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La vera casa di Lizzie Borden esiste ancora oggi? Dove si trova e come puoi dormirci

La vera casa di Lizzie Borden esiste ancora al giorno d'oggi? Scopri la verità dietro la serie tv di Netflix.

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Con l'arrivo della nuova serie Netflix Monster: La Storia di Lizzie Borden, l'attenzione del pubblico è tornata prepotentemente su uno dei casi di omicidio più celebri e irrisolti della storia americana. Ma mentre Ryan Murphy, il superproducer dietro le precedenti stagioni dedicate a Jeffrey Dahmer e ai fratelli Menendez, prende le sue libertà creative per costruire una narrazione avvincente, la vera casa al 230 di Second Street a Fall River, Massachusetts, continua a esistere. E non come reliquia abbandonata o museo polveroso, ma come un bed and breakfast perfettamente funzionante dove chiunque può trascorrere la notte. Potete letteralmente dormire nella stanza dove Abby Borden fu massacrata con un'ascia la mattina del 4 agosto 1892.

La proprietà, un edificio in stile Greek Revival del 1845, è stata acquisita nel 2021 da US Ghost Adventures per circa 1,9 milioni di dollari. L'azienda, specializzata in tour paranormali e soggiorni in location infestate sparse in oltre 200 città americane, gestisce la struttura sia come museo che come locanda. I visitatori possono partecipare a tour storici guidati, escursioni alla ricerca di fantasmi e, per i più coraggiosi, prenotare un pernottamento all'interno della dimora.

All'interno, la casa è stata preservata con arredi d'epoca, dettagli in legno scuro e decorazioni ottocentesche che offrono uno spaccato autentico dell'ambiente in cui viveva la famiglia Borden. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare guardando le ricostruzioni televisive, non si tratta di una grande magione vittoriana, ma di una dimora relativamente modesta. Le stanze degli ospiti portano i nomi dei membri della famiglia, mentre gli spazi più famigerati restano il fulcro dell'esperienza per i visitatori.

Monster: Lizzie Borden, fonte: Netflix

Nel salotto, un manichino drappeggiato rappresenta Andrew Borden nella posizione in cui fu trovato sul divano. Il tessuto copre rispettosamente la figura, ma l'effetto è comunque disturbante. Le scale strette e ripide conducono al secondo piano, dove si trova la John Morse room, così chiamata in onore dello zio materno di Lizzie che aveva pernottato in casa la notte prima dei delitti. Fu proprio qui che Abby venne uccisa mentre, secondo la ricostruzione degli eventi, stava riassettando la stanza dopo la partenza dell'ospite.

Oggi quella camera è disponibile per i pernottamenti. Un manichino che rappresenta Abby è posizionato esattamente dove giacque il suo corpo, accompagnato da una fotografia incorniciata della scena del crimine originale. Per chi cerca un'esperienza ancora più immersiva, lo staff offre optional a pagamento: per 30 dollari aggiungono un'ascia o una bambola sul cuscino per creare la giusta atmosfera. Esiste persino un pacchetto romantico con petali di rosa, per chi volesse trasformare una notte in un luogo di morte in qualcosa di diverso.

Evidentemente la formula funziona. La struttura vanta ospiti che tornano per la terza, persino la quinta volta. Esistono fan accaniti di Lizzie Borden che hanno trasformato la visita in un pellegrinaggio ricorrente. Il negozio di souvenir vende magliette con la scritta "I survived", T-shirt che strizzano l'occhio all'esperienza di aver dormito dove altri non sono sopravvissuti.

Sul sito web della casa viene commercializzata persino una bambola chiamata Lily, promossa come "il modo perfetto per ravvivare lo spirito della stagione di Halloween nella vostra casa e il regalo perfetto per qualsiasi persona o famiglia, poiché può sia proteggere che infestare". La bambola appare seduta al pianoforte del salotto nelle foto promozionali.

La fascinazione per il caso Borden trascende il mero interesse per il true crime. Lizzie è diventata una figura quasi folkloristica, un'antieroe della cultura popolare americana. Nei 130 anni trascorsi dai delitti, la sua storia è stata riadattata in film, opere liriche, balletti, rappresentazioni teatrali. Ryan Murphy è solo l'ultimo di una lunga serie di creatori attratti dal mistero irrisolto e dalla figura enigmatica della piccola spinster che forse uccise i genitori.

La serie Netflix, con Ella Beatty nei panni di Lizzie, si prende le sue libertà narrative, immaginando tra le altre cose una relazione romantica tra Lizzie e Bridget, la domestica di famiglia, nonostante non esistano prove storiche a supporto. E mentre Netflix alimenta una nuova ondata di interesse con la sua ultima stagione di Monster, la vera casa continua a offrire qualcosa che nessuna serie TV può replicare: la possibilità di camminare negli stessi corridoi, salire le stesse scale, dormire nelle stesse stanze dove, forse, Lizzie Borden prese un'ascia e diede a sua madre quaranta colpi, e quando vide cosa aveva fatto, ne diede a suo padre quarantuno.

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