È passato un mese da quando la Warner Bros ha annunciato che tutti i film della propria lineup 2021 arriveranno in contemporanea al cinema e sulla piattaforma streaming proprietaria HBO Max (negli Stati Uniti): un mese di polemiche e di dure reazioni da parte di talent e associazioni di categoria che hanno costretto la major ad aprire più fronti di trattativa.

Ora Bloomberg segnala che l’azienda è vicina a risolvere molte delle dispute accettando, in sostanza, di versare molti più soldi a registi e attori, il tutto sulla base del concetto che tutti i film verranno considerati dei “grandi successi al botteghino”. I nuovi termini degli accordi includeranno una fetta più ampia del cast e della troupe rispetto al passato, pagandoli con i soldi delle entrate di HBO Max. Si tratta di pagamenti garantiti che non dipenderanno più dagli incassi cinematografici.

Il sito, che cita fonti bene informate, spiega che i 17 film Warner del 2021 usciranno al cinema e, in contemporanea, su HBO Max per 31 giorni, passati i quali rimarranno in sala. Chiunque sia titolato a ricevere dei bonus legati alle performance al botteghino li riceverà quando il film raggiungerà la metà di quella cifra (la soglia potrebbe abbassarsi se ancor più cinema dovessero chiudere). Chi partecipa ai profitti al box-office, continuerà a farlo, ottenendo benefit anche per le vendite on demand e online. Inoltre, la Warner Bros. pagherà una sorta di “licenza” per quella finestra distributiva di 31 giorni: non solo a chi partecipa ai profitti, ma anche al cast e alla troupe.

Ricordiamo che l’intero problema nasce dal fatto che la Warner ha deciso di cambiare modello distributivo di film che erano stati realizzati per uscire esclusivamente in sala, senza coinvolgere nella decisione chi quei film li aveva realizzati e che contava di partecipare ai profitti sul box-office. È chiaro che film che nascono come esclusive streaming hanno contratti diversi con talent, produttori e agenzie. Secondo Bloomberg, Warner “credeva di avere il diritto di far uscire i propri film sulla piattaforma senza il consenso dei suoi partner, ma successivamente ha iniziato a correggere i contratti proponendo termini più favorevoli alle controparti”. Dopo il 2021, l’azienda intenderebbe tornare al modello distributivo precedente, ristabilendo quindi gli accordi contrattuali storici, il che potrebbe essere rischioso soprattutto nei rapporti con cast e troupe, che solitamente non condividono quote del box-office (mentre partecipano alle vendite home video) e invece nel 2021 riceveranno pagamenti garantiti sotto forma di licenza.

Vi terremo aggiornati sull’evoluzioni delle trattative.