Laz Alonso ha già un'idea per un nuovo spinoff di The Boys (e vi piacerà)
Mother's Milk sopravvive, torna dalla sua famiglia e porta con sé Ryan: Laz Alonso racconta il finale di The Boys e già pensa a uno spinoff.
Tra tutti i personaggi di The Boys, Mother's Milk è uno dei pochi ad arrivare alla fine della quinta e ultima stagione ancora vivo. Non è poco, in una serie costruita sulla capacità di eliminare chiunque senza preavviso, dove il cast principale è stato decimato nel corso di sette anni con una coerenza quasi sadica. Laz Alonso, che interpreta il personaggio dall'inizio, non sembra volersi fermare qui: in un'intervista rilasciata dopo la messa in onda del finale, parla del significato profondo dell'arco narrativo di MM, della scena che lo ha commosso più di ogni altra e soprattutto lancia un'idea per uno spinoff che, almeno sulla carta, ha una logica narrativa difficile da ignorare. Il punto di partenza è Ryan, figlio di Homelander e della defunta moglie di Billy Butcher, che nel finale abbandona il gruppo per seguire proprio Mother's Milk a casa sua, dalla sua famiglia. Una scelta apparentemente secondaria nel turbine del finale, ma che Alonso considera il cuore di tutto quello che il personaggio ha vissuto.
Ryan, il nipote di Soldier Boy
Portarsi a casa Ryan non era una decisione improvvisata nella stanza degli sceneggiatori. Era l'ultimo pezzo di un puzzle costruito con pazienza nel corso di tre stagioni. In stagione tre, la serie aveva finalmente mostrato le radici della battaglia personale di Mother's Milk contro Vought: era stato Soldier Boy a uccidere il nonno di MM ad Harlem, innescando una spirale che aveva cambiato la traiettoria di un'intera famiglia. Il padre di MM aveva ereditato quel trauma, il nonno prima ancora di lui, e così via, ciascuno consumato dallo stesso rancore senza riuscire a liberarsene davvero. MM aveva preso in carico quella guerra senza averla scelta, e per anni aveva cercato di evitare di trasmetterla alla figlia, con risultati spesso opposti alle sue intenzioni: più stringeva, più la situazione gli scivolava tra le dita. Ryan, da parte sua, è il nipote diretto di Soldier Boy, il che lo rende, nella geometria emotiva della serie, il personaggio più vicino alla storia di MM tra quelli rimasti in piedi alla fine. Una coincidenza narrativa troppo precisa per essere accidentale.
"Rompere le maledizioni generazionali"
Alonso è diretto nel descrivere cosa rappresenta quella scelta. Adottare Ryan e prenderlo sotto la propria ala è stato, nelle sue parole, "un simbolo di rottura delle maledizioni generazionali". Il ragionamento è preciso: Ryan è il nipote dell'uomo che ha ucciso il nonno di MM e lo ha spinto verso una vita fuori controllo. Scegliere di prendersi cura di quel ragazzo non è vendetta, né redenzione in senso cinematografico: è la scelta concreta di interrompere una catena di traumi invece di aggiungere un altro anello. La paura più grande di Mother's Milk, spiega l'attore, non è mai stata i superpotenziati, ma trasmettere alla figlia lo stesso peso che aveva ricevuto da suo padre, che lo aveva ricevuto dal suo. Quella catena si spezza nel momento in cui MM smette di stringere troppo forte, smette di voler controllare tutto, e si ritrova libero. "Quando Kripke mi ha spiegato l'intero arco del personaggio, mi ha lasciato a bocca aperta", racconta Alonso. "La quantità di pensiero che ha messo in questi personaggi e nelle loro storie è incredibile."
Lo spinoff che Alonso sta già pitchando
La porta di un futuro per il personaggio non è solo socchiusa: Alonso la tiene spalancata di proposito. Nel finale, Mother's Milk aveva fatto una promessa a Stan Edgar: quando Edgar avesse ricominciato a fare danni nel mondo dei superpotenziati, MM avrebbe avuto un lavoro da finire. È una promessa, e MM è un uomo di parola. Su questo Alonso costruisce l'idea di una continuazione: MM e Ryan insieme, il veterano che insegna al ragazzo come muoversi in quel mondo, esattamente come Butcher aveva fatto con Hughie nella prima stagione. Il parallelo è dichiarato, non implicito. "Sto sempre pitchando", dice con autoironia, rivolgendosi direttamente ad Amazon e a Kripke. Precisa subito che non si tratta di un progetto in sviluppo, che nessuno gli ha comunicato nulla di concreto, ma l'idea c'è, ha una struttura narrativa e un antagonista già pronto. Un punto di partenza, non solo una suggestione.
Vought Rising e la storia mai raccontata
Il prequel Vought Rising, annunciato per l'anno prossimo e ambientato negli anni Cinquanta, seguirà l'era di Soldier Boy all'interno dei Seven. Alonso vede in quella serie un'opportunità precisa per esplorare il pezzo di backstory di MM che The Boys aveva solo accennato senza mai visualizzare davvero. La madre di MM che lavora in una fabbrica di Compound V, il padre che fa causa a Vought per condizioni di lavoro pericolose, MM che nasce già con una dipendenza dal V nel sangue: sono tutti elementi introdotti in stagione tre che non hanno mai trovato spazio sullo schermo. "Sarebbe interessante vedere Soldier Boy ad Harlem", dice l'attore. La connessione tra Vought Rising e The Boys è, in questa prospettiva, una storyline diretta che collega la storia del prequel a un membro del cast della serie originale. Ignorarla significherebbe lasciare aperto un filo narrativo che gli spettatori hanno già visto cominciare.
Sette anni di una famiglia che non sapeva di aspettarlo
Sul piano personale, il bilancio che Alonso traccia di questi sette anni non è quello che ci si aspetterebbe. Ha documentato quasi tutto nel rullino del telefono: i discorsi di addio dei colleghi all'ultimo giorno di riprese, ognuno in lacrime davanti alla troupe. Erin Moriarty, Karen Fukuhara, Karl Urban, Jack Quaid: li ha registrati tutti. Ha mancato solo il wrap di Tomer Capone, assente quel giorno dal set. Ma la parola con cui sceglie di sintetizzare l'esperienza di The Boys è una sola: gioia. Non consacrazione, non visibilità, non svolta di carriera. Gioia per essere diventato un attore migliore nel corso di sette anni, per aver trovato persone che volevano solo assicurarsi che stesse bene, per aver condiviso qualcosa di vero con una famiglia che non sapeva lo stesse aspettando a Toronto.