La fiaba di Cenerentola che si trasforma in un incubo, in questo film premio Oscar su Netflix
Anora di Sean Baker su Netflix, il film con Mikey Madison che trasforma la favola di Cenerentola in un dramma sociale intenso e commovente.
Sean Baker torna a raccontare l'America che nessuno vuole vedere. Dopo averci portato nei motel fatiscenti della Florida con "The Florida Project" e nelle vite precarie dei sex worker in "Tangerine" e "Red Rocket", il regista californiano presenta Anora. Ma non aspettatevi la solita storia a lieto fine: quello che inizia come una moderna fiaba di Cenerentola si trasforma in qualcosa di profondamente diverso, un viaggio emotivo che lascia lo spettatore spiazzato, commosso e con molto su cui riflettere. Ani, interpretata da una straordinaria Mikey Madison, lavora notte dopo notte in uno strip club di Brooklyn. La sua è un'esistenza scandita dalla necessità di restare a galla, di pagare l'affitto, di sopravvivere in una città che non fa sconti a nessuno.
Questo espediente narrativo serve a un preciso scopo: immergerci completamente nel punto di vista di Ani, farci vivere la sua esperienza sensoriale, quella sensazione di essere finalmente protagonisti della propria vita e non semplici comparse. La chimica tra Mikey Madison e Mark Eydelshteyn è palpabile, autentica. Non si tratta solo di attrazione fisica: c'è un'intesa che rende credibile l'impulsività delle loro scelte, compresa quella di sposarsi dopo appena due settimane. Per Ani è la realizzazione del sogno americano, l'ascesa sociale che credeva impossibile. Per Ivan è la conquista dell'amore romantico, quello dei film, lontano dalle aspettative e dalle catene della sua famiglia. Ed è proprio la famiglia a far crollare il castello di carte.
Perché Ivan non è un semplice ragazzo ricco: è il figlio di un oligarca russo, e per la sua famiglia Ani non è una moglie ma una "prostituta" che ha ingannato il loro ingenuo erede. L'arrivo di questa notizia cambia radicalmente il film, che vira dal registro romantico a quello della commedia dark, quasi farsesca. I tre sicari mandati dalla famiglia per annullare il matrimonio sono un trio improbabile e geniale: Toros, interpretato da Kareen Karagulian, è il capo operativo, sempre sull'orlo di una crisi di nervi. Igor, il taciturno Yuriy Borisov, osserva tutto con distacco professionale. Garnick, incarnato da Vache Tovmasyan, completa il quadro.
Baker ci fa credere nella favola, ce la fa desiderare insieme ad Ani, ci fa tifare per lei. E poi ci fa assistere al crollo, ricordandoci che Cenerentola è una fiaba, e che nella realtà il principe spesso scappa quando arrivano i problemi veri. Con questo film, Sean Baker conferma il suo status di uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo. La sua capacità di umanizzare chi la società preferisce ignorare, di raccontare storie di marginalità con dignità e senza pietismo, è rara e preziosa. Anora, che ha incantato Cannes e fatto incetta di premi agli Oscar, si aggiunge a un catalogo già impressionante, portando avanti quel discorso sul sogno americano che il regista porta avanti da anni: non come promessa realizzabile, ma come miraggio che continua a spingere le persone verso l'orizzonte, anche quando l'orizzonte continua ad allontanarsi.