto una sorella che sua madre aveva perso durante una gravidanza, un dolore mai condiviso con lui. Sono questi frammenti di conoscenza impossibile che trasformano una semplice near-death experience in qualcosa di profondamente turbante.

Kelly Reilly interpreta Sonja Burpo, la madre di Colton, con quella fragilità controllata tipica di chi vuole proteggere il proprio figlio da un mondo che potrebbe non comprenderlo. Thomas Haden Church, nei panni di Jay Wilkins, rappresenta invece la voce dello scetticismo educato, dell'amico che dubita senza giudicare. È nel confronto tra queste posizioni che il film trova la sua forza narrativa, evitando soluzioni facili o prediche moralistiche. Connor Corum, giovanissimo interprete di Colton, porta sullo schermo una spontaneità che non può essere recitata. I suoi occhi, il suo modo di raccontare senza enfasi ciò che ha visto, rendono credibile l'incredibile. Non è il bambino prodigio che fa discorsi da adulto, è semplicemente un ragazzino che condivide un'esperienza come farebbe parlando di una gita al parco. Ed è proprio questa normalità a rendere tutto così straordinario.

Il paradiso per davvero, con i suoi 99 minuti di durata, non pretende di dare risposte definitive. Non è un film di propaganda religiosa né un documentario scientifico. È piuttosto un'esplorazione onesta di cosa significhi avere fede in un'epoca che privilegia le certezze empiriche. Solleva domande più che fornire soluzioni, e in questo sta la sua maturità narrativa, un film che ha tutto il diritto non solo di raggiungere la vetta di Netflix, ma anche di essere visti e rivisto.

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