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Omar Sy protagonista di quello che, secondo la critica, è il miglior thriller d'azione su Netflix

La serie su Netflix con Omar Sy è un thriller francese che migliora a ogni visione. Scopri perché funziona così bene.

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Non capita spesso che una serie thriller mantenga la stessa qualità dall'inizio alla fine, figuriamoci migliorare con ogni rilettura. Eppure Lupin, il gioiello francese di Netflix con Omar Sy protagonista, riesce in questa impresa con una naturalezza disarmante. Con tre stagioni già disponibili e la quarta confermata per l'autunno 2026, la serie si è conquistata un posto tra i migliori crime show della piattaforma, vantando un impressionante 98% di gradimento su Rotten Tomatoes. La storia ruota attorno ad Assane Diop, un ladro gentiluomo moderno ispirato dal personaggio letterario classico di Arsène Lupin, creato dallo scrittore Maurice Leblanc. Ma a differenza dei classici antieroi televisivi, spesso dipinti come villain carismatici, Diop è un personaggio per cui vale davvero la pena fare il tifo. La sua missione non nasce dall'avidità, ma dalla necessità di vendicare la morte del padre, ingiustamente accusato di aver rubato una collana appartenuta a Maria Antonietta.

Ciò che distingue Lupin da altre produzioni del genere è la capacità di intrecciare azione e profondità emotiva senza mai scadere nel banale. La serie affronta con intelligenza temi come l'ingiustizia razziale, mostrando come Diop utilizzi i pregiudizi dell'alta società a proprio vantaggio. Il fascino e l'astuzia del protagonista diventano armi contro un sistema che lo ha sempre considerato inferiore, trasformando ogni colpo in un atto di ribellione sociale oltre che personale. Omar Sy, già noto al pubblico internazionale per Jurassic World, offre qui una delle sue interpretazioni più sfaccettate. La sua presenza scenica tiene insieme ogni elemento della narrazione, anche quando la trama introduce colpi di scena inaspettati. Non a caso ha vinto un Satellite Award come miglior attore in una serie drammatica, riconoscimento che certifica quanto il suo carisma sia centrale nel successo dello show.

Un altro segreto della solidità di Lupin risiede nella sua struttura narrativa. La prima stagione è stata divisa in due parti da cinque episodi ciascuna, mentre la seconda ne contava sette. Niente riempitivi, niente episodi buttati lì per allungare il brodo. Ogni puntata ha un peso specifico, contribuendo alla narrazione complessiva senza tempi morti. In un'epoca in cui molte serie vengono stiracchiate oltre il necessario, questa scelta rappresenta una boccata d'aria fresca. La terza stagione si è conclusa con un cliffhanger sorprendente, proprio dopo quello che doveva essere l'ultimo colpo pianificato da Diop. Netflix, che spesso cancella show promettenti prima che possano esprimere il loro potenziale, ha invece confermato la quarta stagione, segnale inequivocabile della fiducia riposta nel progetto. Le riprese si sono concluse nel 2025, anche se i dettagli sulla trama rimangono avvolti nel mistero. Quel che sappiamo è che Diop resterà in Francia e continuerà la sua battaglia contro istituzioni potenti, con sfide sempre più complesse all'orizzonte.

Per mantenere la coerenza che ha reso Lupin un fenomeno, la serie dovrà continuare a bilanciare l'azione con la giustizia sociale, elemento che conferisce al protagonista quell'autorità morale che lo rende più di un semplice criminale affascinante. È questo connubio tra intrattenimento raffinato e sostanza narrativa a rendere ogni rilettura della serie un'esperienza ancora più ricca. Mentre aspettiamo l'autunno 2026 per scoprire dove ci porterà la nuova stagione, vale la pena riscoprire le prime tre, magari cogliendo dettagli e sfumature che al primo passaggio potrebbero essere sfuggiti. Perché Lupin non è solo una serie da guardare, è un puzzle che si completa guardando oltre la superficie, proprio come farebbe il suo protagonista.

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