In questa serie, Netflix trasforma il padre della psicanalisi in un cocainomane che caccia streghe
Netflix trasforma Freud in un thriller horror pulp: cocaina, ipnosi e crimini nella Vienna di fine '800. Analisi della serie che stravolge la storia del padre della psicanalisi.
Diciamolo subito: Freud, la serie Netflix creata da Marvin Kren, Stefan Brunner e Benjamin Hessler, non ha alcuna intenzione di essere fedele alla storia. Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, l'uomo che ha teorizzato l'inconscio e rivoluzionato il modo in cui comprendiamo la mente umana, viene qui trasformato in un giovane medico cocainomane, entusiasta delle sedute spiritiche, che usa l'ipnosi per risolvere crimini efferati nella Vienna di fine Ottocento. Perché, esattamente? Beh, perché no. Uscita in un momento storico peculiare, marzo 2020, quando milioni di persone si sono ritrovate confinate nelle proprie case a cercare disperatamente contenuti da divorare, questa serie in otto episodi rappresenta il tipo di intrattenimento che divide nettamente il pubblico. O ti abbandoni completamente alla sua assurdità pulp, oppure spegni tutto dopo venti minuti chiedendoti cosa diavolo abbiano fumato gli sceneggiatori.
Il trauma represso di Kiss, che si manifesta fisicamente in una mano contratta incapace di sparare, offre a Freud l'occasione perfetta per dimostrare che le sue teorie sull'inconscio incarnato hanno un fondamento. Ma è quando Freud partecipa a una seduta spiritica che la serie abbandona definitivamente ogni pretesa di realismo storico. L'evento è ospitato dal Conte Viktor, stilizzato come se i Green Day avessero incontrato la nobiltà viennese, e dalla misteriosa Contessa Sophia. La loro protetta, Fleur Salome, una medium ungherese dall'aspetto inquietante che ricorda Eva Green, subisce un trip terrificante in una dimensione alternativa popolata da demoni insanguinati. Particolarmente suscettibile all'ipnosi dilettantesca di Freud e al suo fascino personale, Fleur diventa sia la sua paziente chiave nella ricerca sull'inconscio sia la sua amante in una relazione decisamente bollente.
Le sottotrame abbondano, in particolare una insurrezione politica contro l'imperatore la cui logica risulta difficile da seguire e sostanzialmente irrilevante per la trama principale. Il vero spettacolo è rappresentato dalla sfilata di manifestazioni inquietanti e disturbanti di psiche represse che, negli episodi finali, coagulano in uno show horror privo di senso ma stranamente divertente. C'è poco valore nell'assistere ai tentativi maldestri di Freud di formulare una teoria dell'ipnosi o nel guardarlo confrontarsi con i propri demoni repressi e sentimenti di inadeguatezza. È invece minimamente coinvolgente, in quel modo mindless tipico del "sono bloccato in casa e voglio annegare il cervello in qualcosa di totalmente insensato", seguire Freud e Fleur mentre ricostruiscono il piano della Contessa Sophia attraverso una serie di viaggi ipnotici disturbanti nell'horror. La serie, pur nella sua assurdità estrema, solleva una questione interessante sulla natura dell'intrattenimento in streaming contemporaneo.