FILM

Su Netflix, c'è il nuovo film di Ben Affleck che riporta sullo schermo i thriller pensati per gli adulti

Questo film con Ben Affleck riporta i thriller per adulti sullo schermo. Un candidato sindaco deve salvare il figlio rapito mentre i suoi segreti rischiano di distruggerlo.

Condividi

C'è stato un tempo in cui Hollywood sapeva costruire tensione senza bisogno di supereroi o franchise miliardari. Un'epoca in cui Ray Liotta poteva terrorizzare una coppia facendo il poliziotto troppo zelante, o Michael Keaton trasformare un appartamento in affitto in un incubo quotidiano. Thriller per adulti, pensati per adulti, che esploravano le zone d'ombra delle relazioni umane, della fiducia tradita, dei segreti che emergono al momento sbagliato. Poi qualcosa è cambiato. I DVD hanno smesso di vendere, gli studios hanno virato sui sequel garantiti, e quel genere è praticamente scomparso dai cinema. Animals, il nuovo film diretto e interpretato da Ben Affleck, cerca di riportare indietro quelle sensazioni. Il protagonista è Mark Kimball, candidato sindaco di Los Angeles a pochi giorni dalle elezioni. La sua campagna è già in difficoltà economiche quando accade l'impensabile: suo figlio viene rapito. Il riscatto va pagato, e velocemente.

Ma trovare quella somma di denaro significa fare i conti con debiti nascosti, scelte discutibili e segreti che Mark avrebbe preferito tenere sepolti. Al suo fianco c'è Abigail, sua moglie, interpretata da Kerry Washington. E qui il thriller classico incontra il dramma coniugale: perché Abigail comincia a fare domande. Domande a cui Mark non sa rispondere senza mettere a rischio tutto, dal matrimonio alla carriera politica. Non è la prima volta che Affleck si trova nei panni del marito sospetto. Dodici anni fa, in Gone Girl di David Fincher, interpretava Nick Dunne, l'uomo accusato della scomparsa della moglie. Un personaggio ambiguo, scivoloso, impossibile da decifrare fino all'ultimo. Quella performance ha dimostrato quanto Affleck sappia abitare la zona grigia, quella terra di nessuno dove non sai se fidarti o scappare. In Animals torna a esplorare quel territorio, ma questa volta anche dietro la macchina da presa, con il controllo totale sulla narrazione.

Il punto di forza del film, almeno sulla carta, è la doppia tensione che crea. Da una parte c'è il classico thriller del rapimento: il conto alla rovescia, le chiamate dei sequestratori, le decisioni impossibili. Dall'altra c'è il dramma intimo di una coppia che si sta sgretolando proprio mentre dovrebbe restare unita. Mark ha bisogno di Abigail per salvare loro figlio, ma ogni conversazione rischia di far saltare il castello di bugie su cui ha costruito la sua vita pubblica e privata. È lo stesso meccanismo che ha reso indimenticabili serie come The Undoing o Big Little Lies: il piacere sadico di vedere qualcuno che cerca disperatamente di mantenere il controllo mentre tutto gli crolla addosso. Ma perché Hollywood ha smesso di fare film così? La risposta è più prosaica di quanto si pensi, e ha a che fare con il denaro. Nel 2021, Matt Damon ha spiegato in un'intervista al programma Hot Ones come funzionava il business dei film per adulti negli anni Novanta e nei primi 2000. Un thriller come Unlawful Entry poteva anche non spaccare al botteghino, ma recuperava tutto e oltre grazie alle vendite di DVD e ai noleggi.

Quelle entrate differite permettevano agli studios di rischiare su progetti meno commerciali, storie pensate per un pubblico maturo. Quando il mercato dei DVD è crollato, travvolto dallo streaming, quella rete di sicurezza è scomparsa. E con essa è svanita anche la voglia di finanziare film che non avessero già un pubblico garantito. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: oggi un sequel di Batman ha la fila di spettatori prima ancora che uscita il trailer, mentre un thriller originale con Ray Liotta fatica a ottenere il via libera. Eppure i numeri dicono un'altra cosa. Gone Girl, uscito nel 2014, ha incassato circa 369 milioni di dollari in tutto il mondo. La storia di un marito che cerca di spiegare la scomparsa della moglie ha riempito le sale, dimostrando che il pubblico per questi film esiste ancora. È solo che nessuno vuole più scommettere su di loro.

Animals prova a invertire la rotta, riportando al cinema quelle dinamiche che nel frattempo sono migrate in televisione. Le serie hanno dato agli spettatori la possibilità di passare intere stagioni a chiedersi chi sta mentendo, chi nasconde cosa, chi tradirà chi. Big Little Lies ha avuto sette puntate per svelare i segreti di Nicole Kidman e Reese Witherspoon. Animals promette la stessa intensità, ma concentrata in 106 minuti. Un thriller che puoi iniziare e finire in una sera, senza dover aspettare la prossima puntata. La sceneggiatura porta la firma di Billy Ray, Connor O. McIntyre e dello stesso Affleck. Tra i produttori compare anche Matt Damon, l'amico di sempre, quello che conosce bene i meccanismi che hanno ucciso questo genere e che evidentemente crede ancora nella possibilità di resuscitarlo. Il cast è ridotto all'osso, come richiedono questi film: due protagonisti, un problema, e il tempo che stringe. Niente effetti speciali, niente colpi di scena derivati da universi condivisi. Solo la tensione che nasce quando due persone devono fidarsi l'una dell'altra ma non possono.

La domanda centrale che Animals pone è la stessa di Ransom, il film del 1996 diretto da Ron Howard con Mel Gibson. Cosa sei disposto a rischiare per salvare tuo figlio? In quel film, il padre decideva di trasformare il riscatto in una taglia sulla testa dei rapitori, andando in televisione e giocandosi tutto su una scommessa folle. La moglie lo implorava di non farlo, terrorizzata che quella scelta potesse costare la vita al bambino. Era quasi impossibile fare il tifo per lui, eppure non riuscivi a smettere di guardare. Lo stesso tipo di attrazione morbosa che provavi vedendo Michael Douglas in Basic Instinct continuare ad andare a letto con la principale sospettata di omicidio, ignorando ogni segnale d'allarme. Non ci sono supereroi a salvare la situazione, non c'è un sequel già programmato. Solo un uomo, sua moglie, e un figlio da salvare mentre il loro mondo va in pezzi. Esattamente il tipo di film che Hollywood ha smesso di fare. E forse, proprio per questo, il tipo di film che al pubblico manca di più.

Continua a leggere su BadTaste