FILM

Le avventure di Cliff Booth segna una svolta storica per Netflix (e non solo per il costo esorbitante dei diritti)

Netflix investe 200 milioni per il sequel di C'era una volta a Hollywood. Tarantino scrive, Fincher dirige e Brad Pitt torna come Cliff Booth. Uscita in IMAX nel 2026.

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Sono passati sette anni dall'ultima volta che Quentin Tarantino si è seduto dietro una macchina da presa. Un'eternità per chi ha vissuto di cinema, cresciuto con le sue opere che hanno riscritto le regole della narrazione contemporanea. C'era una volta a Hollywood del 2019 sembrava quasi un testamento, un addio malinconico e perfetto a un'epoca dorata, filtrata attraverso lo sguardo nostalgico di un maestro al culmine della sua arte.

Ma Tarantino non ha mai smesso di lavorare. Si è sposato, è diventato padre, ha lanciato un podcast, scritto libri e finalmente rilasciato Kill Bill: The Whole Bloody Affair nella versione integrale che i fan attendevano da anni. E poi ha fatto qualcosa di inaspettato: ha scritto un seguito di C'era una volta a Hollywood, Le avventure di Cliff Booth, dedicato interamente allo stuntman moralmente ambiguo interpretato da Brad Pitt, uno dei personaggi più iconici e stratificati della sua filmografia.

Il progetto è ciclopico. Netflix ha sborsato la cifra monstre di 200 milioni di dollari per acquisire il film, una somma che fa impallidire molti blockbuster hollywoodiani. Ma c'è un dettaglio ancora più sorprendente: Tarantino non dirigerà. Al suo posto, dietro la macchina da presa, ci sarà David Fincher, un nome che da solo vale il prezzo del biglietto. Due titani del cinema contemporaneo, uno alla scrittura e l'altro alla regia, per quello che si prospetta come uno degli eventi cinematografici più attesi del decennio.

La trama seguirà le avventure di Cliff Booth in un periodo non meglio specificato, esplorando ulteriormente la vita di questo personaggio che in C'era una volta a Hollywood aveva già rubato la scena a chiunque altro. Brad Pitt torna a vestire i panni dello stuntman, affiancato da un cast che include Scott Caan, Timothy Olyphant nei panni di Jim Stacy e Barry Livingston in un ruolo misterioso chiamato "Disco Kingpin". Leonardo DiCaprio, curiosamente, ha declinato l'offerta di fare un cameo come Rick Dalton, scelta che lascia spazio a speculazioni sul tono e sulla direzione narrativa del sequel.

Ma la vera notizia, quella che sta facendo tremare i pilastri dell'industria cinematografica, è un'altra. Netflix, storica paladina dello streaming nudo e crudo, notoriamente refrattaria a dare ai propri film un'uscita teatrale significativa, ha fatto dietrofront. Le avventure di Cliff Booth avrà una distribuzione IMAX di due settimane, a partire dal 25 novembre 2026, prima di approdare sulla piattaforma il 23 dicembre dello stesso anno.

Per capire quanto sia rivoluzionario questo passo, basta guardare al passato recente. Sequel acclamati come quelli di Knives Out o film ambiziosi come The Rip avrebbero potuto incassare milioni al botteghino, ma Netflix ha sempre tenuto duro sulla sua linea: il futuro è lo streaming, puntoi. Questa filosofia ha reso il colosso di Los Gatos una sorta di nemico pubblico per i puristi della sala buia, per chi crede che certe storie vadano vissute sul grande schermo, non su un tablet o peggio ancora su uno smartphone.

Tarantino è sempre stato uno di questi puristi. Un difensore accanito dell'esperienza teatrale, della pellicola, del rito collettivo della visione in sala. Non stupisce quindi che abbia spinto, negoziato, forse persino minacciato di ritirarsi dal progetto se non avesse ottenuto almeno un'uscita limitata in IMAX. Netflix sa perfettamente che un film scritto da Tarantino e diretto da Fincher è oro puro, sia in termini di prestigio che di potenziale economico. L'uscita in IMAX non è solo un contentino ai nostalgici, ma una mossa di marketing geniale, un modo per costruire hype stratosfera prima del debutto streaming.

L'appuntamento è fissato per il 23 dicembre 2026, ma per chi vuole vivere l'esperienza completa, quelle due settimane di novembre in IMAX rappresentano un'occasione irripetibile. Vedere un film di Tarantino - anche se filtrato attraverso l'occhio chirurgico di Fincher - su uno schermo gigante, con un audio che ti avvolge e una folla di appassionati intorno, è esattamente il tipo di esperienza che il cinema può ancora offrire e che nessuna TV, per quanto grande, riuscirà mai a replicare.

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