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Il retroscena che non conosci su Sam Neill e Jurassic Park: un altro attore doveva essere Alan Grant

Harrison Ford rifiutò il ruolo di Alan Grant in Jurassic Park offerto da Spielberg. I motivi del no e come Sam Neill divenne il protagonista perfetto.

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Harrison Ford non ha bisogno di presentazioni. Han Solo, Rick Deckard di Blade Runner, e naturalmente Indiana Jones: una tripletta di personaggi iconici che basterebbe da sola a definire una carriera leggendaria. Eppure, nella filmografia straordinaria di Ford manca un tassello che avrebbe potuto cambiare ulteriormente la sua carriera e la storia del cinema stesso. Steven Spielberg, il regista con cui ha collaborato per quattro film di Indiana Jones, gli aveva proposto il ruolo del dottor Alan Grant nel primo Jurassic Park del 1993. Tuttavia Ford disse no.

La conferma è arrivata direttamente da Spielberg durante un'intervista nel podcast Happy Sad Confused, dove il regista stava promuovendo il suo nuovo film Disclosure Day. Quando il conduttore Josh Horowitz ha chiesto se la voce sul rifiuto di Ford fosse vera, Spielberg ha risposto senza esitazione: "Sì, lo fece. Lui potrebbe non ricordarlo, ma io di sicuro sì". Emily Blunt, presente in studio, ha chiesto al regista se fosse rimasto contrariato. "Non ero contrariato, ero distrutto", ha ammesso Spielberg, prima di aggiungere con saggezza: "Ma poi Sam Neill divenne disponibile e lui è Alan Grant. Ora quel ruolo appartiene a lui".

La decisione di Ford non fu casuale. L'attore, infatti, non sentiva suo il personaggio del paleontologo e riteneva di essere più adatto ad altri tipi di ruoli. Inoltre, all'epoca era impegnato nelle riprese de Il Fuggitivo, film del 1993 che si rivelò un grande successo e gli impediva fisicamente di dedicarsi ad altri progetti. Ma c'è un altro elemento da considerare, ossia che Ford aveva già consolidato la sua immagine come eroe d'azione grazie a Star Wars e Indiana Jones.

La scelta di Ford si rivela, col senno di poi, azzeccata per tutti. Jurassic Park non aveva bisogno di una superstar già affermata. Aveva bisogno di un cast credibile che non oscurasse i veri protagonisti: i dinosauri generati al computer che stavano per rivoluzionare il cinema. Sam Neill, Jeff Goldblum e Laura Dern erano attori di talento ma non ancora star mondiali, e questo permise al franchise di crescere organicamente, introducendo nel tempo nuovi volti senza essere schiacciato dal peso di un nome ingombrante.

Il resto è storia. Neill interpretò Alan Grant con una profondità e un'umanità che resero il personaggio indimenticabile, tanto da tornare nel ruolo in Jurassic Park III del 2001 e in Jurassic World: Dominion nel 2022. Il franchise si è evoluto attraverso sette film, serie televisive, attrazioni nei parchi a tema e videogiochi, diventando un fenomeno multimiliardario che ha incassato complessivamente oltre 6 miliardi di dollari.

Ford e Spielberg hanno continuato a lavorare insieme esclusivamente sui film di Indiana Jones, a parte un cameo cancellato che l'attore fece in E.T. l'extra-terrestre nel 1982. Il loro sodalizio artistico ha regalato al cinema alcuni dei momenti più memorabili di sempre, ma Jurassic Park non ne fa parte. E forse è giusto così: alcune storie hanno bisogno di altri volti, altre voci. Sam Neill ha reso Alan Grant immortale, proprio come Ford ha reso immortali i suoi personaggi. A volte, dire no è la decisione migliore che un attore possa prendere.

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