FILM

Jordan Peele su Prime Video con il thriller del 2017 che ha cambiato per sempre il cinema horror

Il thriller horror che ha vinto l'Oscar trasformando la critica sociale in incubo cinematografico. Cast, trama e significato.

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Ci sono film che arrivano al momento giusto, nel posto giusto, con il messaggio giusto. E poi c'è Scappa - Get Out, l'opera prima di Jordan Peele (disponibile su Prime Video) che nel 2017 ha fatto qualcosa di più: ha riscritto le regole del thriller psicologico, ha trasformato l'horror in critica sociale affilata come un bisturi, e ha portato a casa un Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Non male per un attore comico al suo debutto dietro la macchina da presa. Ma cosa rende questo film così speciale da aver conquistato critica e pubblico in egual misura, generando un clamoroso successo al botteghino con un budget ridotto all'osso? Un weekend di presentazioni ai suoceri che si trasforma in un incubo razziale dal quale è impossibile risvegliarsi. Chris Washington è un giovane fotografo afroamericano interpretato da Daniel Kaluuya, attore britannico che dopo questa performance ha visto la sua carriera schizzare alle stelle.

La sua fidanzata Rose Armitage, incarnata da Allison Williams, lo invita a passare un fine settimana nella tenuta di famiglia, nel cuore dell'America benestante e progressista. Lui è nervoso, lei lo rassicura: i suoi genitori avrebbero votato Obama per la terza volta, se avessero potuto. Tutto a posto, quindi. O forse no. Dean Armitage, il padre neurochirurgo interpretato da Bradley Whitford, accoglie Chris con un sorriso troppo largo e battute imbarazzanti sulla sua prestanza fisica. Missy, la madre ipnoterapista a cui Catherine Keener regala una delle performance più inquietanti della sua carriera, ha uno sguardo penetrante che sembra leggere nell'anima. Il fratello Jeremy, interpretato da Caleb Landry Jones, studia medicina ed esibisce un'aggressività appena mascherata da cordialità. Ma sono i domestici a far scattare il primo campanello d'allarme nella mente di Chris. Walter e Georgina, entrambi afroamericani, si muovono per la casa con sorrisi fissi e comportamenti robotici che non hanno nulla di naturale.

Il weekend procede con una festa in giardino che sembra uscita da un incubo kafkiano. Gli invitati, tutti bianchi e benestanti, circondano Chris con domande invadenti sul suo aspetto fisico, la sua forza, le sue capacità atletiche. Lo toccano, lo ispezionano come un oggetto di valore. Quando fotografa Logan King, un giovane afroamericano vestito in modo anacronistico, accade l'impensabile: il flash della fotocamera scatena una reazione violenta, l'uomo sanguina dal naso e gli afferra il braccio sussurrando disperato: "Scappa". Ma la verità è ancora più disturbante. Jordan Peele ha costruito un plot twist che rovescia il concetto stesso di appropriazione culturale trasformandolo in appropriazione fisica. La famiglia Armitage e il loro circolo di conoscenti hanno sviluppato una procedura chirurgica chiamata "la coagula": un trapianto di cervello che permette a persone bianche anziane o malate di impossessarsi del corpo di giovani afroamericani, riducendo la loro coscienza originale a prigioniera impotente nel posto sommerso.

La genialità sta nell'aver sovvertito ogni aspettativa. I cattivi non sono redneck del Sud profondo con le bandiere confederate, ma liberal progressisti del Nord, quelli che citano Obama e Jesse Owens, che si professano daltonici riguardo alla razza. Sono proprio quelli che "non vedono il colore" a commettere l'orrore più grande: cancellare l'identità altrui considerandola un involucro desiderabile da indossare. Per costruire questo incubo, Peele si è ispirato a La notte dei morti viventi di George A. Romero, il film che per primo ha usato un protagonista nero in un horror senza farne un tema esplicito, salvo poi farlo diventare devastantemente esplicito nel finale. Ma ha aggiunto strati di Society di Brian Yuzna e un pizzico di Stuart Gordon: l'élite che letteralmente consuma i corpi degli altri per perpetuare il proprio privilegio.

Se non l'avete ancora visto, il consiglio è uno solo: lasciatevi trasportare dalla paranoia crescente, e preparatevi a una delle esperienze cinematografiche più disturbanti e necessarie degli ultimi anni. E se pensate di conoscere già la storia, guardatelo di nuovo: la seconda visione rivela dettagli agghiaccianti nascosti in bella vista fin dalla prima scena. Perché Scappa - Get Out non è solo un film. È uno specchio spietato puntato contro una società che si crede post-razziale mentre perpetua dinamiche di potere e possesso vecchie di secoli. Solo che ora, invece di piantagioni di cotone, abbiamo tenute di campagna con champagne bio e ospiti che sorridono troppo. L'orrore è cambiato forma. Ma è sempre lì, in agguato.

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