Isabela Merced e Jason Momoa in questo thriller familiare su Netflix che nasconde una sorpresa
Jason Momoa su Netflix in un revenge thriller che nasconde un twist sorprendente. Analisi del film con Isabela Merced e Brian Mendoza.
Quando pensiamo a Jason Momoa, l'immagine che ci appare è spesso quella del re degli oceani, il possente Aquaman che cavalca le onde con il suo tridente dorato. Oppure ricordiamo Khal Drogo, il guerriero Dothraki di GoT, imponente e selvaggio. Ma Sweet Girl, il thriller d'azione disponibile su Netflix dall'agosto 2021, ci mostra un volto diverso dell'attore hawaiano. Qui Momoa è Ray Cooper, un uomo qualunque con un cognome normalissimo, un padre devastato dalla perdita e dalla rabbia che cerca vendetta contro chi ha causato la morte di sua moglie. E se pensate di aver già visto questo film, aspettate di scoprire cosa nasconde davvero la sua narrazione. Diretto da Brian Mendoza, alla sua prima prova dietro la macchina da presa dopo dieci anni come produttore al fianco dello stesso Momoa, Sweet Girl racconta la storia di Ray Cooper e della figlia adolescente Rachel, interpretata da Isabela Merced.
Momoa trova in Ray Cooper il veicolo perfetto per mostrare una gamma emotiva più ampia rispetto ai suoi ruoli più iconici. L'attore, che ha costruito la sua carriera interpretando uomini rudi e silenziosi intenti semplicemente a sopravvivere, qui attinge al proprio lato vulnerabile. Le scene in cui Ray deve confrontarsi con la diagnosi terminale della moglie, con l'impotenza di fronte al sistema sanitario e farmaceutico, sono probabilmente tra le più emotive che Momoa abbia mai portato sullo schermo. Il suo carisma naturale traspare in ogni inquadratura, rendendo credibile la disperazione di un uomo ordinario spinto all'estremo. Certo, bisogna sospendere un po' l'incredulità per accettare che un uomo con il fisico e il volto di Jason Momoa possa essere considerato "un tipo qualunque di nome Ray Cooper", ma la sua performance è sufficientemente onesta e diretta da farci dimenticare questa incongruenza.
Al suo fianco, Isabela Merced dimostra di possedere il talento e la presenza scenica necessari per essere considerata una futura star del cinema d'azione. Non a caso, durante la produzione di Sweet Girl, il suo nome è circolato come possibile candidata per interpretare Batgirl nel film live-action della Warner Bros e DC. Nel ruolo di Rachel Cooper, Merced bilancia con abilità la vulnerabilità di un'adolescente che ha appena perso la madre con la determinazione di chi cerca giustizia insieme al padre. Il film le affida un ruolo molto più consistente di quanto solitamente accada alle attrici giovani nei thriller d'azione, centrandola nella narrazione quasi quanto Momoa stesso. Merced risponde con sicurezza, gestendo sia le sequenze emotive che quelle fisicamente impegnative. C'è però un piccolo dettaglio che può strappare qualche sorriso: come fa una ragazza adolescente in fuga, braccata da assassini professionisti, a trovare il tempo per truccarsi con eyeliner e lucidalabbra perfetti.
Sweet Girl non reinventa il genere del revenge thriller, ma si inserisce in una tradizione consolidata di film sulla vendetta personale, su padri che proteggono le figlie, su cittadini comuni contro sistemi corrotti. Quello che offre, però, è un'esecuzione solida di una formula consolidata, arricchita da performance convincenti e da quel twist narrativo capace di far rivedere l'intero film sotto una luce diversa. È il tipo di film che Netflix sa confezionare bene: intrattenimento diretto, efficace, perfetto per una serata sul divano. La vera domanda, dopo i titoli di coda, è se il pubblico sia pronto a vedere Jason Momoa in ruoli sempre più distanti dall'icona action che è diventato. Sweet Girl suggerisce che l'attore abbia la profondità emotiva per sostenere personaggi complessi, non solo eroi muscolosi. E se questo thriller familiare serve da ponte verso progetti ancora più ambiziosi, allora la sua missione è compiuta. A volte non serve reinventare la ruota, basta farla girare bene e portarci in luoghi inaspettati.