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La nuova serie turca in tendenza su Netflix nasconde un segreto che ogni madre dovrebbe conoscere

La serie thriller turca su Netflix dove una madre assume come tata la donna con cui suo marito ha avuto una relazione occasionale.

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Le tate hanno una pessima reputazione sullo schermo, e tutto nasce da una paura genuina e comprensibile: quella di avere un completo estraneo in casa, qualcuno a cui affidiamo la cosa più preziosa che abbiamo, un figlio vulnerabile e innocente. Nel mondo frenetico di oggi, assumere una babysitter è diventata quasi una necessità, ma questo non significa che i genitori abbiano smesso di temere che qualcosa possa andare terribilmente storto. È un rischio calcolato che si accetta in nome della convenienza e della sopravvivenza quotidiana. Ovviamente il mondo non è popolato solo da tate malvagie, ma cinema e serialità televisiva hanno sempre giocato proprio su questa paura ancestrale, trasformando le babysitter in figure sinistre e vendicative, simili a sirene: appaiono rassicuranti e perfette, ma nascondono sempre motivazioni oscure. Film come The Hand That Rocks The Cradle, The Babysitter e The Guardian hanno costruito un intero filone narrativo su questo archetipo.

Not a Stranger, l'ultima serie turca in tendenza su Netflix, si inserisce perfettamente in questa tradizione, ma con una premessa talmente assurda da risultare quasi provocatoria. La protagonista Funda, come molte madri esitanti, ha bisogno di assumere una tata ma fatica a trovare quella giusta. Sente il bisogno viscerale di essere sempre presente per sua figlia, e l'idea di affidare questo compito sacro a una sconosciuta la mette profondamente a disagio. Sono passati due anni da quando Funda ha smesso di dipingere, e sia suo marito che i colleghi la incoraggiano a tornare alla sua arte. Per farlo, però, deve trovare qualcuno che possa occuparsi di Mavi, la sua bambina. La soluzione sembra arrivare quando decide di assumere Nazli, l'istruttrice di nuoto di sua figlia. Nazli sta cercando un lavoro meglio retribuito e ha già instaurato un bel rapporto con la piccola. Funda vuole credere che la fortuna le abbia sorriso e di aver trovato la persona perfetta.

Nazli sembra avere tutte le qualità che Funda cercava: è premurosa, amorevole, sa come gestire i bambini, ascolta le istruzioni di Funda e, soprattutto, Mavi la approva. Questo è tutto ciò che conta per una madre. Funda è soddisfatta della sua decisione, ma naturalmente sappiamo già che le cose non possono filare così lisce. Deve esserci un colpo di scena, e arriva puntuale. Quando il marito Ilker torna da un viaggio di lavoro e incontra Nazli, la sua reazione è di evidente sorpresa. Prende Funda da parte e le confessa di aver avuto una relazione di una notte con lei, aggiungendo che non ritiene sia una buona idea averla in casa a occuparsi di loro figlia. Qui arriva il momento più controverso e difficile da digerire della serie: Funda decide che una notte di sesso occasionale non significa nulla, che non c'erano emozioni coinvolte, quindi non c'è motivo di preoccuparsi.

Non riesce a immaginare di rimettersi a cercare una nuova tata, affrontando di nuovo quel processo estenuante, così decide di mantenere quella che crede essere la candidata perfetta. Funda vuole anche convincersi di essere lei quella in controllo: è casa sua, suo marito, sua figlia, non c'è modo che una sconosciuta possa portarle via tutto questo. Ha installato telecamere di sorveglianza per monitorare ogni mossa di Nazli, quindi cerca di persuadersi che non ci sia ragione di preoccuparsi. Ma ovviamente è più facile a dirsi che a farsi. Ben presto inizia a sospettare del marito e comincia a perdere la testa all'idea che Nazli e Ilker possano essere intimi alle sue spalle. Funda sta esagerando o è sulla strada giusta? Questa è la domanda che la serie vuole farvi porre fino alla fine.

La storia, va detto, non risulta particolarmente convincente. Sembra troppo forzata e troppo conveniente dal punto di vista narrativo. Forse Funda segretamente voleva mettere alla prova la fedeltà di suo marito, ma questa non è una buona scusa per affidare tua figlia a qualcuno su cui non hai nemmeno condotto una verifica dei precedenti. Il ritmo è incoerente, allungando inutilmente una trama estremamente prevedibile. Quello che viene rivelato nell'episodio finale è qualcosa che probabilmente capirete già dopo i primi due episodi. Il finale, però, è non convenzionale e convincente. Vi ritroverete a chiedervi cosa riservi il futuro per questi personaggi, e questo è decisamente un punto a favore della serie. La vera forza di Not a Stranger risiede nei suoi personaggi complessi, ed è questo il motivo principale per cui potreste finire per guardare l'intera serie. Ogni personaggio ha molteplici sfaccettature, non si possono definire con un paio di aggettivi, e questo li rende credibili insieme alle loro emozioni.

Nessuno è completamente malvagio, ogni personaggio è un mix di luce e ombra, con difetti e punti di forza ben delineati. Elçin Sangu cattura alla perfezione la complessità di Funda: ci sono momenti in cui sa di star perdendo il controllo sulla propria realtà, ma è anche abbastanza testarda da non voler fare nulla al riguardo. Melis Sezen rende Nazli credibile, e anche se il suo personaggio è estremamente problematico, potreste ritrovarvi a provare empatia per lei. La serie turca si distingue per la costruzione psicologica dei personaggi piuttosto che per la tensione narrativa, offrendo uno sguardo sulle fragilità materne, sui sensi di colpa, sulla paura dell'abbandono e sul bisogno disperato di controllo in un mondo che sfugge continuamente di mano. Se riuscite a superare la premessa assurda e a concentrarvi sulle performance attoriali e sulla complessità emotiva, Not a Stranger può rivelarsi un'esperienza di visione interessante, anche se non memorabile.

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