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La serie zombie più intelligente degli ultimi anni è tratta da un fumetto DC (ed è su Prime Video)

La serie DC sottovalutata con Rose McIver. 5 stagioni di horror comedy e misteri che meritavano più successo. Scopri perché è una gemma nascosta.

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Ci sono serie che diventano fenomeni culturali globali, dominate dai trending topic e dai meme virali. E poi ci sono gemme nascoste che scivolano sotto il radar collettivo, nonostante abbiano tutto per diventare cult. iZombie, disponibile su Pirme Video, appartiene a questa seconda categoria: cinque stagioni di pura intelligenza narrativa, un mix perfetto tra horror comedy, procedural investigativo e dramma romantico che ha concluso la sua corsa nel 2019 senza mai ottenere l'attenzione che meritava. Eppure parliamo di una serie DC Comics, prodotta da The CW, con una protagonista indimenticabile e una premessa tanto assurda quanto geniale. Liv Moore è una brillante studentessa di medicina la cui vita cambia radicalmente quando viene morsa da uno zombie durante una festa. Non si tratta dell'apocalisse alla The Walking Dead: Liv diventa semplicemente un non-morto funzionale, costretta a nutrirsi di cervelli umani per mantenere la sua umanità e non trasformarsi in un mostro assetato di sangue.

Ma ecco il colpo di genio: ogni volta che Liv consuma il cervello di una persona deceduta, assorbe temporaneamente i suoi ricordi, le sue competenze e persino tratti della sua personalità. Una capacità che la rende perfetta per risolvere omicidi, trasformandola in un'investigatrice sui generis che lavora nell'obitorio della polizia di Seattle. Settimana dopo settimana, caso dopo caso, Liv diventa alternativamente una soldatessa aggressiva, una teenager superficiale, un rapper spaccone o una casalinga ossessionata dall'ordine, a seconda del cervello che ha dovuto consumare. La serie nasce dall'omonimo fumetto DC Vertigo, ma Rob Thomas, creatore della serie e mente dietro l'indimenticabile Veronica Mars, ha operato modifiche sostanziali che hanno migliorato il materiale originale. Nel fumetto, Liv risorge casualmente dai morti e lavora come becchina. Nella serie televisiva, l'origine zombie diventa virale, trasmessa tramite morso, e l'occupazione di Liv come assistente del medico legale giustifica narrativamente il suo accesso ai cervelli delle vittime.

Un aggiustamento che rende tutto più credibile e funzionale alla struttura episodica. Rose McIver, attrice neozelandese oggi nota per il ruolo di Samantha in Ghosts su CBS, è la vera anima di iZombie. Il suo Liv è un personaggio complesso, capace di oscillare tra cinismo disincantato e idealismo incrollabile, tra vulnerabilità romantica e determinazione da detective incallita. McIver deve gestire ogni settimana una nuova personalità innestata su quella di base, e lo fa con un talento comico e drammatico che lascia a bocca aperta. Liv è sostanzialmente Veronica Mars incrociata con Chuck Charles di Pushing Daisies: sarcastica, intelligente, emotivamente ferita ma mai cinica fino all'apatia. Intorno a lei ruota un cast corale impeccabile. Rahul Kohli interpreta Ravi, il medico legale che scopre per primo il segreto di Liv e diventa il suo migliore amico e complice, portando un umorismo british e una dolcezza rara nelle serie statunitensi.

Malcolm Goodwin è Clive Babineaux, il detective scettico che all'inizio non sa della condizione di Liv ma finisce per diventare un alleato fondamentale. E poi c'è il triangolo amoroso che attraversa l'intera serie: tra Major, l'ex fidanzato umano di Liv interpretato da Robert Buckley, e Lowell, uno zombie affascinante che comprende davvero cosa significhi vivere in quel limbo esistenziale. iZombie non è solo una serie procedurale mascherata da show sui non-morti. È una riflessione intelligente sull'identità, sulla perdita, sulla difficoltà di mantenere relazioni autentiche quando sei costretto a nascondere chi sei davvero. Liv deve mentire alla sua famiglia, tenere a distanza le persone che ama, rinunciare alla carriera medica che aveva sognato. La sua condizione da zombie diventa metafora dell'alienazione giovanile, della depressione, della sensazione di essere diversi in un mondo che non ti capisce.

Ma la serie sa anche quando prendersi meno sul serio. I casi settimanali sono spesso pretesti per gag esilaranti, con Liv che assume personalità sempre più estreme e Ravi che la prende in giro senza pietà. C'è la puntata in cui Liv diventa una dominatrice e tratta tutti con autoritarismo sadomaso, quella in cui assorbe la personalità di un adolescente e si comporta come una quindicenne, quella in cui diventa una fan ossessionata di una boy band. Ogni episodio è un'occasione per Rose McIver di dimostrare la sua versatilità attoriale. La mitologia di fondo si espande stagione dopo stagione, introducendo altri zombie, organizzazioni segrete, complotti aziendali e persino la minaccia di una guerra aperta tra umani e non-morti. iZombie riesce a bilanciare perfettamente la struttura case-of-the-week con un arco narrativo serializzato che cresce in complessità e ambizione, culminando in una quinta stagione che affronta temi politici e sociali con intelligenza rara per un prodotto di genere.

Eppure questa serie straordinaria è rimasta confinata a un pubblico di nicchia. Forse perché trasmessa su The CW, network associato più ai teen drama che alle serie adulte di genere. Forse perché l'etichetta "zombie show" l'ha fatta percepire come l'ennesima variazione su The Walking Dead, quando in realtà non potrebbe essere più diversa. O forse semplicemente perché uscita nel momento sbagliato, in un'epoca di sovrabbondanza televisiva dove anche le serie migliori rischiano di sparire nel rumore di fondo. iZombie ha chiuso con cinque stagioni complete, una rarità oggi, permettendo ai creatori di raccontare la storia dall'inizio alla fine senza cancellazioni brutali. Un lusso narrativo che si traduce in un'opera compiuta, perfettamente recuperabile in streaming per chi voglia scoprire uno dei segreti meglio custoditi del catalogo DC. Non aspettatevi supereroi in calzamaglia o battaglie cosmiche: qui troverete umanità, humor nero, misteri ben costruiti e una protagonista che merita di essere ricordata tra i grandi personaggi televisivi dell'ultimo decennio.

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