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Kevin Bacon e Robert De Niro in questo film su Netflix che incassò 165 milioni (ma che nessuno ricorda)

Su Netflix, il cult con De Niro, Pitt e Bacon che divide ancora. Storia, cast stellare e controversie del dramma di Barry Levinson.

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A trent'anni dalla sua uscita nelle sale, Sleepers si prepara a una seconda vita. Il film di successo che nessuno ricorda più con Robert De Niro è disponibile su Netflix. Un ritorno che celebra uno dei cast ensemble più stellari degli anni Novanta, ma che riaccende anche le controversie che hanno accompagnato il film sin dal suo debutto nel 1996. Tratto dall'omonimo romanzo di Lorenzo Carcaterra, Sleepers racconta la storia di quattro amici cresciuti nel quartiere di Hell's Kitchen a New York. Tutto inizia negli anni Sessanta, quando uno scherzo finito male li porta in un riformatorio nello Stato di New York, dove subiscono abusi e torture sistematiche da parte delle guardie, in particolare dal personaggio di Sean Nokes interpretato da Kevin Bacon. Anni dopo, ormai adulti, i loro destini si incrociano nuovamente quando un incontro casuale con Nokes li costringe a fare i conti con il trauma del passato in un processo pubblico che diventa il fulcro della narrazione.

Il film vanta un cast che oggi farebbe impallidire qualsiasi blockbuster: Robert De Niro nei panni di padre Bobby, Brad Pitt, Jason Patric, Dustin Hoffman, Billy Crudup e naturalmente Kevin Bacon. Eppure, nonostante la potenza di fuoco dei nomi coinvolti e un budget di 44 milioni di dollari che fruttò oltre 165 milioni al botteghino, Sleepers è progressivamente scivolato nell'oblio, trasformandosi in un cult per pochi appassionati piuttosto che in un classico riconosciuto. Per il regista, Sleepers rappresentò un momento di riscatto professionale. Levinson arrivava da una serie di insuccessi iniziati quattro anni prima con Toys, la commedia fantastica con Robin Williams che deluse critica e pubblico. Il film del 1996 ottenne recensioni moderatamente positive e soprattutto riconquistò la fiducia degli studios grazie ai numeri del box office, riportando Levinson su binari più sicuri.

Ciò che rende Sleepers particolarmente interessante dal punto di vista produttivo è che rimane l'unica collaborazione tra molti dei suoi protagonisti. Per Robert De Niro fu il primo di quattro progetti con Levinson, una partnership che si sarebbe conclusa nel 2025 con il flop critico The Alto Knights. Billy Crudup rappresenta invece un caso raro: dopo Sleepers ebbe l'opportunità di riunirsi con De Niro in The Good Shepherd, il secondo film diretto dall'attore newyorkese. Per tutti gli altri membri del cast stellare, quella fu l'unica occasione di lavorare insieme. Ma se il film funzionò all'epoca e viene ricordato con affetto da chi lo vide, perché è sostanzialmente scomparso dal radar culturale? Le ragioni sono molteplici e intrecciate. La prima e più rilevante riguarda la controversia sulla veridicità della storia. Carcaterra ha sempre presentato il suo romanzo come basato su fatti reali, alimentando un dibattito feroce che ha coinvolto giornalisti, avvocati e persino il dipartimento di polizia di New York.

Nel corso degli anni, l'autore ha ammesso di aver largamente romanzato gli eventi, se non addirittura inventato intere parti della narrazione. Questa ambiguità tra fiction e realtà ha lasciato un'ombra sul film, sollevando questioni etiche sulla rappresentazione di abusi e traumi. In secondo luogo, la natura oscura del soggetto non ha certo aiutato. Sleepers tratta temi pesanti: abusi su minori, vendetta, corruzione del sistema giudiziario. Non è il tipo di film che si riprende facilmente o che diventa un classico da riguardare nei pomeriggi domenicali. Il suo tono cupo e la violenza emotiva che permea ogni scena lo rendono un'esperienza intensa, che richiede una predisposizione particolare da parte dello spettatore. Infine, la scarsa disponibilità sulle piattaforme streaming ha contribuito a relegarlo in un angolo. In un'epoca in cui la visibilità digitale determina la sopravvivenza culturale di un'opera, l'assenza dai cataloghi principali equivale quasi a una condanna all'oblio.

La disponibilità su Netflix è, perciò, un'opportunità per rivalutare un film che, pur con tutti i suoi difetti e le controversie che lo circondano, resta un esempio interessante di cinema corale degli anni Novanta, un periodo in cui i grandi studios investivano ancora su storie adulte, complesse e moralmente ambigue. Un'epoca in cui nomi come De Niro, Hoffman e Pitt potevano convivere nello stesso progetto senza che questo fosse necessariamente un cinecomic o un action spettacolare. In un panorama cinematografico dominato da franchise, sequel e reboot, riscoprire un film come Sleepers significa anche interrogarsi su che tipo di storie vogliamo che Hollywood continui a raccontare. Storie difficili, scomode, che non offrono risposte facili né happy ending rassicuranti. Storie che chiedono allo spettatore di confrontarsi con la complessità morale, con il peso del trauma, con l'ambiguità della giustizia.

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