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Lino Banfi nella serie che è ancora la casa di tutti gli italiani: la storia di una fiction leggendaria

Questa fiction italiana con Lino Banfi ha rappresentato un punto fermo nelle serate di milioni di italiani.

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Era il 6 dicembre 1998 quando la Rai trasmetteva il primo episodio di "Un medico in famiglia". Quasi 30 anni dopo, quella casa a Poggio Fiorito continua a vivere nell'immaginario collettivo degli italiani come un luogo familiare, caldo, dove generazioni intere sono cresciute tra risate, lacrime e lezioni di vita. La famiglia Martini non era solo una fiction: era uno specchio della provincia italiana che cambiava, delle dinamiche familiari che si evolvevano, dei valori che resistevano al tempo. Con 286 episodi distribuiti su dieci stagioni, "Un medico in famiglia", disponibile su RaiPlay, si è affermata come una delle serie televisive più longeve e amate nella storia della televisione italiana. Un successo straordinario per un prodotto che nasceva come adattamento del programma spagnolo "Médico de familia", trasmesso da Telecinco negli anni Novanta. Ma l'Italia ha saputo fare propria quella formula, trasformandola in qualcosa di profondamente nostrano, capace di toccare corde emotive universali eppure tipicamente italiane.

Tutto iniziava con "La casa nuova", primo episodio che mostrava il dottor Lele Martini, interpretato da Giulio Scarpati, vedovo da due anni della moglie Elena, trasferirsi con i tre figli Maria, Ciccio e la piccolissima Annuccia nel quartiere romano di Poggio Fiorito. Con loro, il padre Libero, indimenticabile Lino Banfi, e l'amico Giulio, interpretato da Ugo Dighero. La voce narrante era quella di Ciccio, che guidava lo spettatore dentro una narrazione corale dove ogni personaggio aveva il suo spazio, la sua storia, il suo momento di gloria o dolore. Nel corso delle stagioni, la casa si è popolata di nuovi volti, amori, matrimoni, nascite. Lele è diventato padre di sei figli: i tre avuti da Elena, i gemelli Elena e Bobò nati dalla relazione con Alice (Claudia Pandolfi), e Carletto, figlio della nuova compagna Bianca (Francesca Cavallin), a sua volta madre di Inge. Un albero genealogico che si è ramificato fino a includere numerosi nipoti, dai gemelli di Maria e Marco ai figli di Ciccio e Tracy.

La formula vincente risiedeva nell'equilibrio perfetto tra dramma e commedia, tra situazioni quotidiane riconoscibili e colpi di scena melodrammatici. E poi c'era lui, nonno Libero, pilastro comico e morale della serie, con le sue gag, i suoi strafalcioni dialettali, la sua saggezza popolare che nascondeva una profonda umanità. Accanto a lui, nonna Enrica di Milena Vukotic, presente in tutte le dieci stagioni insieme a Eleonora Cadeddu (Annuccia) e Paolo Sassanelli (Oscar Nobili, il medico amico di Lele). La location principale, la villetta dei Martini, era in realtà allestita interamente a Cinecittà, sia per gli esterni che per gli interni. Quella casa che sembrava così vera, con il suo giardino, le sue stanze vissute, era pura magia televisiva. Altri luoghi ricorrenti erano l'ASL, poi trasformata nella clinica Villa Fiorita, e la casa di Cettina e Torello, accanto al villino dei Martini, che nelle stagioni successive sarebbe diventata la cioccolateria di Bianca.

Il cast ha visto alternarsi decine di volti noti. Alcuni erano già famosi, altri hanno trovato nella serie il trampolino di lancio verso la notorietà. Giorgia Surina, ex Vj di Mtv, interpretava Virginia Battaglia, una dottoressa che aveva avuto una storia con Lele a Parigi. Kabir Bedi prestava il suo carisma esotico al ruolo di Kabir Dahvi, nonno di Sarita. Ma la lista delle guest star è impressionante: Elio Germano nei panni di "Er Pasticca", fidanzato di Maria nella seconda stagione, Edoardo Leo come Marcello nelle stagioni tre e quattro, Martina Colombari, Francesco Salvi, Gabriele Cirilli, Paolo Conticini, Alessandro Tersigni. E persino Damiano David dei Måneskin, in un cameo nell'undicesimo episodio della decima stagione, quando ancora nessuno immaginava la parabola internazionale della band romana. Pietro Sermonti, che interpretava Guido Zanin, marito di Maria tragicamente scomparso nella serie, ha poi trovato la consacrazione con "Boris" e la trilogia cinematografica "Smetto quando voglio", scritta proprio con Edoardo Leo, conosciuto sul set della fiction.

Anni dopo l'ultima puntata, casa Martini riapre le porte a nuove generazioni di spettatori e a chi vuole rivivere quella magia che ha accompagnato intere famiglie italiane. Perché in fondo "Un medico in famiglia" era questo: un appuntamento settimanale dove ritrovare personaggi che sembravano parenti, dove ridere e commuoversi per situazioni che sembravano prese dalla vita vera, dove i problemi trovavano sempre una soluzione e l'amore, nelle sue mille forme, trionfava sempre. Era la televisione che creava comunità, che univa le generazioni davanti allo schermo, che regalava quella sensazione di calore domestico oggi difficile da ritrovare nella frammentazione dell'offerta streaming.

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