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Prima del debutto di Carrie, su Netflix c'è un film di Flanagan da una storia di King da non perdere

Scopri perché questa film di Mike Flanagan su Netflix è perfetto per prepararsi a Carrie. Analisi dell'horror psicologico tratto da Stephen King.

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Ottobre 2026 segnerà l'arrivo su Prime Video di Carrie, la nuova serie televisiva firmata Mike Flanagan tratta dal romanzo d'esordio di Stephen King. Un evento che gli appassionati di horror attendono con trepidazione, considerando il curriculum del regista e la portata iconica della storia. Ma mentre il conto alla rovescia prosegue, c'è un modo perfetto per prepararsi a questa visione: recuperare Il gioco di Gerald su Netflix, un thriller psicologico del 2017 che rappresenta uno dei vertici assoluti della collaborazione tra Flanagan e l'universo kingiano. Il film è una dimostrazione lampante del motivo per cui affidare Carrie a Mike Flanagan è stata una scelta azzeccata. Entrambe le storie esplorano l'oppressione femminile e i traumi infantili irrisolti attraverso la lente deformante dell'horror psicologico.

Il film del 2017 si colloca tra i migliori adattamenti cinematografici di Stephen King del ventunesimo secolo
, un risultato non da poco considerando la concorrenza. La capacità di Flanagan di trasformare un romanzo considerato da molti "inadattabile" in un'esperienza cinematografica coerente e terrificante dimostra una padronanza rara del mezzo. Il regista non si limita a trasporre la storia sulla pellicola: la reimmagina, la decanta, ne estrae l'essenza più pura e disturbante. Ciò che colpisce maggiormente in Il gioco di Gerald è la precisione chirurgica con cui Flanagan costruisce la tensione. Non ci sono jump scare gratuiti o espedienti da horror di serie B.

Il terrore emerge dall'accumulo graduale di dettagli inquietanti, dalla sottigliezza di inquadrature che rivelano più di quanto sembri, dalla capacità di trasformare il silenzio in un'arma narrativa. È un approccio che affonda le radici nei classici del genere, quando spaventare il pubblico significava prima di tutto conquistarne la fiducia e poi tradirla nel momento meno atteso. Lo stesso Stephen King ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per il lavoro di Flanagan, un endorsement che vale oro considerando quanto l'autore sia stato critico verso alcuni adattamenti del suo sterminato catalogo letterario. King riconosce in Flanagan non solo un artigiano tecnicamente impeccabile, ma un vero interprete delle sue visioni, qualcuno capace di cogliere le sfumature psicologiche che rendono i suoi personaggi così memorabili.

La scelta di realizzare Carrie come serie televisiva anziché come film rappresenta un'ulteriore dimostrazione dell'approccio distintivo di Flanagan. Mentre la versione cinematografica di Brian De Palma del 1976 rimane un capolavoro insuperabile nel suo formato, una serie permette di esplorare con maggiore profondità i personaggi secondari, il contesto sociale, le dinamiche di potere che attraversano la comunità. È un'operazione ambiziosa che richiede sia rispetto per il materiale originale sia il coraggio di tracciare una strada nuova. Il gioco di Gerald funziona come una sorta di manifesto programmatico di cosa aspettarsi da Carrie.

Il film del 2017 dimostra inoltre come Flanagan eccella nella direzione degli attori, estraendo performance di rara intensità da un cast ridotto all'osso. In un panorama horror sempre più affollato di reboots, sequel e franchise interminabili, Il gioco di Gerald si distingue per la sua singolarità. È un'opera autosufficiente, completa in sé stessa, che non strizza l'occhio a possibili seguiti o espansioni dell'universo narrativo. Racconta la sua storia con precisione chirurgica e poi si ritira, lasciando lo spettatore solo con le proprie riflessioni e i propri brividi.

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