In questo film italiano su Netflix, Napoli diventa un set di guerra tra adolescenti armati
Analisi del film tratto dal romanzo di Roberto Saviano sulla criminalità giovanile a Napoli. Cast, trama e streaming.
Nel 2019, il regista Claudio Giovannesi ha portato sul grande schermo una delle narrazioni più crude e necessarie del cinema italiano contemporaneo. La paranza dei bambini, disponibile su Netflix, non è un film sulla camorra nel senso tradizionale del termine: è un ritratto spietato di come il degrado sociale, l'assenza di alternative e la seduzione del potere facile possano trasformare ragazzini in criminali prima ancora che abbiano compiuto diciotto anni. Tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano, il film racconta la storia di sei adolescenti del Rione Sanità di Napoli: Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, Briatò e O'Russ. Non sono nomi di battaglia scelti per spaventare, ma soprannomi che rivelano quanto siano ancora bambini, nonostante le pistole che iniziano a maneggiare con sempre più disinvoltura. La loro ambizione è semplice e terribile allo stesso tempo: conquistare il controllo del territorio, accumulare denaro velocemente e imporre la propria legge in un quartiere dove lo Stato sembra aver abdicato da tempo.
Per raggiungere i loro obiettivi dovranno sacrificare ciò che hanno di più prezioso: l'amore, rappresentato dalla relazione tra Nicola e Letizia, e l'amicizia fraterna che li lega. Giovannesi non concede mai allo spettatore il conforto del giudizio morale facile. Non ci sono eroi né vittime pure in questo racconto. Ci sono ragazzi che vivono in un contesto dove le opzioni sono drammaticamente limitate, dove il miraggio di una vita diversa passa attraverso scorciatoie che si rivelano vicoli ciechi. La macchina da presa segue i protagonisti con uno sguardo partecipe ma mai compiacente, mostrando tanto la seduzione del potere quanto il prezzo altissimo che richiede. Dal punto di vista tecnico, il film si distingue per una fotografia che alterna momenti di grande bellezza visiva a sequenze crude e claustrofobiche. Napoli viene ritratta in tutta la sua complessità: città di contraddizioni dove la vita pulsa nei vicoli stretti del centro storico, dove la bellezza architettonica convive con il degrado, dove i ragazzi giocano a pallone negli stessi luoghi in cui si consumano esecuzioni sommarie.
La paranza dei bambini ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, confermando la capacità del cinema italiano di raccontare le proprie contraddizioni senza sconti né paternalismi. Il film è stato presentato alla Berlinale, uno dei festival più prestigiosi al mondo, ottenendo riscontri positivi dalla critica internazionale per la forza della narrazione e l'autenticità della messa in scena. Oltre al cast principale, il film può contare su interpreti di grande esperienza come Aniello Arena nel ruolo di Lino Samataro e Renato Carpentieri in quello di Don Vittorio, figure che rappresentano le generazioni precedenti della criminalità organizzata, quelle che osservano con un misto di curiosità e preoccupazione l'ascesa violenta e disordinata di questi nuovi baby boss. La sceneggiatura non si limita a seguire pedissequamente il romanzo di Saviano, ma opera scelte precise per adattare la narrazione al linguaggio cinematografico.