Su Netflix, c'è una serie (ingiustamente cancellata) che unisce American Gods e His Dark Materials
La serie fantasy brasiliana cancellata da Netflix che ha rivoluzionato il genere con il folklore sudamericano. Scopri perché meritava di più.
Per decenni, il panorama del fantasy televisivo è stato dominato dalle fiabe occidentali e dalle loro infinite rielaborazioni. Disney ha costruito un impero su principesse e castelli, mentre serie come Once Upon A Time hanno spremuto ogni goccia di nostalgia dai classici che tutti conosciamo. Il risultato? Un genere che, pur offrendo il comfort rassicurante della familiarità, rischiava di soffocare sotto il peso della prevedibilità. Eppure qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Squid Game e La Casa di Carta hanno dimostrato che il pubblico globale ha fame di storie diverse, raccontate con sensibilità culturali nuove. Netflix ha aperto le porte a produzioni internazionali che hanno portato una ventata di freschezza nel catalogo, ma è nel fantasy che questa rivoluzione silenziosa ha dato i frutti più sorprendenti.
L'estetica della serie richiama il crime noir, con atmosfere cupe e una fotografia che gioca sapientemente con luci e ombre. I personaggi sono un intreccio affascinante tra umani e creature soprannaturali, ciascuna con un'affinità particolare verso un animale specifico. Questa caratteristica ha ispirato paragoni con His Dark Materials, ma Invisible City possiede una grinta e una durezza che la distinguono nettamente dalla serie britannica. Altri hanno visto nella struttura narrativa e nella convivenza tra divinità e mortali delle somiglianze con American Gods. Ed effettivamente, come nella serie tratta dal romanzo di Neil Gaiman, anche qui le antiche entità devono confrontarsi con un mondo moderno che le ha dimenticate o ridotte a semplici leggende.
Ma dove Invisible City brilla davvero è nel design dei personaggi. Ogni creatura soprannaturale porta su di sé i segni visivi della propria origine mitologica, in un lavoro di costume design che è una festa per gli occhi. La serie affronta anche temi di scottante attualità, intrecciando la trama con un messaggio pro-ambientalista che non risulta mai didascalico o predicatorio. La natura non è solo uno sfondo esotico, ma un personaggio a tutti gli effetti, minacciato dall'espansione urbana e dallo sfruttamento delle risorse. Due stagioni, per un totale di dodici episodi. La prima stagione del 2021 comprendeva sette episodi, con il più apprezzato che raggiungeva un rating di 7,8 su IMDb. La seconda, uscita nel 2023, ne contava cinque, con un picco di 7,6. Numeri solidi, un pubblico fedele, recensioni entusiastiche. Eppure Netflix ha deciso di cancellarla.
Invisible City rappresentava esattamente l'opposto di questa tendenza. Poteva essere semplicemente se stessa: originale, audace, radicata in una cultura che raramente aveva trovato spazio nelle produzioni fantasy mainstream. La serie brasiliana disponibile su Netflix in portoghese, con sottotitoli o doppiaggio in inglese, ha dimostrato che c'è spazio per storie diverse. Ha provato che il pubblico è pronto ad abbracciare mitologie lontane dalla propria, se presentate con intelligenza e maestria visiva. Ha aperto una porta che molti speravano rimanesse spalancata. Il folklore brasiliano, con le sue creature legate alla foresta amazzonica e alle acque dei fiumi, con i suoi spiriti della natura e le sue divinità ancestrali, offriva un universo ricchissimo e praticamente vergine per il pubblico internazionale. Invisible City ne ha appena scalfito la superficie, ma è bastato per mostrare quanto potenziale inespresso esista là fuori.