Kevin Hart prende in giro la Marvel: la serie Netflix in cui il riferimento al MCU non è lusinghiero
True Story di Kevin Hart su Netflix contiene numerosi riferimenti ironici alla Marvel e al MCU, con cameo di Chris Hemsworth e citazioni di Mackie e Cheadle.
True Story rappresenta una svolta per Kevin Hart, lontano dal territorio della commedia che lo ha reso una delle star più riconoscibili di Hollywood. La miniserie Netflix lo vede nei panni di un comico e attore di successo soprannominato "The Kid", costretto a fare i conti con il suo passato quando torna a Philadelphia per un tour. Tra tensioni familiari, segreti oscuri e il peso della fama, la serie offre uno sguardo crudo sul prezzo del successo. Ma anche in questo contesto drammatico, Hart non resiste alla tentazione di inserire qualche stoccata ironica all'industria dell'intrattenimento, con particolare attenzione al fenomeno dei cinecomic e all'universo Marvel.
Sebbene Hart non abbia mai indossato un costume da supereroe per la Marvel, il suo rapporto con il genere non è nuovo. Dopo aver partecipato a Scary Movie 3 e 4, parodie horror di successo, l'attore è apparso in Superhero Movie, una satira del genere supereroico accanto alla leggenda della commedia Leslie Nielsen. Nel 2019 ha anche scherzato pubblicamente sul suo desiderio di apparire in Black Adam, il film DCEU con protagonista Dwayne Johnson. Quel sogno non si è concretizzato, ma Hart è comunque entrato nel mondo DC attraverso Super Pets, film d'animazione in cui presta la voce a uno dei personaggi principali, ancora una volta al fianco di Johnson.
In True Story, il personaggio di Hart ha recentemente recitato in un blockbuster supereroistico che ha fatto esplodere la sua fama e il suo conto in banca. Questo successo lo rende un bersaglio per chiunque cerchi di approfittare di lui, scatenando eventi chiave nella trama della serie. Ma è anche l'occasione perfetta per lanciare qualche frecciata sottile ma precisa al Marvel Cinematic Universe, l'impero cinematografico che ha ridefinito il concetto stesso di franchise hollywoodiano. Il film in cui The Kid ha recitato si chiama The Antiverse, un titolo che è già di per sé una parodia trasparente del Multiverso Marvel. Non è un caso: proprio il Multiverso è diventato il fulcro narrativo della Fase 4 dell'MCU, introdotto dalla serie Loki su Disney+ e destinato a esplodere in Spider-Man: No Way Home e Doctor Strange nel Multiverso della Follia.
Il co-protagonista di The Antiverse è Chris Hemsworth, l'attore australiano che ha dato volto e muscoli a Thor nell'MCU. Il cameo di Hemsworth in True Story è breve ma significativo: lo si vede nei materiali promozionali del film sparsi per la città e in qualche scena del lungometraggio fittizio. Non viene mai menzionato esplicitamente il suo ruolo nell'universo Marvel, ma il messaggio è chiaro. La scelta di Hemsworth non è casuale: è uno degli Avengers originali, un volto iconico del franchise Disney. Vederlo recitare in un progetto che prende bonariamente in giro proprio quel mondo aggiunge un ulteriore livello di ironia.
True Story esplora anche la macchina industriale dietro i film di supereroi. Nel corso della serie, The Kid parla di un sequel di The Antiverse in lavorazione, oltre a uno spin-off dedicato al suo personaggio. Anche questa è una chiara parodia del modello Marvel: un universo condiviso fatto di sequel, prequel, spin-off e crossover che si intrecciano in una rete narrativa sempre più complessa. Ma più che concentrarsi sui contenuti fantastici, la serie mette in luce il lato commerciale e logistico di questi progetti. La programmazione di The Kid diventa un problema, rispecchiando le difficoltà reali che la Marvel ha affrontato nel corso degli anni. Film cancellati, ritardi nelle produzioni, conflitti di agenda tra star di primo piano: sono tutte dinamiche che hanno segnato lo sviluppo del MCU.
La satira di True Story funziona proprio perché non è aggressiva. Non si tratta di un attacco frontale alla Marvel o al genere supereroico, ma di un'osservazione lucida e divertita su come funziona quell'industria. Kevin Hart conosce bene quel mondo, anche se dall'esterno, e usa il suo personaggio per raccontare verità scomode con leggerezza. La scelta di inserire questi riferimenti in una serie drammatica, piuttosto che in una commedia pura, rende il tutto ancora più efficace: sono momenti di respiro ironico in una narrazione altrimenti tesa e oscura. True Story dimostra che anche quando Hart abbandona il registro comico, non rinuncia del tutto al suo sguardo critico. E mentre il Marvel Cinematic Universe continua a dominare il box office globale, con Spider-Man: Brand New Day in arrivo, è rinfrancante vedere qualcuno che, con affetto e intelligenza, ne mette in luce anche le contraddizioni.