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Il treno dell'apocalisse che ha anticipato l'odierna lotta di classe, nel film con Chris Evans su Netflix

Analisi del film del 2013 che racconta la lotta di classe su un treno in corsa durante una nuova era glaciale. Metafora sociale potente.

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C'è un'immagine che resta impressa dopo aver visto Snowpiercer su Netflix: un treno che sfreccia attraverso distese ghiacciate infinite, portando dentro di sé l'ultimo residuo di umanità. Non è solo fantascienza. È una metafora così potente da sembrare quasi profetica, soprattutto oggi, quando le disuguaglianze sociali non sono mai state così evidenti. Diretto nel 2013 da Bong Joon-ho, il cineasta sudcoreano che anni dopo avrebbe conquistato gli Oscar con Parasite, Snowpiercer è un film d'azione, fantascienza e thriller che va ben oltre il suo genere. È un microcosmo sociale su rotaie, dove ogni vagone rappresenta una classe, dove ogni porta chiusa è un confine invalicabile tra chi ha tutto e chi non ha niente. La storia è ambientata nel 2031. Un esperimento per contrastare il riscaldamento globale è fallito catastroficamente, precipitando il pianeta in una nuova era glaciale che ha sterminato quasi tutta la popolazione. Gli unici sopravvissuti sono i passeggeri dello Snowpiercer, un treno ad alta velocità dotato di un motore a moto perpetuo che fa continuamente il giro del mondo.

Ma la sopravvivenza ha un prezzo: l'ordine sociale. Nelle carrozze di coda vivono ammassati i più poveri, costretti a nutrirsi di barrette proteiche gelatinose dal sapore indefinibile, trattati come bestie, privati della dignità e persino dei loro figli, sequestrati per scopi ignoti. Più si procede verso la locomotiva, più il treno si trasforma: carrozze con serre lussureggianti, acquari, ristoranti, discoteche. Un mondo parallelo dove i ricchi continuano a vivere come se nulla fosse accaduto, protetti da guardie armate e da una struttura sociale ferrea imposta con violenza. Curtis Everett, interpretato da Chris Evans in una delle sue performance più intense e lontane dall'iconico Captain America, è l'uomo che guida la rivolta. Insieme a Edgar, il giovane Jamie Bell, e sotto la guida spirituale del veterano Gilliam di John Hurt, Curtis organizza un'insurrezione per attraversare tutte le carrozze del treno, liberare gli oppressi e raggiungere la locomotiva, dove risiede il misterioso Wilford, il creatore dello Snowpiercer, interpretato da un glaciale Ed Harris.

Snowpiercer è tratto dalla graphic novel francese Le Transperceneige, ideata da Jacques Lob e Jean-Marc Rochette. Bong Joon-ho, insieme agli sceneggiatori Kelly Masterson e Park Chan-wook, ha trasformato il fumetto in un'opera visivamente sbalorditiva, dove ogni inquadratura racconta qualcosa. La fotografia cupa e claustrofobica delle carrozze di coda contrasta violentemente con i colori saturi e innaturali delle sezioni dei ricchi, creando uno straniamento costante. La colonna sonora di Marco Beltrami accompagna questa discesa negli inferi verticali del capitalismo con toni epici e minacciosi. Il montaggio di Steve M. Choe tiene lo spettatore incollato allo schermo per tutti i 126 minuti di durata, alternando momenti di azione esplosiva a dialoghi carichi di significato.

Il cast corale è eccezionale. Oltre a Evans, Swinton e Harris, spiccano Octavia Spencer nel ruolo di Tanya, una madre disperata a cui hanno strappato il figlio, Ewen Bremner come Andrew, Luke Pasqualino nei panni di Grey, Alison Pill come un'inquietante insegnante, e la giovane Go Ah-sung che interpreta Yona, dotata di una sensibilità particolare che si rivelerà cruciale. Ma Snowpiercer non è solo un film d'azione. È un'allegoria feroce del mondo contemporaneo, dove il treno rappresenta il pianeta Terra in miniatura, con le sue gerarchie rigide, i suoi privilegi ereditati, la sua violenza sistemica. Il film ha ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui l'inserimento tra i migliori dieci film indipendenti del 2014 secondo il National Board of Review of Motion Pictures. Uscito nelle sale italiane il 27 febbraio 2014, distribuito da Koch Media, Snowpiercer è stato una produzione internazionale che ha coinvolto Corea del Sud, Stati Uniti e Francia, con riprese anche in Repubblica Ceca.

Quello che Bong Joon-ho è riuscito a fare con Snowpiercer è straordinario: ha preso i codici del cinema d'azione hollywoodiano e li ha piegati per raccontare una storia di lotta di classe, di ribellione contro un sistema ingiusto, di ricerca disperata di libertà in un mondo dove sembra non essercene più. Ha creato un universo chiuso, claustrofobico, dove l'unica direzione possibile è avanti, vagone dopo vagone, verso una verità che potrebbe essere più scomoda della menzogna. E forse è proprio questo che rende Snowpiercer così attuale, quasi dieci anni dopo la sua uscita. Non è ambientato in un futuro lontano e improbabile. È ambientato adesso, su quel treno che tutti stiamo prendendo, dove alcuni viaggiano in prima classe e altri si aggrappano ai vagoni di coda, sperando di non cadere.

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