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La verità su Bridget Sullivan, la domestica di Lizzie Borden in Monster che Netflix ha cambiato

Netflix ha inventato la relazione tra Bridget Sullivan e Lizzie Borden in Monster 4. Gli storici smontano la serie: ecco cosa è realmente accaduto nel 1892.

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La quarta stagione di Monster, intitolata La Storia di Lizzie Borden e rilasciata su Netflix il 17 settembre, ha portato sugli schermi una delle vicende criminali più celebri della storia americana. Ma come spesso accade con le produzioni di Ryan Murphy, la linea tra realtà storica e licenza narrativa è stata più che sfumata: è stata completamente ridisegnata. Al centro di questa trasformazione c'è Bridget Sullivan, la domestica irlandese della famiglia Borden, interpretata da Vicky Krieps come una figura seducente, manipolatrice e sessualmente audace. Una versione che gli storici definiscono senza mezzi termini: pura invenzione.

Nel primo episodio della serie, Bridget fa il suo ingresso nella casa dei Borden con un impatto scenico notevole. Durante il colloquio, impressiona la matrigna di Lizzie, Abby Borden, rimuovendo con abilità una macchia di sangue ostinata da un prezioso divano. Il patriarca Andrew Borden, costruttore di bare, rimane colpito dalla sua disinvoltura di fronte al sangue. Ma è Lizzie stessa a rimanere più affascinata dalla nuova arrivata, soprattutto quando Bridget inizia a introdurla a esperienze decisamente piccanti, incluso un vibratore a manovella.

La vera Bridget Sullivan era effettivamente al servizio della famiglia Borden, a partire dal 1889, secondo quanto riportato dalla Lizzie Borden House. Ma le somiglianze con il personaggio della serie finiscono qui. Sullivan, immigrata irlandese venticinquenne, non era particolarmente felice del suo impiego. Come documentato nel libro "The Trial of Lizzie Borden" di Cara Robertson, considerato il resoconto definitivo del caso, aveva tentato di lasciare il lavoro in più occasioni.

Poster di Monster La Storia di Lizzie Borden, fonte: Netflix

La serie costruisce sistematicamente un'intimità crescente tra le due donne. Bridget si insinua nella vita di Lizzie criticando apertamente il trattamento che Abby riserva alla figliastra fino al momento culminante del primo episodio, un bagno condiviso nel succo di ciliegia, ispirato alla leggenda di Elizabeth Báthory, la contessa ungherese del XVI secolo che secondo il mito si bagnava nel sangue di giovani donne per preservare la sua bellezza. È un'immagine potente, cinematograficamente memorabile. Ed è completamente inventata.

Un dettaglio significativo: nessuno in famiglia si prendeva la briga di chiamarla con il suo vero nome. Tutti la chiamavano "Maggie", semplicemente perché era il nome della domestica precedente. Questo particolare racconta molto del suo status nella casa: era una presenza funzionale, sostituibile, non certo una figura centrale nelle dinamiche familiari.

Sullivan divenne una testimone chiave durante il processo per gli omicidi dell'1 agosto 1892, quando Andrew e Abby Borden furono brutalmente uccisi con un'accetta. Bridget si trovava in casa al momento dei delitti e la sua testimonianza si estese su due giorni. Ma fu rapidamente esclusa dalla lista dei sospetti.

Una scena di Monster 4, fonte: Netflix

Quanto alla presunta storia d'amore tra Bridget e Lizzie, gli storici sono unanimi: non esiste alcuna evidenza. Nel corso dei decenni, molti hanno tentato di attribuire a Lizzie Borden relazioni romantiche, probabilmente perché non si sposò mai e rimase ciò che all'epoca veniva definita una "zitella". Ma ogni tentativo di collegare sentimentalmente Lizzie a Bridget si scontra con l'assenza totale di documenti, lettere o testimonianze che supportino questa tesi.

La trasformazione operata da Netflix su Bridget Sullivan fa capire che Ryan Murphy e il suo team hanno certamente costruito una narrazione coinvolgente, visivamente potente e ricca di tensione sessuale. Ma nel processo hanno sostituito una donna reale, una immigrata irlandese che lavorava duramente e cercava di sopravvivere in una casa difficile, con un archetipo fittizio: la seduttrice, la manipolatrice, la catalizzatrice di desideri proibiti.

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