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John David Washington e Robert Pattinson: il duo che ha reso iconico questo film di Nolan su Netflix

Il film di Christopher Nolan complesso sull'inversione temporale, su Netflix. Analisi approfondita del film con John David Washington e Robert Pattinson.

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Christopher Nolan ha costruito la sua reputazione hollywoodiana mattone dopo mattone, film dopo film, trasformandosi in uno dei pochi registi contemporanei il cui nome da solo basta a riempire le sale. Con Tenet, uscito nelle sale nell'autunno 2020 in circostanze tutt'altro che ordinarie e ora disponibile su Netflix, il cineasta britannico ha confezionato l'ennesima dimostrazione di forza creativa, un thriller fantascientifico che sfida le convenzioni narrative del cinema d'azione contemporaneo. John David Washington interpreta un personaggio conosciuto semplicemente come il Protagonista, un agente della CIA reclutato dall'organizzazione Tenet per indagare su uno scenario potenzialmente apocalittico. Il concept centrale del film ruota attorno all'inversione temporale, un fenomeno che permette a oggetti o persone di muoversi all'indietro attraverso il tempo. La missione del Protagonista consiste nel dipanare il mistero dell'Algoritmo, un'arma proveniente dal futuro e rispedita indietro per cancellare il passato.

Nolan costruisce il suo racconto con l'approccio tipico dei suoi lavori più ambiziosi: minima mano nella guida dello spettatore, massima fiducia nell'intelligenza del pubblico. Come già fatto con Inception, che innestava una rapina su livelli stratificati di sogni, Tenet eleva una storia di spionaggio tradizionale attraverso l'inversione temporale. Il risultato è un'opera che richiede attenzione costante, dove ogni scena di esposizione diventa un tassello fondamentale per comprendere la struttura complessiva. L'approccio registico di Nolan in Tenet riafferma la sua maestria tecnica. Le sequenze d'azione rappresentano alcuni dei momenti più spettacolari della sua filmografia, a partire da un'apertura folgorante che stabilisce immediatamente il ritmo serrato della pellicola. L'utilizzo del formato IMAX permette al regista di dipingere su una tela di proporzioni monumentali, amplificando l'impatto visivo di ogni esplosione, inseguimento e confronto fisico.

Le tecniche pratiche, preferite da Nolan agli effetti digitali quando possibile, conferiscono alle scene una tangibilità che si percepisce fotogramma dopo fotogramma. La fotografia di Hoyte van Hoytema cattura paesaggi urbani che spaziano da Mumbai a Tallinn, Oslo e la Costiera Amalfitana, mentre il production design di Nathan Crawley costruisce ambienti che bilanciano realismo e spettacolarità. La colonna sonora di Ludwig Göransson, con le sue pulsazioni elettroniche, sostituisce le orchestrazioni di Hans Zimmer mantenendo però quella dimensione epica che caratterizza il cinema nolaniano. Va riconosciuto che il missaggio audio ha sollevato critiche legittime, con dialoghi occasionalmente sovrastati dalla musica e dagli effetti sonori, ma complessivamente il comparto tecnico raggiunge vette notevoli.

La struttura narrativa di Tenet premia visioni multiple. Al primo approccio, lo spettatore si trova a navigare un flusso continuo di informazioni, inseguimenti temporali e inversioni causali che possono risultare disorientanti. È una scelta deliberata: Nolan costruisce un puzzle che si compone gradualmente, dove dettagli apparentemente marginali acquistano significato retroattivamente. La seconda visione trasforma l'esperienza, permettendo di apprezzare la precisione con cui ogni elemento è stato posizionato, come le azioni di certi personaggi in momenti specifici assumano nuova luce conoscendo gli sviluppi successivi. Il film porta inevitabilmente con sé il bagaglio della controversia legata alla sua uscita originale. Concepito come l'evento cinematografico che avrebbe dovuto riportare il pubblico nelle sale dopo i lockdown primaverili, Tenet si è trovato al centro di un dibattito che andava ben oltre la qualità artistica dell'opera.

La sua performance al botteghino, condizionata da sale chiuse o con capienza ridotta in molti mercati chiave, ha alimentato discussioni sul futuro della distribuzione cinematografica. Questioni legittime, ma che rischiano di oscurare il valore intrinseco del film stesso. Tenet non sarà universalmente amato. La sua complessità può frustrare chi cerca intrattenimento più immediato, e alcuni elementi della sceneggiatura privilegiano il concetto rispetto allo sviluppo di certi personaggi. Ma per gli appassionati del cinema di Nolan, per chi apprezza la fantascienza cerebrale e per chiunque sia disposto a lasciarsi sfidare da una narrazione non convenzionale, rappresenta un'esperienza da attraversare, discutere e rivisitare.

In un panorama cinematografico sempre più dominato da franchise prevedibili e sequel calcolati, Tenet si distingue come un blockbuster originale che non sottovaluta il pubblico. È un film che genera conversazione, che ispira teorie e interpretazioni, che divide proprio perché tenta qualcosa di diverso. E in questo risiede forse il suo merito maggiore: in un'epoca di cinema sempre più standardizzato, Nolan continua a scommettere sull'audacia.

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