Meryl Streep e una madre ingombrante: il film su Netflix in cui Carrie Fisher rielabora la propria vita
Postcards from the Edge - Cartoline dall'inferno: il film dimenticato di Carrie Fisher con Meryl Streep che trasforma dipendenza e dolore in commedia brillante.
Esiste un angolo nascosto della filmografia hollywoodiana dove la vita personale e la finzione si intrecciano così strettamente da diventare indistinguibili. È quello spazio creativo che Carrie Fisher ha saputo occupare con maestria quando ha scritto la sceneggiatura di "Postcards from the Edge - Cartoline dall'inferno", basandosi sul suo romanzo semi-autobiografico. Diretto da Mike Nichols nel 1990 e oggi disponibile su Netflix, questo gioiello cinematografico merita di essere riscoperto non solo per la brillantezza della scrittura, ma per come riesce a trasformare il dolore in arte senza mai perdere il senso dell'umorismo.
Quello che rende "Postcards from the Edge" così speciale è il suo DNA profondamente autentico. Fisher non stava semplicemente scrivendo una storia di fantasia: stava rielaborando la sua relazione con Debbie Reynolds, sua madre, icona del cinema classico americano. Chi ha letto le memorie di Fisher riconoscerà immediatamente alcuni momenti vissuti e raccontati, ora filtrati attraverso una lente leggermente più comica ma non per questo meno vera. Reynolds stessa era perfettamente consapevole del gioco e aveva persino chiesto a Nichols di poterla interpretare Doris, ma il regista le rispose che non era "giusta per la parte". Un paradosso delizioso: non essere adatta a interpretare una versione romanzata di te stessa.
Il dialogo è la parte in cui la penna di Carrie Fisher brilla davvero. Ogni battuta è affilata, ironica, perfettamente calibrata. Suzanne ha una risposta sarcastica per tutto, che sia sua madre che critica la sua pettinatura in rehab o Jack, il produttore che l'ha mollata in ospedale dopo un'overdose durante un appuntamento. La loro relazione è un turbinio di passione e autodistruzione, ma quando il protagonista è Dennis Quaid nel pieno del suo fascino, è difficile non lasciarsi coinvolgere. Non è una commedia romantica in senso classico, ma gli elementi romantici aggiungono leggerezza.