FILM

James Franco e Seth Rogen su Prime Video, nel film che costò minacce e attacchi dalla Corea del Nord

La commedia che scatenò una crisi internazionale con hacker nordcoreani, minacce terroristiche e censura.

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Quando il cinema incontra la geopolitica, possono succedere cose incredibili. The Interview, disponibile su Prime Video, non è solo una commedia del 2014 diretta da Evan Goldberg e Seth Rogen: è il film che ha scatenato una crisi internazionale, costretto star hollywoodiane a cancellare apparizioni pubbliche e provocato l'ira di uno degli stati più ermetici del pianeta. Una storia che suona come la trama di un thriller, eppure è tutto maledettamente vero. Dave Skylark, presentatore televisivo interpretato da James Franco, conduce un talk show irriverente e popoloso. Quando scopre che il leader nordcoreano Kim Jong-un è un suo fan sfegatato, il suo producer Aaron Rappaport, interpretato da Seth Rogen, fiuta l'occasione della vita: organizzare un'intervista esclusiva al dittatore più discusso del momento. L'opportunità perfetta per dare credibilità a una carriera televisiva costruita sul gossip e le frivolezze.

Contro ogni aspettativa, il governo nordcoreano accetta. Dave ed Aaron volano verso Pyongyang, convinti di vivere il momento di svolta delle loro carriere. Ma i piani cambiano drasticamente quando l'agente della CIA Lacey, interpretata da Lizzy Caplan, li recluta per una missione segreta: eliminare Kim Jong-un. Armati di un cerotto alla ricina e di un coraggio traballante, i due si ritrovano catapultati in un mondo ben diverso da quello che si aspettavano. La realtà di Pyongyang che incontrano contraddice le narrazioni della propaganda americana. Dave, in particolare, rimane affascinato dal leader nordcoreano al punto da mettere in discussione la missione stessa. Quello che doveva essere un omicidio politico si trasforma in una riflessione grottesca sui pregiudizi, le manipolazioni mediatiche e l'assurdità della guerra fredda moderna.

Ma è dietro le quinte che The Interview ha scritto la sua pagina più clamorosa nella storia del cinema contemporaneo. Prima ancora che il film arrivasse nelle sale, un gruppo di hacker nordcoreani noto come GOP lanciò una campagna di minacce terroristiche che cambiò tutto. James Franco e Seth Rogen furono costretti a cancellare tutte le apparizioni pubbliche programmate per promuovere il film. L'uscita nelle sale venne rinviata, creando un precedente inquietante: per la prima volta nella storia recente di Hollywood, un film veniva censurato sotto la pressione di uno stato estero. Il dibattito che ne seguì travalicò i confini del cinema. Si discusse di libertà d'espressione, di cybersicurezza, di diplomazia internazionale. Sony Pictures, la casa di distribuzione, si trovò al centro di un tornado mediatico senza precedenti. Alla fine, il film venne distribuito attraverso canali alternativi, principalmente piattaforme digitali, diventando un caso di studio sulla distribuzione cinematografica nell'era digitale.

Seth Rogen, anni dopo l'uscita del film, ha rivelato i dettagli di un braccio di ferro intenso con Sony riguardo alla scena della morte di Kim Jong-un. La versione originale concepita dai registi era molto più grafica e violenta. Lo studio, già terrorizzato dalle possibili ripercussioni internazionali, impose tagli e modifiche. Rogen ha descritto quella battaglia creativa come una delle più frustranti della sua carriera, ma necessaria per vedere il film distribuito in qualche forma. Quello che nessuna recensione può catturare è l'impatto culturale del film. The Interview è diventato un simbolo, un test di libertà espressiva nell'era della connettività globale. Ha dimostrato quanto il cinema possa ancora essere pericoloso, provocatorio, capace di generare reazioni che vanno ben oltre la sala.

Un attivista nordcoreano, negli anni successivi, ha continuato a lanciare palloncini oltre il confine che trasportavano DVD del film, sfidando la censura del regime. In Corea del Nord, possedere una copia di The Interview può costare la vita. Questa contraddizione estrema tra una commedia hollywoodiana e la repressione totalitaria racconta più di mille analisi politiche. The Interview è un film di 112 minuti che ha cambiato per sempre il rapporto tra intrattenimento e politica internazionale, dimostrando che a volte la satira può essere l'arma più affilata di tutte.

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