Il serial killer di TikTok domina le classifiche su Netflix, la docuserie tratta da una storia vera

José Montilla, killer condannato a 123 anni e liberato dopo 28, uccide ancora e usa TikTok per nascondersi. La docuserie Netflix rivela come è stato scoperto.

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La nuova docuserie Netflix in due parti, Il serial killer di TikTok, disponibile dal 6 marzo 2026 e diretta da Héctor Muniente, ricostruisce un'agghiacciante storia vera con un approccio che va oltre il classico true crime: mostra come quella costruzione digitale, pensata per proiettare innocenza, si sia trasformata nel principale strumento d'indagine contro di lui.

Tutto è iniziato quando Esther, residente a Siviglia, ha fatto amicizia con José Montilla nella hall del suo ostello ad Alicante nell'agosto 2023. La mattina del 22 agosto, Esther e il suo nuovo compagno di viaggio hanno percorso 37 chilometri a piedi da Denia a Gandía, un'escursione estenuante che si è conclusa con Montilla che ha chiamato i servizi di emergenza per far trasportare Esther in ospedale a causa di una gamba gonfia e di un forte mal di testa. Secondo quanto riferito, Esther ha lasciato l'escursione in ambulanza, da sola. È stata dimessa dall'ospedale alle 4:30 del mattino del giorno seguente. E poi sono iniziati ad arrivare strani messaggi su WhatsApp.

Ancora più inquietante era il contenuto del messaggio: Esther parlava di trasferirsi con degli amici, ma sua madre sapeva che non aveva amici ad Alicante. Esther era nota per viaggiare da sola, e quella affermazione non convinceva Josefa. "Mi ha fatto dubitare che fosse davvero lei a scriverlo", ha confessato la madre. Montilla era stato poi condannato per quattro omicidi commessi tra il 1985 e il 1987 in Andalusia: un agricoltore spagnolo, un autista, un turista britannico, un turista tedesco. La pena: 123 anni. Uscì dal carcere nel dicembre 2013 in applicazione della sentenza Del Río Prada contro Spagna della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che dichiarò illegittima la cosiddetta Dottrina Parot, un meccanismo che in Spagna permetteva di estendere di fatto la detenzione dei condannati per reati gravi oltre i limiti formali della pena. Persino per i serial killer.



Quella sentenza liberò decine di detenuti. Montilla era uno di loro. Nei dieci anni successivi costruì la sua identità pubblica su TikTok: il camminatore, il viaggiatore, l'uomo che condivide emozioni genuine lungo i sentieri di campagna. La docuserie prodotta da iZen Documentaries per Netflix Spagna non si limita a ricostruire un caso di cronaca nera: riflette su come i social media possano mostrare vite irreali, accuratamente costruite, e su come, in questo caso, questo fenomeno assuma una dimensione terrificante. La serie integra testimonianze della famiglia, filmati d'archivio e il contenuto che il sospettato aveva caricato in rete di sua spontanea volontà.

Quella traccia digitale lasciata da Esther, inclusi video, post sui social, messaggi, geolocalizzazioni e le apparizioni nei numerosi contenuti pubblicati da Montilla, ha portato al suo presunto assassino. Ogni passo documentato, ogni storia condivisa, ogni check-in innocente è diventato un tassello di un puzzle macabro che solo l'amore ostinato di una famiglia ha avuto la forza di ricomporre.

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